Obbligo vaccinale accesso asili nido, comitato scrive a sindaco Perugia, Andrea Romizi

Vi invitiamo ad organizzare, come precedentemente detto, un incontro con noi tutti

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VACCINO

Obbligo vaccinale accesso asili nido, comitato scrive a sindaco Perugia dal comitato.libera.scelta PERUGIA – Con la presente si intende portare all’attenzione del Sindaco di Perugia, dell’intero Consiglio Comunale e della IV Commissione Consiliare, la posizione ed il parere di un gruppo di cittadini riguardo l’iter intrapreso dal Comune di Perugia sull’imposizione dell’obbligo vaccinale per l’accesso agli asili nido e alle scuole materne. Allo stato attuale delle cose noi genitori veniamo invitati dalle Asl ad effettuare le vaccinazioni secondo i diversi calendari regionali e abbiamo la reale possibilità di documentarci, chiedere colloqui con i Responsabili dei Centri Vaccinazioni e porci delle domande lecite di fronte alla pratica vaccinale per i nostri figli.

Abbiamo quindi la facoltà di esercitare una scelta libera, e la legge stessa ci consente di praticare il dissenso informato alle vaccinazioni. Ci sentiamo tutelati perché abbiamo la reale possibilità di capire e di toglierci i dubbi che ad ogni genitore coscienzioso, come noi ci riteniamo, inevitabilmente sorgono anche semplicemente entrando in una Asl e leggendo nelle sue bacheche informative esposte al pubblico la legge 210 del 1992 che dispone nell’Art. 1 che ‘Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge’.

legge 210 del 1992

La stessa legge nell’art. 7 infatti impone

1.”Ai fini della prevenzione delle complicanze causate da vaccinazioni, le unità sanitarie locali predispongono e attuano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, progetti di informazione rivolti alla popolazione e in particolare ai donatori e ai soggetti riceventi materiali biologici umani, alle persone da vaccinare e alle persone a contatto.

2. “I progetti di cui al comma 1 assicurano una corretta informazione sull’uso dei vaccini, sui possibili rischi e complicanze, sui metodi di prevenzione e sono prioritariamente rivolti ai genitori, alle scuole ed alle comunità in genere.”

3. “Le regioni, attraverso le unità sanitarie locali, curano la raccolta dei dati conoscitivi sulle complicanze da vaccino, anche al fine di adeguare a tali dati i progetti di informazione e i metodi di prevenzione.”

Questa tutela, per noi residenti in Umbria, nasce in particolare dalla recente delibera n. 25 del 18 gennaio 2016 delle Regione Umbria che riporta al paragrafo 2.2.3

INFORMAZIONE, ANAMNESI, CONSENSO INFORMATO quanto segue: “… per quanto riguarda l’attività di counselling è necessario ricordare che è un intervento che si basa sulla relazione.. nel pieno rispetto dei suoi valori e sistemi di riferimento”; “…l’operatore sanitario deve porsi in atteggiamento di ascolto…”; “…un intervento nel campo della salute può essere effettuato solo se la persona interessata ha dato consenso, libero e informato.

La vaccinazione, in quanto atto sanitario, deve essere pertanto preceduta dalla accettazione volontaria, consapevole ed esplicita da parte del ricevente, o, nel caso delle vaccinazioni dell’infanzia, del genitore o di un suo delegato o del tutore. L’introduzione della raccolta del consenso informato nella pratica vaccinale non va intesa come mero adempimento all’obbligo di legge, ma piuttosto come riconoscimento della facoltà dei cittadini di effettuare scelte che riguardano la propria salute in libertà e consapevolezza”.

Inoltre, nella stessa delibera, al paragrafo 2.2.5 PROCEDURE DA ADOTTARE NEL CASO DI INADEMPIENZA ALL’OBBLIGO VACCINALE si riporta al punto 7 “ qualora invece i genitori si presentino al colloquio e oppongano rifiuto per convincimento personale, il Responsabile del Centro di Salute provvederà affinché i genitori sottoscrivano una dichiarazione di responsabilità (…) utilizzando lo specifico modulo (v. Allegato)”.

Quindi, ci chiediamo quali siano le motivazioni che portano l’attuale amministrazione comunale di Perugia a ribaltare completamente quanto riportato da una Delibera Regionale così recente. Se la proposta del Comune di Perugia concluderà l’iter di approvazione verremo privati della possibilità di capire, di farci domande, di scegliere liberamente che la Regione Stessa ci aveva fornito, regolamentandola con una delibera ampia e dettagliata.

Vedremo violato l’Art. 3 della nostra Costituzione “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Verrà meno il rispetto della libertà individuale sancito dalla nostra Costituzione nell’ Articolo 32 che di seguito riportiamo “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.” Tale provvedimento inoltre viola l’articolo 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, l’articolo 5 della Convenzione Internazionale di Oviedo (ratificata dallo Stato Italiano con Legge 145/2001), ed infine la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. Inoltre andrebbe contro il Codice Deontologico Medico che all’Art 4:

Libertà e indipendenza della professione

Libertà e indipendenza della professione. Autonomia e responsabilità del medico “L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di LIBERTA’, INDIPENDENZA, AUTONOMIA e RESPONSABILITA’. Il medico ispira la propria attività professionale ai principi e alle regole della deontologia professionale SENZA SOTTOSTARE A INTERESSI, IMPOSIZIONI O CONDIZIONAMENTI DI QUALSIASI NATURA“. Sappiamo infatti che ogni medico deve poter applicare liberamente, dopo attenta valutazione, il principio di precauzione che include quindi la possibilità di sconsigliare un vaccino, o modificarne i tempi di somministrazione rispetto ai calendari proposti.

Ci chiediamo, cosa è cambiato rispetto agli anni passati per cui vale la pena superare ‘i limiti imposti dal rispetto della persona umana’, e quindi dei bambini in questo caso? Quali epidemie ha avuto il nostro paese rispetto alle malattie incluse nei vaccini obbligatori (Poliomielite, Difterite, Tetano, Epatite B)? Siamo a conoscenza del fatto che ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998 il Sindaco può emanare provvedimenti di questo tipo in caso di emergenze sanitarie. Vorremmo quindi prendere visione dei dati che Vi hanno portato a voler incidere sui diritti di una parte della popolazione.

Ad oggi non ci risulta che ci siano epidemie (http://www.epicentro.iss.it) che debbano spingere uno Stato ad obbligare anziché informare. Inoltre ci preme sottolineare che esistono anche problemi concreti all’attuazione dell’imposizione delle vaccinazioni obbligatorie, che in Italia sono quattro: poliomielite, difterite, tetano, epatite B. Ad oggi tali vaccinazioni vengono somministrate all’interno della vaccinazione esavalente, che comprende quindi anche altre due vaccinazioni (pertosse ed Haemophilus influenzae B) che sarebbero facoltative ma a cui non ci si può sottrarre volendo adempiere l’obbligo.

Quali azioni avete deciso per permettere ai genitori di attendere alle vostre disposizioni? Esiste disponibilità di una vaccinazione che contempli le quattro vaccinazioni obbligatorie o i vaccini singoli? Donato Greco (consulente Ecdc per le malattie infettive e membro del Reparto di Epidemiologia delle malattie infettive (Cnesps-Iss) in un recente articolo del dicembre 2016 afferma che “Oggi il concetto di “obbligatorietà” confligge con il concetto di “promozione” della salute che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva”, evidenziando delle carenze nel sistema organizzativo e informativo a monte, che non possono certamente essere risolte con la coercizione. Non è nostra intenzione entrare nel merito degli aspetti prettamente medici che meritano approfondimento a parte, ma affermiamo semplicemente che l’herd immunity per il tetano e l’epatite B non esiste e che i valori di copertura per poliomielite e difterite sono sicuramente al di sopra della soglia di rischio.

Ci piacerebbe che il Comune organizzasse un confronto pubblico con tecnici e esperti su questi temi perché siamo soltanto genitori attenti che vogliono capire quale sia la scelta migliore per i propri figli e vogliono farlo con la fiducia in uno Stato, l’amministrazione Comunale di Perugia in questo specifico caso, aperto al confronto e pronto ad investire nell’informazione prima di costringere a una pratica medica non esente dai rischi di reazioni avverse.

Siamo a conoscenza di riconoscimenti ufficiali a bambini danneggiati da vaccino, ci chiediamo quindi se questo succedesse per adempiere a quello che l’amministrazione comunale ci chiede per consentire l’accesso ai nidi e alle materne ai nostri figli, chi si prenderebbe la responsabilità dell’accaduto? Altro aspetto importante, per questo comune e per l’intero paese, è stata fatta una stima a lungo termine sui costi che questo provvedimento comporterebbe? Inoltre, la maggior parte di genitori di bambini in età di nido o materna sono naturalmente giovani, e in un momento di crisi lavorativa come quello che sta attraversando il nostro paese, quante famiglie potrebbero permettersi di tenere il proprio figlio a casa pagando una baby-sitter o peggio rinunciando al proprio lavoro?

E’ giusto mettere una famiglia in condizioni di doversi privare di un servizio così importante? Gli asili nido e le scuole materne rappresentano il primo approccio alla società esterna per un bambino, e privarlo di questa possibilità è un atto di discriminazione. Ci chiediamo come mai i nostri figli verrebbero considerati veicoli di malattie solo all’interno di nidi e materne e non in luoghi pubblici come cinema, supermercati, sale giochi e così via. Ci chiediamo se le maestre e il personale degli asili sia coperto da tutte le malattie per cui chiedete vaccinazioni obbligatorie. Secondo questa logica, sarebbe necessario effettuare esami immunologici a chiunque venga in contatto con i bambini nei nidi e nelle materne, compresi gli stessi genitori. Abbiamo domande, molte domande che meritano risposta.

Questa amministrazione comunale è caratterizzata dai giovani, dalle nuove idee, dalle nuove e fresche volontà per rilanciare una Perugia diversa. Tra i punti del suo programma quello di rilanciare il ruolo e la funzione della famiglia “come vera risorsa della comunità”. Abbiamo sentito il Sindaco Romizi dire “Io e noi siamo moderati, aperti al dialogo e soprattutto con un programma che va al di là delle ideologie, è un programma per noi tutti”.

Crediamo che questo sia un tema su cui il dialogo non deve mancare. Alla luce di quanto detto finora chiediamo che venga rimessa in discussione la proposta dell’obbligo vaccinale nel comune di Perugia. Crediamo che quando si tratta della salute dei bambini sia necessario un confronto costruttivo per tutte le parti coinvolte, pertanto

Vi invitiamo ad organizzare, come precedentemente detto, un incontro con noi tutti, che ci andiamo costituendo come Comitato per la libertà di scelta consapevole sulle pratiche vaccinali in età pediatrica, dove possiamo assistere al confronto tra esperti di entrambe le parti e dove i dati che Vi hanno indotto a tale proposta vengano resi pubblici e discussi. Ci auspichiamo che questo confronto possa essere punto di inizio di una nuova politica che renda questa città che tutti abbiamo a cuore, un esempio di collaborazione, laddove altri hanno fallito, tra Stato e cittadini per il bene comune.

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2 Commenti

  1. I bambini si rispettano proteggendoli con la vaccinazione, ove non sussistano oggettive controindicazioni mediche .
    Non esistono ‘ esperti di ambo le parti’ , come se si trattasse di tifo calcistico o politico, non potendosi qualificare come esperti quanti si fanno sostenitori della frode scientifica di Wakefield o propongono ‘ cure’ basate sul nulla dell”omeopatia e di diete privative o propalano altre simili insensatezze, in qualsiasi modo o sede lo facciano .

  2. Le potentissime lobby del farmaco usano l’ignoranza dei politici per arricchirsi . Sul bugiardino del vaccino trivalente , tra le avvertenze c’è scritto che può causare autismo….Ci hanno avvisato, loro sono a posto. Noi siamo cavie. Alla rulette russa del vaccino…sotto a chi tocca !

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