Comitati mense Perugia, Giacopetti: “No ad operazione taglio pasti bimbi”

Mense perugia

PERUGIA – “Prendiamo atto della disponibilità del sindaco Romizi a riaprire e seguire in prima persona, seppure con un terribile e colpevole ritardo, un dialogo con i genitori del comitati mensa, di fatto negato nelle scorse settimane dall’assessore Waguè.

Una notizia che mitiga, anche se solo di poco, le preoccupazioni circa la scarsa considerazione che l’attuale amministrazione ha riservato fin qui ai genitori dei comitati, ai quali non sono stati adeguatamente riconosciuti il ruolo, la generale onestà e la capacità di gestire il servizio con efficienza e efficacia, a costi contenuti e nel segno della qualità”.

Così il segretario del Pd di Perugia Francesco Maria Giacopetti, che torna sulla questione comitati mense.

“Quello che non capiamo è se questo confronto, per ora aggiornato a mercoledì, risponda a una reale intenzione di valutare alternative rispetto alla procedura di appalto o è un’operazione di maquillage, più utile a contenere le legittime proteste dei genitori che a realizzare forme innovative di gestione del servizio.
Pur condividendo la reale necessità di rinnovare le forme di gestione di servizio, nel segno della sostenibilità e soprattutto della qualità, restiamo convinti, che l’appalto a terzi sia la soluzione più ‘burocratica’ e meno adeguata.
Se l’operazione deve servire a realizzare tagli sui pasti dei bambini il nostro no è fermo.
E con la stessa forza diciamo no a pericolosi accentramenti, non in linea con le più moderne soluzioni civiche che si stanno promuovendo nel Paese.

Se invece si ha intenzione di realizzare una vera e propria riforma di un servizio fondamentale per la nutrizione, la salute e l’educazione alimentare dei bambini, funzionale al mantenimento di elevati standard di qualità, allora il Pd non si sottrarrà al confronto.

Qualità significa qualità del cibo, del servizio e dell’ambiente, quindi del pasto in tutti i suoi aspetti.

La qualità non è mai controllabile soltanto in base al rispetto di parametri contrattuali, ma deve essere oggetto di verifica costante da parte dei genitori nei singoli plessi, dotati di opportuni poteri e strumenti di condizionamento dei menù e dei relativi ordini, delle fasi di preparazione e organizzazione dei pasti e dei luoghi.

Ferme restando le considerazioni circa il ruolo dei genitori e dei comitati decentrati la formulazione di una centrale unica di acquisto potrebbe oggettivamente rappresentare un elemento di risparmio, ma è evidente che questo dovrà eventualmente essere reinvestito in servizi didattici ed educativi rivolti ai bambini.

Siamo al lavoro da tempo per portare, anche attraverso il confronto con realtà che in Italia rappresentano un’eccellenza riconosciuta. Esistono buone pratiche di grande valore, in particolare in alcuni comuni dell’Italia centrale, che all’estero prendono a modello, crediamo che da un confronto fra la nostra esperienza e queste realtà, possano nascere moderne soluzioni per il futuro di Perugia”.

“Quello che ci chiediamo, infine, – conclude Giacopetti – è quanto sia utile alla città un sindaco costretto a fare da supplente alle mancanze dei suoi assessori, in questo caso di Waguè, e quale sia il ‘costo’ per la comunità di un rappresentante istituzionale che di fatto si rivela non in grado di onorare le sue responsabilità”.

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