Un farmaco per l’Alzheimer avanzato

alzheimerdi Andrea Sperelli (umbriajournal.com) ROMA – Un nuovo farmaco ancora in fase di sperimentazione ha mostrato un’ottima efficacia nel contrasto del morbo di Alzheimer. Si tratta di un medicinale che punta a ripristinare le connessioni nervose danneggiate dalla patologia, e la sua efficacia è già stata testata su modello animale. Il farmaco si chiama NitroMemantine e combina due molecole già approvate dalla Fda americana.
Lo studio, che ora sta per intraprendere la strada del trial clinico sull’uomo, è a firma di ricercatori dell’Istituto di ricerca Sanford-Burnham ed è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

Nella sua prima fase, lo studio si è protratto per dieci anni ed è stato coordinato dal prof. Stuart Lipton, direttore del Webb Center for Neuroscience, Aging and Stem Cell Research. Secondo Lipton, la ricerca è vicina alla conquista di un importante traguardo terapeutico per questa malattia: “questo nuovo bersaglio individuato per trattare il morbo di Alzheimer è molto emozionante perché va contro il filone di ricerca che mirava a un trattamento precoce della malattia”.
Gli approcci terapeutici basati sul contrasto all’accumulo delle placche beta amiloidi e sui grovigli neurofibrillari si sono rivelati infatti scarsamente efficaci finora.
“I risultati che abbiamo ottenuto – spiega l’esperto americano – evidenziano che si può intervenire non solo all’inizio, ma anche un poco più tardi. E questo significa che nel malato di Alzheimer si potranno ‘ristrutturare’ le connessioni sinaptiche anche se il cervello ha già placche e grovigli”.

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