Osteoporosi, Professor Filipponi: “L’osso ha un grande nemico, il cortisone”

Osteoporosi, Professor Filipponi: “L’osso ha un grande nemico, il cortisone”

XIX Giornata mondiale dell’Osteoporosi. Una giornata e mezza di esami al CVA di Ponte San Giovanni. Screening saranno effettuati fino a sabato mattina 17 ottobre, alla popolazione che vorrà sottoporsi all’esame per misurale la massa ossea a livello del calcagno. Il tutto completamente gratuito ed effettuato dall’ARUO (Associazione Regionale Umbra Osteoporosi ). «Se sarà necessario – annuncia il professor Paolo Filipponi presidente dell’Aruo – e se ci saranno richieste, potremmo restare anche il sabato pomeriggio coprendo, quindi, due giorni interi». Per prenotare la visita è sufficiente presentarsi presso la struttura.

Gli specialisti dell’Aruo  si trovano al Cva di Ponte San Giovanni, con i loro apparecchi ad ultrasuoni, validissimi per individuare i soggetti a rischio. «Si tratta di una strumentazione molto sofisticata che dà informazioni non solo sulla quantità ma anche sulla qualità dell’osso», – ha detto il professor Filipponi.

Osteoporosi è una malattia in crescita, non è solo femminile, ma colpisce anche i soggetti di sesso maschile: «Si tratta di un allarme planetario – ha spiegato il presidente. Una problematica che, purtroppo, è estremamente sottovalutata. Tutti gli uomini, attorno ai settant’anni, si dovrebbero sottoporre all’esame della (Moc) Mineralometria ossea computerizzata. Un 20 per cento della popolazione maschile ha a che fare con questo problema, un po’ più tardi rispetto alle donne, che hanno queste problematiche intorno ai 60 anni».

L’incidenza dell’osteoporosi è infatti in aumento, si stima che oggi ne siano affetti in Italia circa 3.5 milioni di donne e 1 milione di uomini, facendo emergere l’allarme per una grave pandemia silenziosa che va quindi trattata come una patologia di priorità sanitaria e sociale.  Purtroppo, come emerge da un recente documento dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), in Italia la grandissima parte dei Pazienti che vanno incontro a fratture da Osteoporosi (in particolare a livello vertebrale e femorale) non viene trattata in modo appropriato e pertanto questi Pazienti sono esposti ad un consistente rischio di ulteriori fratture negli anni successivi. Ed è per questo  che si rende necessario anticipare l’uso dei farmaci che oggi sono assolutamente sicuri e a basso costo in quei soggetti che si trovano in condizioni ancora buone.

Chi si avvicina agli anta debbono preoccuparsi e soprattutto fare immediatamente indagini di persone che hanno familiarità per osteoporosi. E’ questo il messaggio che lancia il presidente dell’Aruo: «Le persone che fumano e che non fanno attività fisica e in generale tutti coloro che soffrono di qualche altra patologia cronica, come le malattie cosiddette infiammatorie, artrite reumatoide, malattie intestinali, i soggetti affetti da bronchite cronica e i diabetici. Queste categorie hanno grossi problemi, sia della riduzione della quantità di osso che di alterazione della qualità».

L’osso ha un grande nemico: il cortisone. Altro annuncio del professore Filipponi è proprio questo:  «Il cortisone fa danni in fretta e in pochi mesi. Le prime fratture vertebrali si vedono dopo 6 mesi dall’inizio del trattamento cortisonico cronico, anche con dosi non altissime. Uno degli accorgimenti per evitare danni da cortisone – ha concluso il responsabile dell’Aruo – è quello di mantenere l’attività motoria, perché il cortisone provoca un danno delle strutture muscolari. Le persone che fanno maggiore attività motoria riescono a fronteggiare meglio il danno da cortisone».

 

Osteoporosi, Professor Filipponi

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