Consiglio Grande servizi all’infanzia tra critiche e mugugni

Critico anche l’atteggiamento delle educatrici e di alcuni sindacalisti 

Critico anche l’atteggiamento delle educatrici e di alcuni sindacalisti 

Consiglio Grande servizi all’infanzia tra critiche e mugugni  In una sala dei Notari piena si è svolto questo pomeriggio il consiglio grande sui servizi educativi e all’infanzia, “un consiglio speciale – o ha definito il presidente Varasano in apertura – su un tema particolarmente sentito, per il quale abbiamo lasciato volutamente una definizione generica per non limitare la discussione, ma aprirla a tutte le sfaccettature del tema.”

Un consiglio che è stato esclusivamente luogo di ascolto da parte dell’intera amministrazione senza nessun intervento da parte di consiglio e giunta e neanche deliberazioni finali. Molti sono stati gli interventi, a ciascuno dei quali sono stati concessi cinque minuti, e diversificati nelle tematiche. Tra i temi sollevati soprattutto il servizio di refezione scolastica, il precariato delle educatrici degli asili, ma anche la chiusura dell’asilo Magnolia di Collestrada, la situazione critica della scuola Santa Croce, lo stato delle aree verdi e dei parchi giochi e, infine, del ruolo della famiglia e degli educatori. Sul piano delle mense, molti interventi sono stati mirati a sottolineare l’importanza della condivisione e della partecipazione delle famiglie nella gestione del servizio stesso -e non solo nel controllo – anche sulla base dell’esperienza pregressa fatta con i comitati mensa.

I genitori hanno rimproverato all’amministrazione di averli estromessi dal servizio, di aver privilegiato la logica del risparmio, di non aver ascoltato le loro proposte. Hanno anche chiesto di poter condividere le scelte riguardanti i loro figli in un’ottica di pubblico e privato, di dotarsi della Carta dei servizi, di formalizzare la costituzione del tavolo paritetico e di poter effettuare controlli più stringenti sul gestore del servizio. Tra gli argomenti toccati in questo ambito anche l’acqua e l’utilizzo di stoviglie in plastica, sulla cui qualità e opportunità i genitori hanno mostrato preoccupazioni in più occasioni e rispetto alle quali è stato chiesto all’amministrazione di fare marcia indietro con lo scopo di di proteggere le fasce più deboli rispetto alla tutela della loro salute, secondo il cd principio di precauzione.

A questo proposito diversi gli interventi tecnici sulla presenza dei nitrati nell’acqua, sostanze che, come è stato spiegato, sono potenzialmente cancerogene e metterebbero a repentaglio particolarmente la salute dei bambini, in quanto soggetti più esposti. Al riguardo è intervenuto anche l’Amministratore delegato di Umbra Acque, Paolo Pizzari, per rassicurare che i limiti dell’acqua di rubinetto del comune di Perugia rientrano nelle previsioni di legge (i limiti di legge sono di 50 mg/litri, negli acquedotti di Perugia -ha detto Pizzarri- vanno da 10 a 40 mg/litro) e che sicuramente l’acqua del rubinetto è più controllata di quella in bottiglia.

Da più parti è stato richiesto al Sindaco e all’Amministrazione di rendere pubblico la politica che si intende attuare per il futuro dei servizi educativi, con critiche aperte al project financing che porterebbe all’esternalizzazione del servizio. Un’esternalizzazione da più parti criticata proprio perché realizzata in nome di un’efficienza che tiene conto solo della dimensione economica e non di quella sociale e culturale del servizio. A questo riguardo anche le educatrici degli asili comunali intervenute hanno voluto sottolineare come il servizio scolastico del comune sia stato un fiore all’occhiello della città, dovuto all’attenzione che in passato ad esso è stata data, alla formazione del personale che ha acquisito esperienza e professionalità di qualità e alla consapevolezza dell’importanza di un’educazione adeguata fin dai primi anni di vita. Critico l’atteggiamento delle educatrici e di alcuni sindacalisti intervenuti riguardo al bando per le graduatorie delle educatrici che, secondo gli interventi, non tiene conto dell’esperienza pregressa, con uno spreco di risorse e di professionalità.

Se il ruolo del pubblico è quello di favorire l’accesso ai servizi educativi a tutti i bambini e di garantirne la qualità per favorire un adeguato sviluppo sociale dei cittadini fin da piccoli, come è stato detto, altrettanto importante è intervenire in tal senso nei primi anni di vita del bambino.

Gli investimenti fatti in questo ambito -è stato sottolineato- sono fondamentali per sviluppare la capacità cognitiva ma anche emotiva e sociale dei bambini che -come hanno evidenziato la garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione e la rappresentante del gruppo regionale nidi infanzia– sono dei cittadini tutti gli effetti. Educazione è politica, è stato detto e i costi sociali, senza un servizio educativo adeguato nei primi anni di vita dei bambini, saranno ben più elevati.

Rispetto alla situazione dell’asilo Magnolia di Collestrada è stata ripercorsa da più parti la storia della chiusura che ha portato alla sospensione della struttura per l’anno 2016/2017 con la richiesta all’amministrazione a venire incontro alle esigenze della comunità locale per cui quell’asilo è fondamentale. Allo stesso modo, si è ripercorsa anche la situazione della Scuola Santa Croce, con l’invito all’amministrazione a intervenire per risollevare le sorti della scuola che ha una storia importante nell’ambito educativo. Molti gli interventi anche sul ruolo della famiglia nella società, con particolare riferimento al sostegno alla famiglia in termini di politiche che favoriscano le giovani coppie, i genitori che lavorano, le famiglie numerose o con difficoltà economiche. Ma anche al diritto dei genitori ad educare i propri figli con la richiesta all’amministrazione di richiedere ai genitori il consenso informato per particolari programmi realizzati all’interno delle scuole, in nome della libertà all’educazione dei propri figli che ogni genitore deve avere.

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