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SANITÀ, FIRMATO PROTOCOLLO GENERALE REGIONE UMBRIA-UNIVERSITÀ

FirmaConvenzioneRegioneUniversita-8150(UJ.com3.0) PERUGIA – Dare ai cittadini umbri più sanità di qualità, grazie ad un sistema sanitario più integrato e con un rapporto tra Regione ed Università innovativo e basato sulla reciproca assunzione di responsabilità. È questo l’obiettivo strategico che intende raggiungere il Protocollo generale d’intesa tra Regione Umbria ed Università degli Studi di Perugia, in materia di servizio sanitario, sottoscritto questa mattina a Perugia, dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, e dal Rettore dell’Ateneo umbro, Francesco Bistoni. Alla sottoscrizione del Protocollo erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, il direttore regionale alla sanità, Emilio Duca, i sindaci di Perugia e Terni, Wladimiro Boccali e Leopoldo Di Girolamo, i direttori generali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, Walter Orlandi e Andrea Casciari, il preside della Facoltà di Medicina, Luciano Binaglia.

“Con la firma della nuova ‘Convenzione’ – ha affermato la presidente Marini – si avvia una fase nuova e di radicali cambiamenti sia del modello organizzativo e gestionale del sistema sanitario regionale, sia dei rapporti tra Regione ed Università degli Studi. Ciò che intendiamo realizzare, anche in coerenza con la riforma della sanità in Umbria varata dal Consiglio regionale, è un modello innovativo ed originale del sistema sanitario, che dovrà essere sempre più integrato e sinergico, che metta in rete i due poli sanitari di eccellenza, quelli di Perugia e Terni, con il resto della rete sanitaria ospedaliera e del territorio. Ciò consentirà di dare all’offerta sanitaria umbra, già oggi riconosciuta di qualità a livello nazionale, una maggiore qualificazione ed al tempo stesso effettuare il necessario contenimento della spesa, essendo le risorse statali per la sanità oggetto di drastiche diminuzioni da alcuni anni”.

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Per la presidente Marini, un ruolo altrettanto innovativo e di maggiore importanza dovranno rivestirlo “le fondamentali attività di ricerca scientifica, a partire da quella dei centri per la ricerca che entrano a pieno titolo nell’ambito della nuova Convenzione. Così come saranno valorizzate le professionalità mediche, sia ospedaliere sia universitarie e si punta, inoltre, al potenziamento dell’attività formativa di tutto il personale sanitario”.

Per il rettore Bistoni “quella che firmiamo oggi non è la ‘solita’ Convenzione, bensì un nuovo atto fondativo per la realizzazione in Umbria di un nuovo assetto assistenziale che vede l’Università degli studi assumere a pieno titolo un ruolo primario. Dunque, un atto non banale che prende in considerazione i grandi cambiamenti della medicina e della ricerca scientifica in campo medico”. Molto significativa per il rettore Bistoni “la volontà di realizzare un sistema integrato e sinergico tra le Aziende Ospedaliere Universitarie di Perugia e Terni. C’è quindi, alla base del protocollo, una nuova mentalità che guarda verso un moderno sistema assistenziale più competitivo grazie al quale poter dare all’Umbria ed agli umbri risposte di sempre più elevata qualità alla loro domanda di salute.

Di vera e propria “svolta” ha parlato l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, per il quale “da oggi prende corpo finalmente un sistema sanitario che vuole trovare valore aggiunto grazie ad un nuovo e più forte rapporto tra la Regione e l’Università, che possa realizzare più integrazione tra le due aziende ospedaliere di Perugia e terni e tutta la medicina del territorio. Un modello che abbiamo fortemente voluto, che abbiamo condiviso con il Ministero della Salute che guarda con grande interesse ed attenzione a questa nostra esperienza”.

La scheda. La costituzione delle due Aziende ospedaliero-universitarie di Perugia e Terni, con la riorganizzazione in Dipartimenti interaziendali e la razionalizzazione delle Strutture complesse, lo sviluppo della rete formativa per le specialità mediche e le professioni sanitarie. Sono i quattro punti cardine del protocollo generale siglato oggi tra Regione Umbria e Università degli studi di Perugia che, in 26 articoli, “disciplina la costituzione, l’attivazione, l’organizzazione e il funzionamento dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Perugia e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Terni e i rapporti tra l’Università e la Regione in materia di attività integrate di didattica, ricerca ed assistenza svolte nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto dell’autonomia delle strutture competenti e negli interessi comuni della tutela della salute della collettività, della formazione di eccellenza e dello sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria”.

La Regione e l’Università, tra i principi generali, si impegnano tra l’altro ad “operare per giungere a modelli di strutture ed attività sanitarie funzionali a realizzare un’efficace e sinergica interazione delle attività assistenziali con le funzioni istituzionali dell’Università”. In base al protocollo (art. 2), in attuazione della legge regionale 18/2012 di riordino del servizio sanitario regionale, le Aziende ospedaliero-universitarie saranno costituite in seguito alla sottoscrizione di protocolli attuativi che dovrà avvenire entro sessanta giorni, sentite le organizzazioni sindacali, e con successivo decreto del Presidente della Giunta regionale. Il protocollo regola, inoltre, l’assetto organizzativo, la programmazione, la gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle Aziende ospedaliero-universitarie e le modalità con cui l’Università e la Regione concorrono al finanziamento delle attività svolte nelle Aziende ospedaliero-universitarie e nella rete formativa sanitaria.

Nell’organizzazione interna delle due Aziende (art.16) viene adottato il modello dipartimentale, in quanto “strumento utile ad assicurare l’esercizio integrato ed inscindibile delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca”. Dai 21 attuali(12 presso l’Azienda ospedaliera di Perugia e 9 in quella di Terni), si giungerà a dodici Dipartimenti ad attività integrata, di cui dieci interaziendali e due Dea (Dipartimento di emergenza-urgenza). Una razionalizzazione interesserà le Strutture complesse operanti all’interno dei singoli Dipartimenti (art.17), con la riorganizzazione dalle attuali 94 ad 81.

Nel protocollo, che dedica due specifici Capi (il III e il IV) al personale e ai beni patrimoniali, occupa grande rilievo l’attività e la rete formativa. Si stabilisce, infatti, che “l’integrazione fra attività didattico-scientifica e assistenziale ricomprende i Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria e Protesi Dentaria, i Corsi delle Lauree delle professioni sanitarie, le Scuole di Specializzazione di area sanitaria e i corsi di aggiornamento professionale (master, stage, corsi di perfezionamento)” e che “la collaborazione tra Regione ed Università, oltre che in riferimento alle esigenze relative ai corsi di studio universitari, concernerà anche altre attività formative previste dal Piano Sanitario Regionale e da altri provvedimenti di programmazione regionale disciplinati da appositi accordi, eventualmente con l’apporto di altri Dipartimenti per quanto non possa essere assicurato dalla struttura universitaria di coordinamento”. In particolare, Regione e Università si impegnano (art. 5) “a promuovere lo sviluppo della rete formativa funzionale alle scuole di specializzazione e ai corsi di laurea per le professioni sanitarie, in relazione al potenziale formativo della struttura universitaria di coordinamento e secondo i criteri di accreditamento definiti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca”, con il coinvolgimento di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie regionali.

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