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Rifiuti da Perugia a Foligno, Uiltrasporti preoccupata per i lavoratori Gesenu

Il segretario regionale Stefano Cecchetti sui rischi occupazionali dell’operazione. “Continuiamo a chiedere dialogo e trasparenza a salvaguardia della collettività”

(AVInews) – Perugia, 6 apr. – La segreteria regionale di Uiltrasporti Umbria esprime forte preoccupazione per i livelli occupazionali di Gesenu a causa dello spostamento di parte rilevante di rifiuti indifferenziati da trattare dall’impianto di Ponte Rio a quello di Foligno gestito da Vus Spa, in virtù dell’accordo siglato tra quest’ultima e Sogepu Spa. “Le circa 20mila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati prodotti dal territorio ex Ati 1 (Città di Castello, Gubbio, Gualdo Tadino e altri) – spiega il segretario generale dell’organizzazione sindacale Stefano Cecchetti –, che fino a ieri venivano trattati a Ponte Rio nell’impianto di Gesenu Spa, già da oggi vengono indirizzati all’impianto di Casone a Foligno in gestione a Vus Spa. Si rischiano, così, forti ripercussioni sulla tenuta occupazionale nell’impianto perugino, cosa gravissima se corrispondesse al vero. Sicuramente ciò potrebbe essere avvenuto per convenienze di carattere commerciale, legate alla differenza di costo di smaltimento, che sicuramente esiste”. “Rispetto alle tariffe e ai costi di smaltimento – si domanda Uiltrasporti Umbria –, la Regione Umbria non dovrebbe esercitare un ruolo di controllo per avere un’omogeneità su tutto il territorio? Vi sono delle carenze da parte della Regione Umbria, la quale, da troppo tempo, sta in silenzio su una questione di straordinaria importanza come quella dei rifiuti. Siamo, infatti, all’‘emergenza’ al punto da dover trasferire gran parte dei rifiuti prodotti dagli umbri in altre regioni, con un aumento notevole dei costi che la Regione già ha scaricato sui Comuni, costretti ad aumentare la tariffa ai cittadini”.

Richiesta di incontro con l’assessore regionale. “L’assenza di programmazione da parte della Regione Umbria – commenta ancora Cecchetti – si riflette direttamente sui soliti noti: sui cittadini che pagheranno profumatamente dalle loro tasche e pure sui lavoratori di Gesenu Spa che rischiano il posto di lavoro. Ormai da circa due mesi, Cgil, Cisl e Uil confederali hanno chiesto all’assessore regionale con delega alle politiche ambientali un incontro urgente al fine di entrare nell’argomento e cercare di trovare risposte e possibili soluzioni. Ma ancora silenzio assoluto, l’assessore non si degna di interloquire con i rappresentanti dei lavoratori e questo è grave”. “Si sta mettendo in discussione – dichiara quindi il segretario di Uiltrasporti Umbria – un sistema fondamentale per l’economia delle aziende del settore e per le certezze occupazionali degli addetti diretti e dell’indotto. Per non parlare della spesa a carico del cittadino, sicuramente già aumentata e che di certo salirà ancora”. “Uiltrasporti – conclude Cecchetti – continua a chiedere dialogo e trasparenza a salvaguardia degli interessi di tutta la collettività umbra, come cittadini e come lavoratori. Ma da parte delle istituzioni vige troppo silenzio che fa male alla politica di governo della regione, soprattutto ai suoi cittadini. Non si escludono possibili azioni che coinvolgano i lavoratori del settore qualora dovesse continuare questo assurdo silenzio che ha gravi ricadute sulle spalle di parecchi”.
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