Terremoto 6.0, sopralluogo Preci-Norcia-Cascia, Bocci: “L’immagine è positiva”

Una ricostruzione seria e rigorosa riesce anche a reggere un terremoto violento e in superficie come questo

Terremoto 6.0, sopralluogo Preci-Norcia-Cascia, Bocci: “L’immagine è positiva”. In Valnerina, oltre Norcia, le frazioni di Castelluccio, San Pellegrino e Frascaro, anche il comune di Preci, ha subito dei danni a causa della potente scossa di terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. Oggi prima visita a Preci del sottosegretario Giampiero Bocci, e del prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro. Con loro i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri e il sindaco di Preci, Pietro Bellini.

“L’immagine è positiva perché tutti gli immobili ristrutturati nel 1979 e nel 1997 tengono bene – lo ha detto il sottosegretario Giampiero Bocci –. Una ricostruzione seria e rigorosa riesce anche a reggere un terremoto violento e in superficie come questo. A Preci c’è qualche danno che va visto più attentamente, saranno fatti i dovuti sopralluoghi, ma soprattutto c’è un danno all’economia. Questa – ha aggiunto – è una zona che ha lavorato sul turismo, è riuscita a crescere moltissimo, stava trovando uno sbocco per l’occupazione e questa scossa fa ripiombare questi comuni dentro un rischi serio di isolamento. Credo che accanto a qualche danno che si vede, nei comuni di Preci, Norcia e Cascia c’è una preoccupazione per il futuro. Da questo punto di vista – ha spiegato il sottosegretario – bisognerà pensare da subito dare dei segnali di tranquillità in modo che si possa tornare sul mercato e dire che questo territorio è sicuro”.

In Umbria si ha, fortunatamnete, solo un danno all’economia. “Siamo in una situazione drammatica – ha ribadito Bocci -, ho visitato Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, paesi completamente distrutti, così come alcune frazioni del Reatino. Il lavoro dei vigili del fuoco e dei soccorsi è stato straordinario e la macchina ha funzionato, ma in quei posti abbiamo una situazione epocale”.

Questo terremoto ha messo a dura prova l’Italia centrale. “Si può fare molto di più, l’Italia deve capire la lezione. Laddove questa lezione è stata compresa ed attuata, i risultati sono positivi. Ricordiamo l’esperienza del ’79 in Valnerina, quella del ’97 in Umbria e nelle Marche, quando si interviene bene, si rispettano le norme questo lavoro da risultati importanti, salviamo persone evitiamo vittime e disastri che si sono visti in queste ore. Dobbiamo tornare – ha concluso – ad essere un paese con la cultura della legalità e della serietà forte perché soltanto attraverso una cultura di questo tipo noi possiamo evitare morti e devastazioni come quello che abbiamo visto. Il terremoto, nelle zone più isolate, montane, soprattutto in questa fascia dell’Appennino, non è più un episodio che arriva ogni 100 anni, ma ormai dobbiamo avere la capacità e la consapevolezza di dover convivere con fenomeni come questo”.

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