SANITÀ: DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE, PRESENTATE LINEE GUIDA

dieta1(umbriajournal.com) PERUGIA – Garantire un supporto tecnico ai professionisti che operano nella rete dei servizi umbri dedicati alla prevenzione e alla cura dei disturbi del comportamento alimentare: è questo l’obiettivo delle linee guida approvate dalla giunta regionale dell’Umbria e illustrate stamani nel corso di un incontro formativo, il primo di una serie già programmata, che si è tenuto al Centro Congressi dell’Hotel Giò di Perugia e al quale hanno partecipato operatori, medici di famiglia e i pediatri di libera scelta. Nel corso dell’incontro, i professionisti che hanno collaborato alla stesura del documento ne hanno spiegato il senso e le finalità.

I disturbi del comportamento alimentare (“DCA”) – è stato detto – costituiscono, oggi, una vera e propria epidemia sociale e, accanto ai quadri cosiddetti puri come l’anoressia mentale, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata, sono comparsi disturbi alimentari maschili e i disturbi infantili con forme, purtroppo, estremamente severe e difficili da trattare.

Di conseguenza, i professionisti del settore sono chiamati da un lato a dare una risposta rapida che eviti la cronicizzazione della patologia e quindi c’è l’esigenza di identificare il più precocemente possibile le persone affette dai ‘DCA’ e, dall’altro, si deve favorire la presa in carico del paziente da parte di un servizio specializzato garantendo il passaggio ai vari livelli di trattamento per arrivare alla guarigione.

“L’Umbria – ha spiegato la dirigente della Direzione regionale Salute, Maria Donata Giaimo, introducendo i lavori – è all’avanguardia in Italia nel settore dei disturbi alimentari e presenta tutti i livelli di trattamento indicati dal Ministero della Salute e quindi il ricovero ospedaliero per acuzie, ambulatori dedicati distribuiti su tutto il territorio regionale, centri di riabilitazione residenziali e un centro diurno di nuova attivazione. I servizi nelle diverse ASL sono incardinati in dipartimenti diversi, ma hanno tutti la caratteristica dell’integrazione e della interdisciplinarietà che, per la cura di queste problematiche molto complesse, è fondamentale e non può essere affidata ad un unico professionista”. “L’esigenza di agire in modo tempestivo con interventi multidisciplinari e condivisi su tutta la rete di servizi che sul territorio regionale rispondono ai diversi livelli di malattia – ha concluso Giaimo – ha fatto sì che la Direzione Salute, Coesione sociale e Società della conoscenza della Regione Umbria inserisse, nell’ambito del Piano regionale di prevenzione 2010-2012 uno specifico progetto all’interno del quale era prevista la stesura di linee guida, per definire l’approccio più appropriato sulla base delle evidenze scientifiche per ciascun quadro clinico”.

Il documento, suddiviso in 9 capitoli e 2 appendici, definisce in modo puntuale la classificazione dei disturbi e lo studio delle cause e dei meccanismi scatenanti, l’inquadramento diagnostico, i trattamenti terapeutici, i livelli di assistenza e i modelli organizzativi in Umbria, inoltre fotografa la realtà umbra sia sul fronte dell’incidenza (nuovi casi) e la prevalenza (numero totale di casi nella popolazione) dei disturbi del comportamento alimentare, sia relativamente ai livelli di assistenza.

Attraverso la raccolta dei dati sull’utenza dei Servizi dedicati al trattamento dei disturbi in Umbria emerge che i pazienti in carico ai servizi presenti nella regione per il biennio 2008– 2009 sono complessivamente 2740 pazienti (1245 per il 2008 e 1495 nel 2009), di cui 769 nuovi casi nel 2008 e 986 nel 2009. Complessivamente il 94 per cento degli utenti sono donne, un dato in linea con quello nazionale e che conferma la difficoltà dei maschi a rivolgersi ai servizi. La distribuzione per età della popolazione censita dimostra che la fascia più ampia comprende gli individui tra 15 e 25 anni con un interessamento però significativo di pazienti sotto i 15 anni e sopra i 40. Ciò a conferma che la fascia interessata da tali disturbi si è decisamente ampliata. Dai dati raccolti emerge inoltre che il 46 per cento dei pazienti ha contattato autonomamente il servizio, mentre l’altra metà è stata inviata dai medici di base, da altri specialisti, dallo psichiatra o DSM e da altri soggetti come la scuola e le agenzia sportive. “Con le nuove linee guida compiamo un importante passo in avanti per la qualità scientifica e l’appropriatezza nella cura dei disturbi dell’alimentazione. Ciò rappresenta l’ulteriore conferma della validità del ‘modello umbro’ per la cura di una patologia, quella dei disturbi dell’alimentazione, che sta assumendo i caratteri di una vera e propria ‘epiedmia’”. E’ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina a Perugia alla conferenza stampa di presentazione delle linee guida per la cura dei DCA (disturbi del comportamento alimentare).

La presidente Marini ha definito “preoccupante” il diffondersi di questo tipo di patologia e, soprattutto, l’abbassamento dell’età di esordio della malattia: “Purtroppo – ha affermato – le statistiche ci dicono che già a partire dagli atto anni si registra l’insorgere di questa patologia. Dunque, dobbiamo assolutamente mettere in atto nuovo azioni sanitarie che siano in grado di intervenire e modificare stili di vita che, soprattutto tra bambini e adolescenti, provocano danni alla loro salute”.

La presidente Marini ha quindi sottolineato come ai rappresentanti delle istituzioni sia richiesto di operare affinché si possa garantire una maggiore qualità dei servizi da parte del sistema sanitario pubblico: “L’Umbria – ha ricordato – è stata la prima Regione in Italia ad adottare un modello di cura del disturbo del comportamento alimentare che fosse residenziale e non ospedaliero, e con un approccio multidisciplinare. Ed è questo il valore della nostra esperienza, in quanto ha saputo trovare una formula che consentisse di offrire risposte ai pazienti all’interno del servizio sanitario pubblico”.

“A distanza di dieci anni dalle prime linee guida, e dall’avvio dell’esperienza di Palazzo Francisci a Todi e del centro di città della Pieve – dove vengono curati pazienti affetti da obesità – abbiamo volto aggiornare il ‘protocollo di cura’, puntando ancor di più sulla prevenzione e su azioni orizzontali che possano coinvolgere l’intera rete dei servizi sanitari sul territorio affinché le stesse azioni di prevenzione, come quelle di cura ed assistenza siano più adeguate ed appropriate”. Il direttore regionale della Sanità Emilio Duca – presente alla conferenza stampa insieme alla dirigente regionale Maria Donata Giaimo ed alla responsabile dei centri per la cura dei DCA, Laura Dalla Ragione – ha annunciato che entro l’anno la Giunta regionale adotterà un “atto di indirizzo” per consentire a tutti i cittadini umbri, superando impedimenti di carattere burocratico, la libertà di poter usufruire liberamente delle prestazioni dei diversi centri servizi territoriali per la cura del DCA che operano nella regione.

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