Querelle Mense scolastiche in Comune a Perugia, Rosetti chiede parere Avvocatura

Scuole, Mencaroni: "Che acqua bevono i bambini"

PERUGIA – La IV Commissione Consiliare Permanente (Cultura) ha trattato questo pomeriggio due ordini del giorno In primo luogo è stato ulteriormente discusso l’odg del M5S sulla Refezione scolastica, illustrato in aula dal consigliere Giaffreda. Il dispositivo dell’atto, opportunamente modificato dagli istanti, chiede di impegnare l’Amministrazione a: 1)prevedere il coinvolgimento dei genitori nell’acquisto delle derrate alimentari per tutte le cucine e i poli, compreso il CPP di San Sisto; 2) garantire nelle mense scolastiche di propria competenza, ed in ogni struttura pubblica comunale che abbia come utenti bambini e giovani, un’adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica; 3) prevedere che il servizio di refezione scolastica: A) garantisca la presenza di una adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, di prodotti DOP, IGP e STG, prevedendo un punteggio premiale per offerte con maggiori quantità dei predetti prodotti; B) segua il modello nutrizionale denominato “dieta mediterranea”, consistente in un’alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonché pesce, olio extravergine d’oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse, carboidrati semplici (zuccheri), pasta e pane non integrali; C) Garantisca la presenza di una adeguata quota di prodotti per soddisfare le richieste di alimenti per coloro che sono affetti da celiachia e tutti coloro che necessitino di diete speciali, anche per motivi etici e religiosi.

La consigliera Pittola ha manifestato condivisione per la possibilità di concedere ai genitori un controllo sulla qualità del servizio, al fine di rendere lo stesso il più fruibile possibile. In ogni caso, in merito alla qualità del cibo, la rappresentante del gruppo Misto ha sottolineato che gli esempi virtuosi di buona alimentazione devono partire dai genitori, per poi essere trasmessi ai loro figli. Sul tema del servizio mensa, l’Assessore Waguè ha chiarito, anche oggi, che a breve verrà costituito un tavolo paritetico, dove il confronto tra Amministrazione e comitati dei genitori sarà continuo e costante, con l’obiettivo di monitorare il sistema ed individuare eventuali correttivi da apportare allo stesso, tenuto conto anche delle esperienze del passato. Il coinvolgimento dei genitori, comunque, potrà essere garantito in due fasi: sul capitolato d’appalto prima della secretazione dello stesso, nonché sul controllo successivo concernente la qualità delle derrate destinate ai poli mensa.

Si sta valutando, inoltre, se inserire la dicitura “comitati dei genitori” nello stesso capitolato d’appalto, ove consentito dalla normativa. Ciò che, invece, solleva forti perplessità in capo all’Amministrazione è la pretesa possibilità di dare direttamente ai genitori delle somme di denaro per procedere all’acquisto delle derrate; circostanza vietata dalla normativa (codice degli appalti) soprattutto nei casi in cui si superi la soglia dei 40.000 euro, come nel caso di specie. Giaffreda, in replica, ha chiarito che nell’odg (punto 1 del dispositivo) non si richiede che i genitori debbano procedere per forza all’acquisto del cibo, bensì che venga garantito un loro pregnante coinvolgimento; occorre, dunque, studiare la formula giuridica corretta che permetta di dar corso a questa collaborazione. All’uopo il consigliere del M5S ha invitato l’Amministrazione a considerare l’ipotesi che i comitati si costituiscano in associazioni di volontariato.

Ulteriormente argomentando, l’Assessore Waguè ha riferito che il Comune, nel discutere l’atto in Giunta, ha richiesto tutti i pareri del caso, dai quali è emersa l’impossibilità di procedere ad affidamenti diretti del servizio ai comitati dei genitori. Nel contempo Assessore ed uffici hanno provveduto ad effettuare un attento studio della materia, confrontandosi con quanto avviene sia negli altri comuni italiani che europei. La strada migliore da seguire resta quella del confronto costante che potrà avvenire intorno al citato tavolo paritetico, il quale potrà garantire un protagonismo attivo dei comitati; al contrario gli affidamenti diretti non saranno possibili, perché vietati sia dal codice degli appalti sia dalle normative sulla libera concorrenza. Con riferimento al parere dell’Anac, già richiesto dalla Giunta, Waguè ha riferito che questo potrebbe essere emesso nel corso del mese di luglio; tuttavia l’Amministrazione non può permettersi di attendere ancora, in considerazione del fatto che la procedura di gara deve essere avviata in tempi brevissimi, onde consentire di garantire a settembre il servizio mensa ai bambini. Niente esclude, tuttavia, che in futuro le cose possano cambiare.

Quello che sta per essere varato dalla Giunta è solamente un sistema sperimentale, la cui durata sarà di un anno. Nel corso dell’esercizio sarà possibile monitorare lo stesso, verificandone i pregi ed i difetti. Allo stesso tempo qualora in sede di tavolo paritetico dovessero emergere soluzioni tecniche compatibili con la normativa in vigore, la Giunta sarà pienamente disponibile a rivedere il sistema, ampliando le prerogative dei comitati dei genitori. Bori ha sottolineato che appare inaccettabile che consiglieri, commissione e genitori debbano subire un trattamento, caratterizzato da continui rinvii senza che si giunga mai ad una conclusione concreta. “Comitati e consiglieri hanno presentato diversi quesiti ai quali non è stata data ancora risposta. Rilevo altresì che le associazioni di genitori hanno proposto all’attenzione dell’Assessore diverse soluzioni, tutte rigettate dall’Amministrazione. Vorremmo dunque capire quali sono le intenzioni dell’Esecutivo; se di dar corso ad un appalto globale sul modello del Polo di San Sisto oppure se si vuole attribuire un ruolo concreto e non solo di facciata ai genitori”. I rappresentanti dei genitori hanno ricordato di aver individuato da tempo un modello alternativo rispetto a quello proposto dalla Giunta, che tiene conto di esperienze già applicate in altri comuni. A fronte di ciò, dunque, emerge che quella dell’Esecutivo è una scelta meramente politica e non motivata da questioni giuridiche. Secondo i relatori ancora oggi vi è tutto il tempo per trovare una soluzione condivisa che consenta ai genitori di rimanere protagonisti in prima persona.

Differentemente l’apertura della gara d’appalto taglierebbe fuori definitivamente i comitati dalla partita. Secondo i comitati stessi, non più tardi di qualche mese fa l’Amministrazione ha reiterato l’affidamento diretto ai genitori del servizio mensa, tramite convenzione a titolo gratuito; con ciò riconfermando una buona pratica che a Perugia è stata in vigore per 25 anni. Questa pratica, oggi, può essere certamente perfezionata, trasformando i comitati in associazioni di volontariato con tutte le garanzie di legge. Rosetti ha concluso il dibattito, confermando che a molte domande poste dal M5S non sono state fornite le dovute risposte da Giunta ed Uffici.

“Il modello della partecipazione attiva dei comitati era già stato varato dall’attuale Amministrazione tramite rinnovo delle convenzioni; non capisco perché oggi si voglia assumere un atteggiamento contraddittorio, rinnegando tale scelta”. Il capogruppo del M5S ha polemizzato con la Giunta sul fatto che, nonostante sia stato aperto mesi fa il confronto con i genitori, tuttavia ancora oggi non si sia provveduto a chiedere autorevoli pareri sulla questione a soggetti competenti, come l’Università, l’Avvocatura comunale o l’Anac. Ciò ha comportato un ritardo che oggi costringe il Comune a varare in tempi strettissimi un appalto per garantire la fornitura del cibo ai bambini a settembre. “Noi continuiamo a chiedere che i genitori siano protagonisti di tutte le fasi del servizio e non solo nell’ambito di un tavolo tecnico, la cui utilità sarà tutta da verificare”. In conclusione Rosetti ha chiesto alla Presidenza della Commissione di inviare formale richiesta all’Avvocatura comunale per ottenere un parere sul tema; nonché di ricevere copia del quesito inviato dall’Amministrazione all’Anac; ed infine di ricevere dagli uffici copia dei dati sulla qualità dei servizi forniti a Perugia sulle mense negli ultimi anni.

Richiesta accolta dalla Presidenza con conseguente rinvio della votazione dell’odg. Successivamente è stato approvato all’unanimità l’odg del consigliere Camicia sulla tutela degli invalidi civili a Perugia. Con l’odg il consigliere di F.I. chiedeva di impegnare il Sindaco e la Sua Giunta, ad attivarsi nei confronti degli Enti preposti ASL 1 e INPS di Perugia, affinché gli stessi Enti, garantiscano tutti i diritti previsti dalla legge, ai disabili affetti da grave patologie, senza costringere, le famiglie, a ricorrere in Magistratura. Camicia aveva segnalato, infatti, che, da tempo, l’ASL 1 attraverso le commissioni mediche, nelle quali sono presenti anche Medici dell’INPS, tende a non riconoscere a cittadini disabili, l’indennità di accompagnamento o altri diritti come la legge 104. In particolare Camicia ha portato all’attenzione il caso, eclatante, di una sig.ra perugina, anziana con disabilità di grado severo, cui la commissione medica, nonostante la diagnosi dell’Azienda ospedaliera, ha negato l’accompagnamento, costringendo i familiari ad iniziare un contenzioso giudiziario.

Il Direttore dell’Inps di Perugia, Dott. Curti, con riferimento al caso specifico segnalato da Camicia, ha sottolineato che, effettivamente, in tale situazione è stato commesso un errore di valutazione che oggi l’Inps in autotutela sta cercando di risolvere. Questo, ovviamente, non significa che casi simili debbano ripetersi in futuro. Il Direttore ha segnalato, tuttavia, che il sistema previsto dalla normativa regionale per le richieste di invalidità può certamente essere modificato al fine di rendere la procedura più semplice. Vi sono altresì alcune distorsioni del sistema che necessitano di essere eliminate: è il caso dei ruoli ricoperti da alcuni professionisti (medici) che, a volte, sono presidenti delle Commissioni, altre volte Ctu o consulenti di parte nei contenziosi. Curti ha fornito alla Commissione anche alcuni dati: attualmente sono 368 (oltre 700 l’anno in media) gli accertamenti tecnici preventivi aperti (di fatto i contenziosi), con tempi di attesa di circa 11 mesi per l’udienza. Per la valutazione da parte delle commissioni mediche trascorrono invece tra i 68 e gli 80 giorni dalle richieste, ossia tempi ragionevoli che permettono all’Inps di erogare le prestazioni autorizzate nei termini di legge (120 gg). Soddisfatto al termine della votazione il consigliere Camicia, secondo cui l’analisi dell’odg in Commissione ha rappresentato un esempio di buona politica.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*