Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti umbra VIDEO

Con una cerimonia svoltasi presso l’aula magna della Scuola di Lingue Estere dell’Esercito, si è dato il via all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017

Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei conti umbra

Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti umbra PERUGIA – Con una cerimonia svoltasi presso l’aula magna della Scuola di Lingue Estere dell’Esercito, si è dato il via all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2017 della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Umbria. Questo appuntamento ha lo scopo di rendere noti all’opinione pubblica i risultati conseguiti nel 2016 e fare il punto sulla stato dell’arte della giustizia in ambito locale.

Il Presidente Pasquale Fava ha sottolineato che “il 2016 sarà certamente ricordato come l’anno delle riforme dell’organizzazione e dell’azione amministrativa, ma anche quello in cui la Corte dei conti ha finalmente beneficiato di un Codice di rito che conferma la centralità dell’azione risarcitoria pubblicistica, intestata alla Procura regionale, a tutela della finanza pubblica. L’attività della Sezione ha risentito, nella seconda metà del 2016, della carenza di personale di magistratura, avendo operato con il solo Presidente e due magistrati in aggiuntiva, in quanto già assegnati in via principale presso altre Sezioni. Ciò nonostante si rappresenta l’assenza di arretrato, tanto nella materia dei giudizi di responsabilità, quanto in quella pensionistica, giudizi che vengono ordinariamente definiti spesso anche molto prima dei tempi massimi previsti dalla legge ai fini dell’indennizzo da irragionevole durata del processo”.

Al fine di deflazionare il carico giudiziario e quindi perseguire l’economicità nella gestione dei giudizi di responsabilità si introduce un rito abbreviato attribuendo al convenuto la facoltà di richiedere la definizione alternativa del giudizio mediante il pagamento di una somma di denaro non superiore al 50% (ovvero al 70% in appello) della pretesa risarcitoria attivata dalla Procura regionale.

Altra grande novità è la disciplina dei giudizi c.d. sanzionatori nell’ambito dei quali la Corte può irrogare sanzioni pecuniarie in ipotesi di accertate violazioni di specifiche regole di legge, quali ad esempio quelle poste a tutela della c.d. golden rule (divieto di indebitamento per spese di parte corrente in materia di responsabilità da dissesto finanziario degli enti locali, nonché in relazione alla mancata adozione dei piani di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche. Meritevole di particolare considerazione è la sentenza n. 49 ove è stato esaminato il fenomeno dello “sviamento” di contributi pubblici attraverso la creazione di società collegate. Il collegamento è stato ravvisato non già nella titolarità delle quote della società, bensì negli strettissimi rapporti di parentela esistenti tra i soci delle società collegate.

L’esistenza di un potere discrezionale non può impedire il giudizio contabile fondato sul criterio di imputazione della colpa grave ove sia superato il limite intrinseco della ragionevolezza della scelta. Nel caso esaminato, articolato e complesso, anche per la durata del rapporto contrattuale censurato dalla Procura Regionale, l’Università per stranieri di Perugia aveva locato, per le esigenze aggregative degli studenti, una porzione di immobile che era oggettivamente sovradimensionato (per spazi, destinazione d’uso e difficoltà di gestione) rispetto alle finalità perseguite.

Molto numerose anche le pronunce di condanna relative alla gestione del personale con quattro sentenze emesse tutte nei confronti degli amministratori della Provincia di Terni sono stati affrontati vari aspetti degli illeciti connessi al concreto espletamento del rapporto di pubblico impiego, sia sotto il profilo della erogazione di una doppia “indennità di risultato” al Segretario della predetta Provincia, sia sotto il profilo del conferimento di un incarico dirigenziale al “capo di gabinetto” del Presidente della Provincia stessa, sia sotto il profilo della c.d. “verticalizzazione” del personale interno e sia, infine, sotto il profilo della “stabilizzazione” del personale “precario”

La sentenza n. 72 ha riguardato una fattispecie dannosa, subìta dal Comune di Nocera Umbra, conseguente al danno all’immagine dell’Ente, cagionato dalla condotta concussiva posta in essere da un Assessore comunale. Nella sua requisitoria, il Procuratore regionale Antonio Giuseppone, sostiene che “nel corso dell’anno 2016, la Procura Regionale ha ricevuto 1.554 denunce, esposti, segnalazioni varie (918 nel 2015) di cui ha disposto l’apertura di nuove istruttorie per 1.011, mentre per 443 di esse ha proceduto alla archiviazione immediata in difetto delle condizioni previste dalla legge per poter aprire un nuovo fascicolo, e 100 sono state trasmesse alle Procure regionali territorialmente competenti”.

Importate anche il ruolo dei privati che con le loro segnalazioni, hanno dimostrano di avere un particolare senso civico ed attenzione verso la corretta gestione delle risorse pubbliche e confidano in un efficace intervento a tutela delle stesse da parte della Procura Regionale. Rilevante inoltre è il dato delle istruttorie aperte sulla base di segnalazioni provenienti da movimenti politici e sindacali  rappresentando una importante fonte di conoscenza di fattispecie potenzialmente lesive per l’erario. Ciò che invece continua a rimanere negativamente significativo è il dato delle denunce pervenute dagli organi di controllo interni (collegi sindacali e di revisione) che si aggira intorno alla denuncia.

Con diversi giudizi di responsabilità sono stati contestati i danni erariali derivanti da indebito utilizzo fondi erogati dal M.I.U.R. ai sensi dell’art. 14, lett. c), D.M. 593/2000 (modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D. L.vo n. 297/99) secondo la c.d. “procedura automatica” in favore di piccole e medie imprese che hanno sostenuto costi per progetti e/o commesse di ricerca industriale. I danni erariali contestati ai percettori dei predetti contributi ammontano a €. 1.256.286,00. Con un altro giudizio è stato contestato il danno derivante dall’indebito utilizzo di fondi per il sostegno all’imprenditoria giovanile di cui alla L.R. n. 12/1995. Il danno erariale contestato al 22 percettore del contributo ammonta a €. 34.874,39.

Con altro giudizio di responsabilità è stato contestato il danno erariale connesso all’indebito utilizzo di fondi FESR per l’avvio di un’attività di impresa mai realizzata, erogati da Gepafin s.p.a., finanziaria della Regione Umbria mediante aumento di capitale sociale erogato da Gepafin s.p.a., socio di minoranza e in una garanzia fideiussoria prestata dalla stessa per due contratti di mutuo stipulati dalla società, non onorati, con conseguente intervento del garante pubblico. Gli accertamenti svolti hanno potuto evidenziare che il contributo pubblico, anziché essere utilizzato per l’acquisto di macchinari e la locazione di un capannone necessario all’avvio dell’attività, è stato dirottato all’estero su conti correnti nella disponibilità dei beneficiari del contributo stesso, che vi hanno trasferito sia quanto versato da Gepafin s.p.a. quale aumento di capitale che quanto ottenuto dall’istituto di credito per i due contratti di mutuo stipulati. Il danno erariale contestato alla società e ai suoi amministratori ammonta a €. 790.000,00.

Nell’ambito dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sull’utilizzo dei contributi erogati dalla Regione Umbria con il bando P.I.A. (Pacchetti Integrati di Agevolazioni) è stato contestato al soggetto percettore il danno relativo all’indebito utilizzo di tali fondi per €. 145.700,00. In occasione di analoghi controlli nei confronti di un altro soggetto percettore di contributi pubblici afferenti il medesimo bando, con diverso giudizio sono state contestate le responsabilità al soggetto che ha indebitamente fruito di detti contributi per €. 92.889,15 quale sostegno alla competitività e innovazione. Con alcuni giudizi sono stati contestati ai presunti responsabili dei casi di malpractice sanitaria da cui sono derivati risarcimenti dei danni a carico delle strutture sanitarie umbre. Un interessante giudizio ha riguardato un caso di irregolare utilizzo dei contributi di funzionamento di un gruppo consiliare della Regione. In particolare sono state rilevate spese di trasferta, missione e ristorazione per oltre 22mila euro non adeguatamente giustificate.

Infine, il Procuratore ha segnalatoo i numerosi incontri con gli studenti di alcuni istituti scolastici umbri, nell’ambito del Protocollo d’intesa “Educazione alla legalità” siglato tra il M.I.U.R. e la Procura Generale presso la Corte dei conti, al fine di meglio illustrare le funzioni della Corte ed il suo fondamentale ruolo a presidio della legalità nella gestione delle risorse pubbliche. Sono intervenuti anche il delegato del Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Perugia Aurelio Pugliese, il Presidente della Sezione regionale di Controllo per l’Umbria Fulvio Longavita, il componente del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti Maria Luisa Romano e il rappresentante dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti Massimo Di Stefano.

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