Nuovi antivirali per la sclerosi multipla

sclerosi(UJ.com3.0) di Arturo Bandini (italiasalute.it) Per la prima volta si osserva che la risposta immunitaria contro il virus di Epstein-Barr, ma non quella contro un altro virus della stessa famiglia, è più forte in concomitanza degli episodi di infiammazione acuta a livello cerebrale rilevati con la risonanza magnetica, suggerendo quindi un ruolo diretto della risposta antivirale nel processo patologico”.
”I risultati ottenuti nei pazienti si spiegherebbero con il tentativo di eliminare il virus dal sistema nervoso centrale. A sostegno di ciò, abbiamo dimostrato che nelle lesioni cerebrali è presente la stessa proteina virale verso la quale il sistema immunitario risponde vigorosamente durante le riacutizzazioni della malattia – spiega Francesca Aloisi, coordinatrice del gruppo di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità che ha effettuato gli studi su campioni di tessuto cerebrale donati da persone con sclerosi multipla -. Il virus sarebbe trasportato nel sistema nervoso centrale dai linfociti B, le cellule responsabili della produzione di anticorpi, costituendo un focolaio nascosto, ma sempre attivo, di infezione”.
Lo studio conferma la tesi secondo cui il virus di Epstein-Barr è alla base dell’insorgenza della mononucleosi infettiva e di alcuni tumori, oltre al fatto che è collegato ai meccanismi che generano la sclerosi multipla. Gran parte della popolazione è esposta al virus, senza che esso causi problemi. In alcuni casi, tuttavia, i pazienti sviluppano la sclerosi multipla.
Ciò è dovuto a una complessa interazione fra geni e ambiente che, in alcuni soggetti predisposti, concorre ad alterare il precario equilibrio biologico esistente fra virus e sistema immunitario, provocando problemi neurologici.

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