Sanità, intramoenia, giunta Umbria approva atto indirizzo

Giù le mani dalla sanità
Giù le mani dalla sanità
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PERUGIA – La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, nella seduta odierna, l’atto di indirizzo per la predisposizione dei regolamenti aziendali che disciplinano l’attività libero professionale intramuraria (“Alpi”) da applicare al personale dipendente delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere e al personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (“Arpa”). Il provvedimento, che si compone di 15 articoli, individua attribuzioni e responsabilità in tema di: indirizzo generale in materia di libera professione intramuraria, stipula di accordi e convenzioni, procedure di autorizzazione del professionista – singolo o in “equipes”- all’esercizio della libera professione intramuraria, gestione degli aspetti organizzativi (spazi, orari e attrezzature e posti letto), informazioni all’utente, personale di supporto, gestione degli aspetti economico contabili, fiscali, retributivi e contributivi e modalità dei controlli.

Nel documento si evidenzia che l’”Alpi” “non deve essere concorrenziale nei confronti del SSN” ed il suo svolgimento deve essere organizzato in modo tale da “assicurare l’assolvimento dei compiti istituzionali e la funzionalità dei servizi”, che “non possono essere erogate in regime Alpi prestazioni non erogate dalla stessa Azienda in regime istituzionale”, che “non può essere utilizzata come strumento per la riduzione delle liste d’attesa” e che si tratta di una attività da svolgere “fuori dall’orario di lavoro e dalle attività previste dall’impegno di servizio, in fasce orarie ben distinte dalla normale attività istituzionale”.

Relativamente agli spazi utilizzabili, per l’esercizio dell’Alpi, gli stessi non potranno essere inferiori al 10% e superiori al 20% di quelli destinati all’attività istituzionale, mentre la quota di posti letto per l’attività libero professionale intramuraria non può essere inferiore al 5% e, in relazione alla effettiva richiesta, superiore al 10% dei posti letto della struttura. L’autorizzazione all’utilizzo del proprio studio professionale, sulla base di precise condizioni, criteri e modalità, potrà comunque essere rilasciata dalle Aziende sanitarie ai professionisti collegati in rete. Relativamente alla prenotazione delle prestazioni libero professionali si dovrà fare riferimento ai Centri Unificati di Prenotazione delle Aziende (CUP), e comunque a personale dell’Azienda o dall’Azienda a ciò destinato, e dovrà essere svolta in sedi o tempi diversi rispetto a quelli istituzionali. Anche la riscossione degli onorari relativi a tutte le prestazioni libero professionali deve essere effettuata dai “Cup” e comunque da personale dell’Azienda a ciò destinato, mentre i pagamenti presso studi professionali esterni alle strutture aziendali e presso le strutture con le quali l’Azienda ha stipulato specifica convenzione dovranno avvenire esclusivamente con sistemi tracciabili (pos/assegni/bonifici). Le tariffe dovute dai cittadini in cambio della prestazione libero professionale, individuale o d’equipe, saranno definite in ogni Azienda d’intesa con i medici interessati. L’atto introduce, per la prima volta, un tetto massimo di 200 euro quale onorario del professionista per una sola visita ambulatoriale.

Il provvedimento (art.6) detta anche precise indicazioni relativamente ai piani aziendali dei volumi di attività e garanzie per i cittadini. Le Aziende sanitarie regionali dovranno infatti presentare alla Regione un piano aziendale triennale che, in riferimento alle singole unità operative, contenga i volumi di attività istituzionale e di attività libero professionale, anche in relazione al programma di attività finalizzato al contenimento delle liste di attesa. Ciò al fine di garantire il migliore utilizzo delle risorse, professionali e strumentali in tutte le strutture aziendali. Lo strumento da utilizzare dovrà essere quello della pianificazione delle attività ambulatoriali e di ricovero all’interno del piano di attività previsto nel “budget” di esercizio, con precisi indicatori di verifica riferiti alle attività istituzionali e libero professionali. Al Direttore generale spetterà di individuare gli interventi per incrementare, razionalizzare ed omogeneizzare in ambito aziendale l’offerta delle prestazioni e migliorare l’utilizzo delle attrezzature sanitarie. L’Azienda dovrà approntare strumenti in grado di garantire le visite e le prestazioni specialistiche, sia in attività istituzionale sia in regime libero professionale, facilitando la scelta del cittadino rispetto alla sede di erogazione, attraverso un efficace sistema di prenotazione che sia in grado di monitorare tutta l’offerta aziendale.
Sempre in tema di “Alpi”, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha reso nuovamente efficace la delibera regionale per la compartecipazione alla spesa sanitaria sulle prestazioni in libera professione, la Giunta ha deciso di reintrodurre tale tiket, abbassandolo dal 29% al 20%.

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