Sindrome ADHD, Leonelli (Pd): Verifichiamo se occorra potenziare il centro regionale

«Servizio importantissimo e necessario perché non sempre le cure specialistiche per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività sono riconosciute dal sistema sanitario nazionale e regionale»

Giacomo Leonelli replica sull'interrogazione rivolta all'assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella sull'alta velocità
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Sindrome ADHD, Leonelli (Pd): Verifichiamo se occorra potenziare il centro regionale

Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) commenta positivamente la risposta dell’assessore Luca Barberini, avuta ieri nel corso della seduta Question time su una sua interrogazione di conoscere i servizi erogati dalle ASL regionali a sostegno della disabilità sul territorio umbro e in particolare nel distretto Asl 2, per le famiglie con figli affetti da sindrome ADHD che causa deficit di attenzione e iperattività.

L’assessore – commenta Leonelli – «ha recepito l’esigenza di monitorare l’utilizzo del Centro regionale di Terni, per capire se in futuro possano servire altre risorse, per venire incontro alle esigenze delle famiglie che nel loro nucleo familiare hanno persone colpite da tale sindrome».

«Nel corso della sua risposta alla mia interrogazione,  l’assessore Barberini – spiega il consigliere regionale del Partito Democratico Giacomo Leonelli– ha garantito l’impegno a capire se in futuro possano servire altre risorse, per venire incontro a delle esigenze significative, con le famiglie colpite che sono, purtroppo, sempre più numerose e devono affrontare una spesa per le cure che supera i 1000 euro al mese in media».

«Bene quindi l’impegno espresso dalla Giunta di seguire con attenzione questa problematica, valutando il numero di accessi al Centro regionale (ad oggi finanziato con 25.000 euro all’anno), che utilizza strumenti diagnostici specialistici per valutare la presenza dei sintomi nei diversi contesti di vita del bambino, ma che soffre liste d’attesa significative tenuto conto dei numeri assoluti, considerando che – secondo le stime ufficiali – è affetto da questa sindrome circa il 4% della popolazione sotto i 14 anni».

«Un servizio importantissimo e necessario – conclude Leonelli – perché non sempre le cure di cui necessitano tali bambini vengono riconosciute dal sistema sanitario nazionale e regionale. Dopo i 14 anni, fortunatamente, l’iperattività tende a scomparire, anche se possono permanere fenomeni di disagio anche nell’adulto; per questo è fondamentale il supporto di esperti per fronteggiare al meglio sia la diagnosi che le terapie, che possono essere anche molto onerose».

 

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