Disturbi alimentari, su buste di latte ‘Grifo’ i contatti per affrontarli

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Veicolare i contatti per affrontare i disturbi alimentari e, allo stesso tempo, porre all’attenzione un problema ancora poco conosciuto e riconosciuto. Con questi obiettivi, un milione di buste di latte ‘Grifo’ porterà sugli scaffali dei punti vendita del centro Italia il numero verde nazionale (800 180 969) Sos disturbi alimentari gestito dal Centro disturbi comportamenti alimentari (Dca), struttura pubblica extra-ospedaliera della Azienda Usl Umbria 1 a palazzo Francisci di Todi e i riferimenti dell’associazione onlus ‘Mi fido di te’. I dettagli dell’iniziativa sono stati presentati, giovedì 2 aprile, da Carlo Catanossi, presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare, Laura Dalla Ragione, dottoressa responsabile dell’unità operativa Centro palazzo Francisci, e Mariella Venturi, presidente dell’associazione che opera come sostegno ai genitori delle persone affette da disturbi alimentari.

“Sono contento – ha dichiarato Catanossi – dell’attenzione che ha suscitato questa nostra iniziativa. Usiamo la busta del latte per fare promozione economica, culturale e, negli ultimi tempi, sociale. Prima con Telethon per la ricerca, poi con il progetto Eurobis contro l’obesità infantile, adesso con il Centro palazzo Francisci per i disturbi alimentari. La comunicazione passa. Il latte è un prodotto che porta con sé molti valori e con queste iniziative riesce a veicolarne altri”. “È un’iniziativa – ha aggiunto la dottoressa Dalla Ragione – che serve a pubblicizzare il numero verde attivo 24 ore su 24, dal lunedì al venerdì, finanziato dalla presidenza del Consiglio. Riusciamo a comunicare a chi chiama la mappa, messa a disposizione dal Ministero della salute, delle strutture specializzate in tutta Italia. Stiamo cercando di favorire la diagnosi precoce. Le persone devono capire che si può guarire dai disturbi alimentari soprattutto se si interviene presto e si chiede aiuto a strutture specializzate”. Secondo i numeri comunicati dalla dottoressa Dalla Ragione, in Umbria sono circa 10mila le persone con queste patologie in un’età compresa tra gli 8 e i 50 anni. Di questi, circa il 70 per cento è affetto da bulimia o disturbi dell’alimentazione incontrollata e il 30 per cento da anoressia. Più ampia poi la fascia di popolazione, tra le 30 e le 40mila persone, interessata da obesità. La Ausl 1 dell’Umbria ha creato una rete di strutture per trattare i disturbi alimentari che, insieme a palazzo Francisci, comprende anche il centro diurno Il nido delle Rondini, sempre a Todi, il centro Dai e obesità di Città della Pieve e il servizio ambulatoriale Dca di Umbertide. “A Palazzo Francisci – ha continuato Dalla Ragione –, unica struttura in Italia, accogliamo con ricovero bambini sotto i 14 anni che infatti arrivano anche da ospedali pediatrici come il Bambin Gesù di Roma e il Meyer di Firenze, mentre a Città della Pieve ricoveriamo dai 16 anni in su”. All’anno, la rete di assistenza fa registrare circa 600 pazienti di cui una metà ricoverata mentre la restante assistita in ambulatorio. “Le persone – ha spiegato Laura Dalla Ragione – spesso sottovalutano il problema. Teniamo conto che il 70 per cento delle adolescenti sono a dieta. Un genitore non subito comprende che c’è una patologia. È importante invece cogliere i primi segnali, i comportamenti alimentari ossessionati, il cambiamento del carattere”. “L’associazione ‘Mi fido di te’ – ha concluso Venturi –,  nata nel 2006, fornisce sostegno ai genitori per i quali tutti i sabati, alle 11, facciamo riunioni. Inoltre, ci troviamo ogni giorno a contatto con problemi di gestione dell’alimentazione. Spero che con questa iniziativa ci sia un po’ di consapevolezza in più. Purtroppo sono malattie poco conosciute, sottovalutate ancora anche dai medici di base, di conseguenza le famiglie sono isolate e vanno alla ricerca di specialisti privati. In più, molte zone in Italia sono sprovviste di strutture adeguate come quelle che abbiamo in Umbria”.

 

Carla Adamo

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