SANITÀ, REGIONE UMBRIA GUIDA GRUPPO REGIONI “BENCHMARK”

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(umbriajournal.com) PERUGIA – È l’Umbria a guidare il gruppo delle cinque Regioni tra le quali saranno scelte le tre Regioni ‘benchmark’, cioè di riferimento, per la definizione dei criteri di qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha comunicato l’elenco delle cinque Regioni (nell’ordine Umbria, Emilia Romagna, Marche, Lombardia e Veneto) alla Conferenza Stato-Regioni che a sua volta ha inviato copia della documentazione a tutti i Presidenti di Regione. Essendo la prima delle cinque, l’Umbria entrerà di diritto tra le tre che comporranno il gruppo delle Regioni “benchmark”. Stamani la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale alla Salute, Franco Tomassoni, hanno illustrato i contenuti del documento.

Alla individuazione del gruppo delle cinque Regioni, il Ministero della Salute è giunta sulla base di una procedura ed una metodologia che ha definito degli indicatori di efficienza che hanno riguardato: lo scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza collettiva sul totale della spesa (5%); lo scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza distrettuale sul totale della spesa (51%); lo scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza ospedaliera sul totale della spesa (44%); spesa procapite per assistenza sanitaria di base; spesa farmaceutica pro capite; costo medio per ricoverato acuto;-spesa per prestazione per assistenza specialistica-attività clinica; spesa per prestazione per assistenza specialistica-laboratorio; spesa per prestazione per assistenza specialistica-diagnostica strumentale.

Dopo aver individuato sulla base di questi criteri le Regioni “eligibili”, si è proceduto a calcolare l’Indicatore di qualità e di efficienza (IQE) per ciascuna delle Regioni individuate, utilizzando i seguenti indicatori relativi all’anno 2011: punteggio della “Griglia Lea (livelli essenziali di assistenza)”; incidenza percentuale avanzo/disavanzo sul finanziamento ordinario, risultante dai dati CE (Conti economici) consolidati regionali consuntivo 2011; degenza media pre-operatoria; percentuale interventi per fratture di femore operati entro due giorni; percentuale dimessi da reparti chirurgici con DRG (Diagnosis Related Groups- Raggruppamenti omogenei di diagnosi) medici; percentuale di ricoveri con DRG chirurgico sul totale dei ricoveri; percentuale di ricoveri ordinari con DRG ad alto rischio di in appropriatezza; percentuale di ricoveri diurni di tipo diagnostico sul totale dei ricoveri diurni con DRG medico; percentuale di casi medici con degenza oltre soglia per pazienti con età superiore a 65 anni sul totale dei ricoveri medici con età superiore a 65 anni. Gli altri indicatori considerati, sempre relativi all’anno 2011, sono lo scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza collettiva sul totale della spesa (5%); scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza distrettuale sul totale della spesa (51%); scostamento dallo standard previsto per l’incidenza della spesa per assistenza ospedaliera sul totale della spesa (44%); spesa procapite per assistenza sanitaria di base; spesa farmaceutica pro capite; costo medio per ricoverato acuto; spesa per prestazione per assistenza specialistica-attività clinica; spesa per prestazione per assistenza specialistica-laboratorio; spesa per prestazione per assistenza specialistica-diagnostica strumentale.

L’elaborazione dell’IQE ha portato quindi alla definizione della graduatoria finale delle cinque Regioni risultate eligibili, nel cui ambito la Conferenza Stato-Regioni dovrà scegliere le tre Regioni – tra cui obbligatoriamente la prima – che rappresenteranno il “benchmark” per il calcolo del costo medio standard (ottenuto come media ponderata dei costi delle 3 Regioni “benchmark” per ciascuno dei tre livelli di assistenza).

Questa la graduatoria finale:

REGIONE UMBRIA           (IQE 10)

REGIONE EMILA ROMAGNA    (IQE 7,2)

REGIONE MARCHE           (IQE 3,6)

REGIONE LOMBARDIA        (IQE 1,9)

REGIONE VENETO           (IQE 0,0).

“È un riconoscimento molto importante per tutta l’Umbria, che dimostra come sia possibile avere un sistema sanitario pubblico in grado di garantire la massima qualità delle prestazioni, assieme all’equilibrio di bilancio”. È quanto ha affermato, nel corso dell’incontro con i giornalisti, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini che ha altresì sottolineato il fatto che “se l’Umbria è la prima delle cinque Regioni ‘benchmark’, ciò testimonia anche la possibilità per una piccola Regione – penalizzata dall’economia di scala dovendo comunque sostenere costi fissi a prescindere dal numero degli abitanti – di raggiungere equilibrio di bilancio, pur mantenendo alto il livello della qualità delle prestazioni”.

“Se a questo risultato – ha detto – aggiungiamo i dati che emergono dal rapporto Istat relativi alla valutazione della qualità dei servizi da parte dei cittadini, allora possiamo affermare che davvero la sanità pubblica in Umbria ha un modello sostenibile economicamente e efficiente per qualità delle prestazioni”.

Per la presidente Marini tale risultato, “che ci impone anche una particolare responsabilità, è frutto di un lavoro di squadra che ha visto e vede impegnati tutti i soggetti che operano nel mondo della sanità pubblica, dalle strutture regionali, alle Aziende sanitarie ed ospedaliere, alle organizzazioni professionali dei medici, dei farmacisti, di tutto il personale sanitario e degli stessi cittadini. Ciascuno – ha rilevato – ha offerto il proprio positivo contributo per il raggiungimento di un obiettivo che è essenzialmente quello di avere una sanità pubblica efficiente in grado di essere universalistica. Un risultato che è anche il frutto della capacità di programmazione in sanità che questa Regione ha espresso da molti anni”.

“Voglio anche dire in questa circostanza – ha soetenuto – che questo Paese dovrebbe riflettere sulla insostenibilità di un sistema sanitario pubblico che pesa soprattutto sui cittadini che al sistema sanitario sono costretti a rivolgersi. Ritengo infatti che la sanità, per un fatto di equità, debba essere finanziata dalla fiscalità generale e non, come avviene ora, dai cittadini costretti a pagare oltre che con le tasse anche con ticket che coprono ad oggi il 25 per cento della dotazione del Fondo sanitario”. Di “bella giornata per l’Umbria” ha parlato l’assessore alla Sanità Franco Tomassoni: “Un risultato che ci gratifica per il lavoro svolto in questi anni e che assume un particolare rilievo se si considera che proprio in questi ultimi tre anni abbiamo registrato una forte riduzione delle risorse”.

Per l’assessore Tomassoni, inoltre, “quella che abbiamo effettuato con la nostra riforma sanitaria e soprattutto avendo scelto il modello delle due Aziende sanitarie e ospedaliere, si rivela la scelta migliore. Certo, permangono per la sanità sia italiana che umbra delle criticità, a partire dalla inadeguatezza del Fondo sanitario nazionale che quest’anno per la prima volta ha registrato una diminuzione delle risorse. Così – ha concluso – come dobbiamo ulteriormente lavorare affinché diminuiscano ancora i tempi delle liste di attesa”.

Alla conferenza-stampa è intervenuto l’assessore regionale Stefano Vinti, che ha parlato di uno straordinario risultato politico per l’Umbria.

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