Immigrazione, Vinti: “L’Umbria faccia la sua parte”

PERUGIA – 1793 morti. Un’ecatombe di donne, bambini e uomini, africani e asiatici, che si sta consumando nel  Mediterraneo, è semplicemente l’effetto delle politiche di dominio economico e militare che l’occidente ha praticato e continua a praticare in tante aree dei due continenti. Questo il primo incontrovertibile dato e da qui deve partire un’analisi seria. Secondo è che l’anelito verso la vita, una qualsiasi, una possibile, è più forte di qualsiasi paura anche quella di una morte probabile: se la casa brucia si salta fuori…..e questo non ha bisogno di spiegazione, è un altro dato incontrovertibile. Niente e nessuno fermerà un esodo biblico di questa portata.

 Nel mondo i profughi causati dalle guerre sono 51 milioni, è probabile che almeno 1 milione sia pronto a raggiungere l’Europa, con qualunque mezzo, anche il più rischioso.

La spinta alla migrazione è potente. Il miraggio dell’altra sponda  è vissuta come l’unica e l’ultima possibilità di sopravvivenza, e pertanto inarrestabile e incontenibile. Di fronte a questa tragedia è urgente e improcrastinabile che la vecchia Europa, la tanto decantata madre di civiltà, democrazia e diritti, parole ormai inesorabilmente vuote e vane, si dia una scossa ed esca dal suo eurocentrismo.  Si finisca di pensare a nuove avventure militari, a nuove dichiarazioni di guerra. Così, infatti,  sarebbero vissuti i blocchi navali dei porti libici, di cui si sta parlando. Tanto più che sarebbero anche  assolutamente inefficaci. Qualsiasi politica antiproibizionista ha avuto effetti totalmente opposti, con l’aumento dei traffici illegali ed il proliferare di reti criminali. I disperati in fuga troverebbero altre vie, e ad aspettarli nuovi e più forti reti di trafficanti.

Inoltre ridurre il problema alla  battaglia contro i trafficanti non è solo riduttivo ma demenziale. Essi  non sono che la punta di un iceberg che affonda nelle politiche di sfruttamento che l’occidente ha sempre praticato verso il resto del mondo. Basti pensare che quello del traffico di persone è il secondo affare illegale più redditizio dopo quello della droga, gestito  da grandi organizzazioni criminali, di cui gli scafisti sono solo l’ultimo anello.

Occorre, quindi, che l’Europa cambi totalmente strategia, agevolando i flussi migratori e attuando una politica dell’accoglienza  estesa a  tutti i 27 paesi dell’Unione, togliendo  ai trafficanti internazionali e a chi li dirige, il “core busines”,  concedendo legalmente il diritto di asilo a coloro che ne fanno richiesta, creando corridoi umanitari, superando il Dublino III, così da permettere ai rifugiati di scegliere il paese ove restare.

L’Italia, paese di grandi fenomeni migratori, dovrebbe imparare ad accogliere anziché tentare in ogni modo di respingere, alimentando di fatto l’immigrazione clandestina ed il business ad essa connesso. Iniziamo dal ripristinare Mare Nostrum e formiamo corridoi umanitari. Occorre una politica diversa e capace di far fronte alla tragedia umana che si sta consumando e agli sconvolgimenti in atto.

 

In questo quadro drammatico, l’Umbria, con le sue istituzioni, ancora una volta dimostri di essere all’altezza delle sue tradizioni di civiltà, dando accoglienza, per quanto gli compete, ai nuovi profughi.

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