Trapianto organi, il primo del 2016 è a Perugia

Fegato, reni e cornee donati da un uomo di 63 anni

Donazione organi

Trapianto organi, il primo del 2016 è a Perugia

Prima donazione di organi del 2016 al S. Maria della Misericordia. Due equipe mutidisciplinari sono state impegnate durante la notte scorsa per il prelievo di fegato, reni e cornee su un paziente di 63 anni, deceduto nel reparto di Rianimazione a seguito di una emorragia cerebrale, come informa una nota dell’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Dopo le procedure di accertamento morte, l’equipe dei chirurghi coordinata dal Dr. Francesco De Santis, ha eseguito l’intervento di espianto.

Il fegato è risultato compatibile con un paziente ricoverato presso un ospedale di Roma, mentre i reni permetteranno a due umbri di non sottoporsi più a dialisi peritoneale. Si tratta di una donna di 69 anni della provincia di Perugia e di un uomo di 50 anni della provincia di Terni.

Entrambi i pazienti sono stati allertati nella tarda serata di domenica 3 Gennaio, individuati attraverso il registro nazionale delle donazioni di organi. Ora si trovano ricoverati pressi la struttura di Nefrologia diretta dal Dr. Emidio Nunzi.

Nelle diverse fasi degli interventi chirurgici ed assistenziali si calcola che siano stati impiegati 50 gli operatori sanitari, attivati dal Centro regionale Trapianti diretto dalla Dott.ssa Tiziana Garzilli. Del gruppo fanno parte oltre a personale infermieristico e tecnici di sala operatoria, anche anestesisti, coordinati dalla Dott.ssa Antonietta Massoni e specialisti di anatomia patologica ( Dott.ssa Daniela Fenocchio).

Per la donazione delle cornee, trasferite alla Banca degli occhi di Fabriano, è intervenuto il Dr. Francesco Piccinelli dirigente medico della struttura di oculistica del S. Maria della Misericordia. Gli interventi chirurgici dei reni verranno eseguiti in mattinata dall’equipe del Dr. Paolo Baccari.

Trapianto

Il trapianto di organi è un intervento molto delicato non solo per le tecniche chirurgiche, anche se ormai sono affinate al punto da renderlo un’operazione di routine, ma per la sfera etica e psicologica nella quale viene proiettato. La donazione di organi costituisce una scelta di per sé istintivamente difficile da accettare di primo impatto, questo perché scatena una serie di timori del tutto naturali. È proprio per questo motivo che è di estrema importanza chiarire punto per punto le procedure e le tappe di un trapianto, prestando particolare attenzione a chiarire alcuni punti cruciali quali la tutela del donatore e del ricevente. Solo quando si conoscono in profondità tutti gli aspetti più importanti del mondo dei trapianti si potrà compiere una scelta davvero consapevole e quindi in piena coscienza.

Il trapianto di organi è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione di un organo malato e quindi non più funzionante, con uno sano dello stesso tipo proveniente da un altro individuo che viene chiamato donatore. Per la maggior parte degli organi e per i trapianti multiorgano – due o più organi – il prelievo avviene da donatore non-vivente, nel caso invece di trapianto di un rene o di una parte del fegato il donatore può essere vivente (si può infatti continuare a vivere con un rene solo e con un fegato non completo perché in grado di rigenerarsi da solo). Nel caso in cui il donatore sia deceduto e abbia espresso in vita la volontà (per iscritto o ai familiari) di donare gli organi dopo la morte (o se non si è espresso ma i familiari non si oppongono) il prelievo degli organi sarà possibile solo dopo l’accertamento di morte e in tempi brevi, in modo da assicurare la funzionalità degli organi da trapiantare. Spesso il trapianto risulta essere l’unica terapia in grado di consentire al malato di continuare a vivere.

Vengono normalmente trapiantati i reni, il cuore, il fegato, i polmoni, il pancreas e l’intestino. Di questi il trapianto di cuore, fegato e polmone costituiscono degli interventi salvavita, mentre il trapianto di rene rappresenta una valida alternativa terapeutica per malati che altrimenti dovrebbero sottoporsi a dialisi, una cura efficace ma molto vincolante per la quale ogni paziente deve sottoporsi a diverse sedute settimanali di 3-4 ore ciascuna.

La legge 1 aprile 1999, n.91 “Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti” vieta il prelievo delle gonadi (ovaie e testicoli) e del cervello, e la manipolazione genetica degli embrioni anche ai fini del trapianto di organo.
Negli ultimi dieci anni si è registrato un numero sempre crescente di trapianti effettuati sul territorio nazionale, tuttavia i pazienti in lista d’attesa sono ancora molti e il tempo medio di attesa è alto.

Nel 2002, il Centro Nazionale Trapianti ha attivato una serie di protocolli e programmi-pilota per regolamentare le procedure nel trapianto di organo solido in favore di soggetti sieropositivi. Per approfondire, consulta anche la pagina dedicata al trapianto nei pazienti affetti da HIV.

(fonte Ministero della Salute)

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