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Quando il medico diventa paziente: la testimonianza

Caldo in Umbria, 195 accessi al Pronto soccorso, molti sono pazienti anziani

“Essere colpito da infarto acuto del miocardio, complicato da effetti sistemici importanti, ed avere in breve tempo, in Emodinamica, le prime azioni terapeutiche risolutive, è stata per me un’esperienza drammatica, ma al tempo stesso positiva”: dismesso da due anni il camice bianco, un medico si è trovato a vivere l’esperienza di utente del servizio che aveva erogato come responsabile di una struttura complessa del S. Maria della Misericordia.

In una lettera indirizzata alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera e al collega della struttura che lo ha assistito, il medico aggiunge: “Restando sempre vigile ho avuto modo di seguire ed apprezzare il percorso di emergenza e tutta l’attività diagnostico-terapeutica prestatami.

Ho avvertito ed apprezzato le capacità professionali e l’affetto di tutti gli amici, colleghi, infermieri e personale assistenziale che si sono presi cura di me in un momento di estrema vulnerabilità fisica e psicologica, e che voglio ringraziare”.

Dopo i giorni di apprensione, ora il medico, che si è ritrovato in pigiama davanti ai colleghi con i quali ha condiviso oltre 35 anni di assistenza ospedaliera, racconta “di aver iniziato le sedute di riabilitazione cardiologica”, ma in questo momento conclude:“ mi preme esprimere la mia gratitudine per quanto è stato fatto e sono sempre più orgoglioso di aver lavorato in questo prestigioso ospedale”.

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