L’Università degli Studi di Perugia ritorna ad essere uno degli atenei tra i più apprezzati d’Italia

È quanto dichiara il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) dopo l'articolo pubblicato oggi su 'Repubblica'

Carla Casciari su Università degli Studi di Perugia

L’Università degli Studi di Perugia ritorna ad essere uno degli atenei tra i più apprezzati d’Italia Perugia – “L’Università degli Studi di Perugia ritorna ad essere uno degli atenei tra i più apprezzati d’Italia grazie al lavoro sinergico messo in campo da tutte le forze istituzionali e gli enti preposti”. È quanto dichiara il consigliere regionale Carla Casciari (Partito democratico) dopo l’articolo pubblicato oggi su ‘Repubblica’ (https://goo.gl/XpWiXh(link is external)) dal quale “emerge che nell’ultimo anno accademico si sono registrati 12mila iscritti in più: è l’incremento più forte dal 2002”.

“Da questa analisi – prosegue Casciari – la nostra università ne esce positivamente con un incremento delle iscrizioni del 42,3 per cento, il più alto tra gli atenei statali. Perugia guida la classifica con 1.830 ragazzi in più. Molte di queste matricole e provenienti da fuori regione”.

“Questi numeri – sottolinea l’esponente della maggioranza– sono il frutto di un lavoro sinergico. È notizia di pochi giorni fa che alla Regione Umbria sono stati destinati 7,1 milioni di euro per le borse di studio, un milione e mezzo in più dello scorso anno, confermandosi una delle sedi universitarie con il 100 per cento di borse di studio. L’impegno politico regionale per sostenere l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria – commenta Casciari – ha portato all’apertura del polo mensa presso la nuova facoltà di medicina, all’insediamento di nuove aule studio anche nel complesso di Monteluce, dove sorgerà un’innovativa residenza universitaria, all’istituzione del servizio di mobilità notturna ‘Gimo’, che collega l’acropoli perugina alle sedi universitarie”.

“Il futuro della formazione accademica umbra – conclude Casciari – si giocherà non solo sulla didattica e ricerca di qualità, ma su un welfare studentesco competitivo per gli studenti italiani e di paesi emergenti che guardano alla nostra regione come un campus naturale”.

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