PERUGIA, INFLUENZA STAGIONALE, AL VIA VACCINAZIONI

vaccinazione
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Dal 28 ottobre prende il via la campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale 2013-2014. Il servizio di igiene e sanità pubblica della USL Umbria 1 ricorda che la vaccinazione è il mezzo disponibile più efficace per prevenire l’influenza, ridurre le complicanze in caso di contagio e contenere la circolazione dei virus influenzali, e ricorda, inoltre, che è utile vaccinarsi ogni anno in quanto il virus dell’influenza tende a modificarsi e pertanto la composizione del vaccino viene regolarmente aggiornata. Il vaccino contro l’influenza è gratuito, garantisce una buona protezione ed è assolutamente sicuro. “Le epidemie influenzali annuali – spiega Massimo Gigli, responsabile del servizio di igiene e sanità pubblica della USL Umbria 1- sono associate a elevata morbosità e mortalità.

 

Considerato l’alto numero di decessi che si verificano soprattutto in soggetti di età superiore a 65 anni con condizioni croniche di base, i numerosi ricoveri derivanti da complicazioni e in generale l’impatto dell’influenza dal punto di vista socio-economico, oltre che sanitario, per raggiungere gli obiettivi di salute prefissati è auspicabile vaccinare almeno il 75% dei cittadini sopra i 65 anni”. A chi è raccomandata la vaccinazione Il vaccino è raccomandato in generale a chi ha compiuto 65 anni, e inoltre ai bambini e adulti affetti da malattie croniche e particolari patologie, ai contatti familiari di persone ad alto rischio, ai lavoratori che svolgono attività di primario interesse come operatori sanitari e forze dell’ordine, alle donne nel 2° e 3° trimestre di gravidanza.

 

Quando vaccinarsi Per avere un’adeguata protezione durante il decorso della stagione epidemica, la USL Umbria 1 consiglia di vaccinarsi prima possibile, entro e non oltre il mese di novembre. Infatti, si prevede che i primi casi di influenza epidemica arrivino alle nostre latitudini nel mese di dicembre; il picco è previsto nell’ultima settimana di gennaio e nelle prime due settimane di febbraio, anche se, in linea con le ultime stagioni post pandemiche, si ritiene che possa esserci una importante coda finale dell’influenza nel mese di marzo.

 

Dove vaccinarsi Tutti i cittadini con età superiore o uguale a 65 anni , nonché le persone anche di età inferiore a 65 anni ma appartenenti alle categorie a rischio (*), e i contatti familiari di persone ad alto rischio (al fine di tutelare meglio la persona assistita) potranno vaccinarsi presso l’ambulatorio del proprio medico di famiglia, mentre gli assistiti che non siano in grado di camminare saranno vaccinati nel proprio domicilio sempre dal proprio medico di famiglia. I bambini con patologie croniche potranno essere vaccinati presso i Centri di Salute con presentazione della certificazione del pediatra attestante la patologia. Per i bambini dopo i 6 mesi di vita e al di sotto dei 9 anni di età con patologie croniche, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino a distanza di almeno 4 settimane.

 

Le donne al 2° o 3° trimestre di gravidanza per le quali è consigliata la vaccinazione antinfluenzale, potranno rivolgersi al proprio medico di famiglia o ai Centri di Salute del loro territorio, con la certificazione medica attestante la settimana di gestazione. Le persone addette ai servizi di primario interesse (operatori sanitari, forze di polizia, vigili urbani, vigili del fuoco, personale della scuola, veterinari, allevatori) potranno vaccinarsi presso i medici di medicina generale, i centri di salute o i servizi sanitari di riferimento lavorativo. Per altre informazioni rivolgersi al proprio medico di famiglia o al servizio di igiene e sanità pubblica territoriale.

 

“In generale – aggiunge il dottor Massimo Gigli – non ci si aspettano variazioni di rilievo rispetto all’andamento dell’influenza dell’anno scorso, che ha colpito e messo a letto più di 6milioni di italiani e cioè oltre il 10% della popolazione. E anche quest’anno la potremo chiamare ‘americana’, visto che i tre ceppi vaccinali previsti, ed inseriti quindi nel vaccino, sono A/H3N2 (Victoria), il ceppo pandemico A/H1N1 (California) e il ceppo B (Massachusetts)”.

 

(*) Rientrano nelle categorie a rischio coloro che soffrono di: a) malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO); b) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite; c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti); d) insufficienza renale cronica; e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; f) tumori; g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali; i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici; j) patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari); k) epatopatie croniche

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