VENT’ANNI DI ATTIVITÀ PER I RINNOVATI LABORATORI DI MEDICINA PRENATALE ALL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

Da sx Paolo Brunetti, Benito Cappuccini, Gian Carlo Di Renzo
Da sx Paolo Brunetti, Benito Cappuccini, Gian Carlo Di Renzo
Da sx Paolo Brunetti, Benito Cappuccini, Gian Carlo Di Renzo

(umbriajournal.com) – by Avi News PERUGIA – Rinnovati i laboratori di Biochimica e biologia molecolare prenatale e Medicina prenatale e ginecologia della sezione di Clinica ostetrica e ginecologica del dipartimento di Scienze chirurgiche e biomediche della Facoltà di medicina e chirurgia  dell’Università degli Studi di Perugia. Giovedì 27 marzo, infatti, è stata illustrata la ventennale attività dei laboratori di ricerca, nati nel 1994 grazie a Gian Carlo Di Renzo, direttore della clinica e degli stessi laboratori, inaugurati alla presenza, tra gli altri, delle due dottoresse responsabili, Giuliana Coata e Antonella Barbati, di Francesco Puma, direttore del dipartimento di Scienze chirurgiche e biomediche, oltre che di Paolo Brunetti e Benito Cappuccini, rispettivamente presidente e ideatore della fondazione Gebisa (Genitori bimbi sani), sostenitrice, insieme alla famiglia De Micheli, delle due realtà rinnovate. “Oggi – ha detto Di Renzo – celebriamo il rinnovamento dei laboratori partiti vent’anni fa come attività di ricerca, ma che grazie, appunto, all’intervento della fondazione Gebisa e di alcuni benefattori privati sono stati rinnovati negli ultimi due anni in maniera radicale, facendo della Clinica ostetrica e ginecologica perugina forse l’unica realtà in Italia ad avere dei propri laboratori”.

I laboratori sono divisi in due parti. Quello di Biochimica e biologia molecolare prenatale si compone di cinque stanze ed è ubicato nel Centro didattico della Facoltà di medicina e chirurgia dell’ateneo perugino, a Sant’Andrea delle Fratte. Mentre il laboratorio di Medicina prenatale e ginecologia si trova nell’edificio C della stessa facoltà. Lo staff che lavora all’interno dei due spazi è formato da sei tra dottorandi e assegnisti di ricerca in medicina prenatale, guidati dalle dottoresse Coata e Barbati.

In 20 anni di attività i laboratori hanno ricevuto finanziamenti per oltre 9 milioni di euro, il personale coinvolto ha pubblicato 250 lavori scientifici e partecipato a 650 congressi internazionali, oltre ad eseguire più di 250 mila test introdotti nella pratica clinica. “Ci siamo dedicati soprattutto – ha precisato il dottor Di Renzo – a prevenzione e studio di nascita prematura ed a genetica prenatale non invasiva. Siamo stati infatti antesignani in Europa di metodi e tecniche non invasive”. Contestualmente all’inaugurazione è stata ufficializzata la dedica dei laboratori di Biochimica e biologia molecolare prenatale con una targa in memoria di ‘Sally De Micheli’ e ratificata la collaborazione con Gebisa, nata con l’intento di sostenere la ricerca clinica, biomolecolare e genetica, attraverso un approccio multidisciplinare, per ridurre i risultati negativi e le problematiche correlate alla nascita da gravidanze patologiche.

 

Maria Galeone

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