Perugia, osservatorio disabilità, presentata ricerca “la lesione midollare in Umbria”

PERUGIA – colonna-vertebraleSono almeno 50 le persone che in Umbria ogni anno diventano paraplegiche o tetraplegiche per effetto di traumi o malattie che colpiscono il midollo spinale, ma solo la metà di questi riesce, in tempi brevi, ad accedere ad un percorso riabilitativo nell’Unità Spinale Unipolare o in altre strutture adeguata per la riabilitazione: è quanto emerge dallo studio presentato stamani a Perugia sull’incidenza in Umbria delle lesioni midollari traumatiche e non traumatiche.

Alla presentazione della ricerca avviata dalla Regione Umbria e realizzato dalla Fondazione Serena-Olivi con la collaborazione dell’Associazione Paraplegici Umbri e dell’Unità Spinale Unipolare Umbra, sono intervenuti il presidente della Fondazione Serena-Olivi e dell’Associazione paraplegici umbri, Raffaele Goretti, il presidente della Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici FAIP, Vincenzo Falabella, il presidente della Società Medica Italiana di Paraplegia So.M.I.Par., Sauro Biscotto, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, il direttore Unità Spinale Unipolare dell’Umbria, Reneè Maschke, il responsabile scientifico del progetto di ricerca, Maria Cristina Pagliacci, il coordinatore della rete regionale della riabilitazione, Mauro Zampolini. L’iniziativa di stamani, si colloca tra le attività promosse dalla Federazione Nazionale (FAIP) per la Giornata delle persone con lesione al midollo spinale che ricorre il 4 aprile e che vede in diverse regioni italiane azioni informative e divulgative sui diritti delle persone con lesione al midollo spinale.

“Lo studio, che ha preso in esame anche l’analisi sui percorsi per il recupero dell’autonomia delle persone con lesione al midollo spinale – ha spiegato il responsabile scientifico del progetto di ricerca, Maria Cristina Pagliacci – ha evidenziato un dato che sfuggiva fino ad oggi ad una puntuale documentazione anche in ambito scientifico, e cioè che delle persone con gravi malattie del midollo spinale (circa il 50 della casistica), solo la metà riesce ad accedere in tempi brevi ad un percorso riabilitativo nell’Unità Spinale Unipolare o in un’altra struttura adeguata per la riabilitazione. Di solito infatti, tra il ricovero al pronto soccorso e la riabilitazione ci sono almeno 4 passaggi con tempi che vanno anche oltre le tre settimane”.

Relativamente alle cause che hanno procurato le lesioni traumatiche la ricerca mette in luce nuovi aspetti: “Attualmente – ha riferito Maria Cristina Pagliacci – in Umbria l’incidente stradale non è più la prima causa di para-tetraplegia, in quanto crescono i casi dovuti alle cadute con circa un 50 per cento, di cui un 16 per cento deriva da infortuni in ambito lavorativo e il resto in ambito domestico. La buona notizia della diminuzione dei casi di lesioni traumatiche per incidenti, certamente va interpretata come un successo per i grandi sforzi fatti nella prevenzione nell’ambito della sicurezza stradale, ma la nuova sfida riguarda oggi la prevenzione degli infortuni”. Si rileva inoltre, un aumento dell’età media delle persone colpite da questa drammatica condizione: dai 34 anni di vent’anni fa, si è arrivati ai 59 anni di oggi. Complessivamente in Umbria sono circa 450 le persone che vivono con lesione al midollo spinale.

Per quanto riguarda i percorsi assistenziali e riabilitativi lo studio indica che l’intervento specialistico dell’Unità Spinale Unipolare potrebbe essere sfruttato meglio, se si ottimizzassero i percorsi di accesso in fase acuta con una centralizzazione delle persone traumatizzate all’Ospedale regionale di Perugia, evitando pericolose dispersioni e rallentamenti nel percorso di cura e riabilitazione delle persone con lesione traumatica e inoltre, se fossero inviati alla riabilitazione specialistica, anche i casi di lesione non traumatica potrebbero beneficiarne.
In proposito il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, ha evidenziato la necessità di sensibilizzare i servizi del territorio affinché prevedano tempestivamente l’invio dei pazienti al servizio del capoluogo umbro, nonché l’importanza di attivare e intensificare le sinergie con altre Regioni a partire dalla Regione Marche con la quale esiste già un accordo”.
“Migliorare la prevenzione, la riabilitazione e quindi evitare complicanze – ha concluso Orlandi – comporta un impiego iniziale di risorse che si traduce poi in un risparmio per l’azienda e in un’attenzione in più per i pazienti”.

La ricerca rileva che la Regione già vent’anni fa si è dotata di un’Unità Spinale Unipolare presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, un servizio considerato il “gold standard” per la lesione midollare. L’attivazione del servizio colloca la nostra regione tra le otto in Italia dotate di una Unità Spinale Unipolare. “Nel servizio, che svolge le sue attività all’interno dell’Ospedale Regionale Santa Maria della Misericordia, si dispone al momento di 12 posti letto in attesa di portarli a 15 nel medio periodo – ha detto il presidente dell’Associazione paraplegici umbri, Raffaele Goretti – mentre il modulo definitivo per cui è stata realizzata l’USU Umbra, è per 20 posti letto, di cui 2 per il day hospital. L’obiettivo è quello di arrivare al più presto a questo traguardo e all’apertura del day hospital riabilitativo”.

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