Elezioni bozza candidati Forza Italia per l’Umbria già in mano a Berlusconi

Si punta, anche in regione, su candidature femminili: Catia Polidori e Fiammetta Modena. Sicuro Raffaele Nevi spinto da Antonio Tajani, dubbio su Pietro Laffranco

Elezioni, Forza Italia, bozza di candidati già in mano a Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi e Catia Polidori

Elezioni, Forza Italia, bozza di candidati già in mano a Silvio Berlusconi

di Marcello Migliosi
PERUGIA – Qualcuno diceva: “Ho visto cose che voi umani…“, ma l’androide Roy Batty, dal film di fantascienza Blade Runner, non c’entra nulla. Ultimamente però, in merito a chi entra e chi esce dalle liste per le consultazioni del 4 di marzo, se ne sentono e se ne leggono di cotte e di crude, qualcuna forse anche “sotto dettatura“. Occupiamoci, dato che se n’è parlato un po’ a sproposito, di Forza Italia. Il 27 del mese scorso, dicembre 2017, in mano al Presidente Silvio Berlusconi, sono arrivate le bozze di tutti i coordinatori regionali italiani. Documento è, verosimilmente, il seguito di una chiacchierata fatta al partito tra i coordinatori e Niccolò Ghedini e Paolo Romani.

In quella occasione sarebbero state stilate le bozze che poi sono state fornite, per l’appunto, al Presidente. Certo nelle regioni saranno state, poi, compilate le varie caselle, ma la discussione sui capilista è stata fatta in quella occasione.

Per l’Umbria in campo ci sono figure forti e sostenute da altrettanti personaggi di rilievo. Raffaele Nevi, consigliere regionale, sostenuto niente meno che dal presidente del parlamento Europeo, Antonio Tajani. Fiammetta Modena con il sostegno del sindaco di Perugia, Andrea Romizi che, poco prima della fine dell’anno, sarebbe stato ad Arcore da Silvio Berlusconi. Ma su tutte, però, la prima forza è Catia Polidori – coordinatore del partito in Umbria – e direttamente sostenuta dal Presidente.

E Pietro Laffranco? Appoggiato da Renato Brunetta, no? Ma ci sarebbero delle riserve su di lui. Questo almeno quello che ci arriva da ambienti romani. Non dimentichiamoci che il Dna dell’avvocato perugino non è esattamente “azzurro“, ma è più marcatamente di Destra. Pare proprio che per Pietro Laffranco ci possano essere delle difficoltà, anche perché, in Forza Italia è il “momento delle donne”. Ma Brunetta sarà d’accordo? Da indiscrezioni pare che abbia rassicurato la bionda parlamentare dell’Alto Tevere.

Si era anche diffusa la voce che Brunetta si sarebbe potuto candidare in Umbria, niente di più falso avrebbe detto l’ex ministro di Berlusconi e che i posti per i candidati sono quelli che sono, quindi…

Polidori sarebbe stata richiesta per la Camera dei deputati, in quanto a Montecitorio c’è la necessità di bilanciare le donne (40 60 a livello nazionale). Tradotto in soldoni, significa che Forza Italia deve riuscire a mettere capilista, sia per la Camera sia per il Senato, almeno il 40 per cento di donne. Mica facile eh, non ci sono e non ce l’hanno neanche gli altri partiti, in verità e quindi dove ci sono devono essere candidate tra le deputate. Questo per quanto riguarda il proporzionale.

Nei cinque colleghi (3 camera e due senato) che devono essere riempiti dal Centrodestra, che come sapete correrà unito, la Coalizione (vedremo chi sarà in Umbria il Quarto polo) dovrà mettere almeno due donne. Fratelli d’Italia che, parrebbe non abbia donne da candidare, piazzerà Franco Zaffini o Emanuele Prisco. La Lega potrebbe candidare Virginio Caparvi e Augusto Marchetti. Mancano donne, quindi, nelle due altre forze portanti del Centrodestra? Parrebbe di sì e potrebbe essere naturale, quindi, che sia FdI sia Lega si appoggino proprio a Forza Italia che, per l’appunto, può mettere in campo Catia Polidori e Fiammetta Modena.

Certo è che, magari dopo l’incontro nazionale di martedì dove il Centrodestra deciderà il programma, se ne potrà sapere anche di più. Si intente, per questo, quanti ne toccheranno di caselle da riempire per ogni partito. Secondo fonti accreditate, dal nazionale potrebbe arrivare l’indicazione, Polidori e Modena per Forza Italia, due uomini Lega e uno Fratelli d’Italia, ma il partito di Giorgia Meloni sarà d’accordo? Senza considerare poi la partita degli uninominali, sia dei due del Senato sia dei tre della camera. Insomma uno scacchiere sì da comporre, ma con alcune certezze già apparentemente consolidate.

E tanto per capire un po’ meglio come il “Rosatellum” ha ridisegnato l’Umbria vi riportiamo questo schema dettagliato.

Tre collegi elettorali plurinominali per la Camera dei deputati e due collegi uninominali per il Senato.

Per eleggere i nuovi rappresentanti al Senato la regione è divisa in due collegi elettorali:

Umbria 1 (Perugia)

Umbria 2 (Terni), con dentro anche della provincia perugina, come il comprensorio di Todi, quello di Foligno, Spoleto e tutta la Valnerina.

Tre, come scritto, i collegi elettorali per la Camera

Perugia vede nello stesso collegio Umbria 1 il suo circondario, con anche Deruta e Collazzone e l’area del Trasimeno. Nel collegio Umbria 2, invece, finiscono tutto l’Alto Tevere, il comprensorio di Foligno con anche Assisi e Bastia Umbra e Giano dell’Umbria, l’Eugubino, ma anche una piccola parte della Valnerina, con Norcia, Preci, Cerreto di Spoleto e Sellano. Cio’ che resta è in Umbria 3 (Terni): la parte di Valnerina da Cascia e Vallo di Nera fino al Ternano, Spoleto e dintorni, il Tuderte e ovviamente l’Orvietano.

Senato, i collegi uninominali in Umbria

Collegio uninominale Umbria 1 (città più grande Perugia): Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Castiglione del Lago, Citerna, Città della Pieve, Città di Castello, Collazzone, Corciano, Costacciaro, Deruta, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Magione, Marsciano, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Umbertide, Valfabbrica.

Collegio uninominale Umbria 2 (città più grande Terni): Acquasparta, Allerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Bevagna, Calvi dell’Umbria, Campello sul Clitunno, Cannara, Cascia, Castel Giorgio, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Cerreto di Spoleto, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Foligno, Fratta Todina, Giano dell’Umbria, Giove, Gualdo Cattaneo, Guardea, Lugnano in Teverina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montrecastrilli, Montecchio, Montefalco, Montefranco, Montegabbione, Monteleone di Spoleto, Monteleone di Orvieto, Narni, Nocera Umbra, Norcia, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Poggiodomo, Polino, Porano, Preci, San Gemini, San Venanzo, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spello, Spoleto, Stroncone, Terni, Todi, Trevi, Vallo di Nera, Valtopina.

Camera, i collegi plurinominali in Umbria

Umbria 1 (Perugia): Bettona, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Magione, Marsciano, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno.

Umbria 2 (Foligno): Assisi, Bastia Umbra, Bevagna, Cannara, Cerreto di Spoleto, Citerna, Città di Castello, Costacciaro, Foligno, Fossato di Vico, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montefalco, Montone, Nocera Umbra, Norcia, Pietralunga, Preci, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sellano, Sigillo, Spello, Trevi, Umbertide, Valfabbrica, Valtopina.

Umbria 3 (Terni): Acquasparta, Allerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell’Umbria, Campello sul Clitunno, Cascia, Castel Giorgio, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Fratta Todina, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Montegabbione, Monteleone di Spoleto, Monteleone d’Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Poggiodomo, Polino, Porano, San Gemini, San Venanzo, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Spoleto, Stroncone, Terni, Todi, Vallo di Nera.

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