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Comune revoca Patrocinio a Perugia Pride Village, ma l’associazione replica per le rime

NON ACCETTIAMO LEZIONI DA CHI HA ABBANDONATO UN BAMBINO DI 6 MESI

Revocato patrocinio ad Omphalos, Giaffreda M5s interroga sindaco

Comune revoca Patrocinio a Perugia Pride Village, ma l’associazione replica per le rime

PERUGIA – “Perugia è una grande città, nella quale il pensiero differente è una ricchezza che ci sollecita tutti i giorni. Con questo spirito non può che essere interpretato il riconoscimento del Patrocinio del Comune di Perugia alle più diverse manifestazioni di associazioni rappresentative del nostro dibattito civile. È bene precisarlo per chi, ancora, ogni tanto, esprime dubbi per questo o quell’altro Patrocinio, che non può essere inteso come sostegno e adesione totale della Comunità perugina ad un solo pensiero, ma è atto di dovuto riguardo a quella specifica espressione delle nostre più varie ricchezze civili. Cionondimeno, non può essere banalizzata l’immagine, non rientrante nel materiale oggetto di patrocinio, con la quale, nei giorni scorsi, gli organizzatori del “Perugia Pride Village” hanno ritenuto di ricercare visibilità. La provocatoria caricatura di un’immagine sacra per i credenti costituisce una drastica rottura di quegli irrinunciabili principi di rispetto dell’altro, nei quali tutti dovrebbero riconoscersi; compreso chi si è lasciato andare ad inaccettabili insulti omofobi e compreso chi, strumentalmente ed ancora provocatoriamente, si è scagliato in maniera offensiva contro l’Amministrazione Comunale. La vera laicità, giova ricordarlo, non passa dalla legalizzazione della denigrazione dei simboli religiosi altrui ma pretende che ognuno sia pienamente rispettato nella sua scelta di credente o di non credente.

Diviene, perciò, inevitabile procedere con la revoca di quel Patrocinio. È un atto dovuto alla nostra Perugia. A nessuno sia consentito interpretarlo quale atto ostile nei confronti dell’associazione Omphalos e dei diritti che sostiene, chi cercherà di farne motivo di propaganda riuscirà solo ad avvilire ulteriormente le ragioni che afferma e nessuno esulti per questa revoca perché, pur doverosa, segnala una ferita nel nostro tessuto civile che dovremo essere tutti capaci di sanare al più presto”.

Ma la replica di Omphalos non tarda ad arrivare.

NON ACCETTIAMO LEZIONI DA CHI HA ABBANDONATO UN BAMBINO DI 6 MESI

«Siamo sconcertati dalla decisione del Sindaco Andrea Romizi – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – non pensavamo che il Comune di Perugia arrivasse a tanto. Sulla locandina abbiamo a più riprese spiegato e motivato la nostra scelta con la necessità di un dibattito e di una riflessione seria sul tema della laicità. Evidentemente questo non è bastato, ma siamo convinti che la locandina sia una mera scusa che copre anche il grande imbarazzo sul recente caso del piccolo Joan a cui il Comune di Perugia ha negato la trascrizione. Evidentemente abbiamo colpito un nervo scoperto dell’amministrazione comunale, che a parole si dice vicina a tutte e tutti, ma che nella realtà nei fatti si è dimostrata ostile alla comunità LGBTI (lesbica, gay, bisessuale, trans* e intersex) tutta.»

La sconcertante decisione del Comune di Perugia arriva dopo che l’associazione aveva inviato una lunga nota in cui spiegava le motivazioni alla base della pubblicazione della locandina, ma anche dopo le recenti interrogazioni parlamentari che hanno portato il caso del piccolo Joan alla ribalta nazionale.

«Il fatto che il Patrocinio al Perugia Pride Village venga ritirato – continua Bucaioni – è l’esatta dimostrazione di quello che il manifesto vuol fare emergere: un’amministrazione che ha di certo più a cuore l’indignazione per un simbolo legato alle “indecorose” persone LGBTI, che gli innegabili diritti di un bambino e di una comunità continuamente discriminata. Una cosa è certa, ora la maschera dell’amministrazione buona e civica è stata finalmente gettata. Ora è chiaro a tutta la città che a Palazzo dei Priori c’è una giunta nei fatti ostile alle battaglie e agli ideali di libertà e non discriminazione portati avanti da Omphalos e da una larga fetta di società civile. Siamo ancora più convinti che questa amministrazione sia inadeguata a guidare questa città e non accettiamo certo lezioni di laicità da chi ha abbandonato un bambino di 6 mesi in un altro paese senza documenti.»

«Ci vogliono composti e poco rumorosi. Vogliono le nostre manifestazioni e i nostri pride sobri e pacati. Ma noi non ci stiamo e mai ci staremo. Continueremo nel nostro lavoro di denuncia e di sensibilizzazione, anche senza il patrocinio del Comune di Perugia. Il Perugia Pride Village va avanti e ancora più forte che mai.»

La Lega Nord interviene subito.  Marchetti: “Giusta la revoca al Perugia Pride Village, plauso a Romizi per la decisione forte e auspicata”.  “Un atto di onestà intellettuale e rispetto nei confronti di un’intera comunità”. Commenta così, Riccardo Augusto Marchetti, commissario cittadino Lega Nord Perugia, la decisione dell’amministrazione comunale di revocare il patrocino al “Perugia Pride Village”. “Esprimiamo grande soddisfazione – precisa il leghista – per questo atto, forte e deciso, da parte del sindaco Romizi al quale va il nostro plauso. Per origini politiche, la Lega Nord prende le assolute distanze da simili manifestazioni, riconoscendo nei valori della famiglia naturale la vera legittimità, ciò nonostante comprendiamo la difficoltà per un’amministrazione che rappresenta l’intera collettività, di patrocinare o sostenere spaccati di realtà a volte lontani dai propri principi: per tale motivo ci complimentiamo con il sindaco Romizi, il quale ha dimostrato integrità nel gestire una vicenda complicata. Giustissima la revoca del patrocinio ad un’associazione che invoca rispetto, quando per prima rispetto non lo dà sbeffeggiando usi e costumi di una civiltà millenaria come quella cattolica. Doverose  – conclude Marchetti – le scuse di Omphalos all’intera collettività perugina per aver leso la propria sensibilità”

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