Dimissioni Piacenti D’Ubaldi, M5S, altro che vicende personali

La responsabilità politica, la questione morale non riguardano l’uno ma riguarda il Sindaco e tutti i partiti che ancora lo sostengono

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Dimissioni Piacenti D’Ubaldi, M5S, altro che vicende personali

TERNI – Le dimissioni di Piacenti D’Ubaldi, oltremodo tardive a distanza da quasi un mese dal suo arresto, sono l’ultimo capitolo dell’era Di Girolamo.

Il Sindaco parla di “vicende personali” ma avrebbe fatto meglio a tacere. Le accuse mosse contro Piacenti D’Ubaldi non riguardano azioni commesse da privato cittadino ma riguardano la sua attività amministrativa di assessore del Partito Democratico. Atti e condotte che si sono verificate all’interno dell’habitat della giunta, riguardanti partecipate le cui nomine apicali sono di esclusiva competenza del Sindaco.

Anche da questo si vede la statura di un partito che invece di rimuovere un amministratore oggetto di misure cautelari, assumendosi la responsabilità politica di quello che è successo, lo ha costretto alle dimissioni al fine di far venire meno il motivo delle sue restrizioni.

Lo ha espulso come fosse un corpo estraneo, un partito usa e getta che lo ha buttato via senza battere ciglio, disconoscendo il suo ruolo di protagonista di questa consiliatura. La responsabilità politica, la questione morale non riguardano l’uno ma riguarda il Sindaco e tutti i partiti che ancora lo sostengono.

Cambiando l’ordine degli assessori il sistema non cambia. L’attuale situazione è sotto gli occhi di tutti: da una parte c’è un manipolo di uomini chiusi nel bunker di palazzo Spada dall’altra un’intera città contro di loro, una città unita che non li vuole più, una città pronta a scendere in piazza per chiudere il periodo peggiore della storia di Terni dal dopoguerra. Il tempo è scaduto.

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