A Madonna Alta un ambulatorio per disturbi cognitivi e demenze

Per migliorare l’offerta diagnostico-terapeutico-assistenziale rivolta ai soggetti affetti da disturbi cognitivi associati a demenze come l’Alzheimer, dal 5 settembre la USL Umbria 1 ha istituito presso il Centro di Salute di Madonna Alta del Distretto del Perugino un ambulatorio dedicato ai disturbi cognitivi e demenze. L’ambulatorio prevede due aperture settimanali, il lunedì mattina con la neurologa Serena Amici e il venerdì mattina con Alberto Trequattrini, neurologo responsabile del Servizio Interdistrettuale Disturbi Cognitivi della Usl 1.

Per accedere è necessaria la richiesta su ricettario regionale da parte del medico di medicina generale (“Visita neurologica per disturbi della memoria”) e la prenotazione agli sportelli C.U.P.

La demenza è una malattia del sistema nervoso centrale a carattere cronico-degenerativo caratterizzata dalla progressione di deficit cognitivi, disturbi psico-comportamentali e funzionali con perdita dell’autonomia, disabilità e conseguente dipendenza dagli altri.

“Nella USL Umbria 1 – spiega il dottor Alberto Trequattrini – vengono stimati 6.745 casi di demenza nella popolazione ultrasessantacinquenne con un’incidenza di 1.349 nuovi casi per anno. Ma il fenomeno rappresenta una priorità di salute pubblica a livello mondiale. Infatti, secondo il rapporto dell’OMS nel 2010 35,6 milioni di persone risultavano affette da demenza con stima di aumento del doppio nel 2030, il triplo nel 2050, con ogni anno 7,7 milioni di nuovi casi (1 ogni 4 secondi) e una sopravvivenza media dopo la diagnosi di 4-8-anni. La stima dei costi è di 604 miliardi di dollari all’anno con incremento progressivo e continua sfida per i sistemi sanitari”.

La gestione ambulatoriale della demenza prevede una presa in carico globale non soltanto del malato ma anche dei suoi familiari con l’obiettivo di accompagnare i soggetti in tutto il percorso della malattia: dalla diagnosi precoce alle terapie farmacologiche e alla riabilitazione cognitiva, fino ad interventi semiresidenziali (Centri Diurni Alzheimer) e residenziali (Residenze Protette, RSA, Nuclei Alzheimer).

“Si tratta di un approccio olistico che rispecchia la natura socio-sanitaria della demenza – commenta Giuseppina Bioli, direttrice del Distretto del Perugino – e che richiede i più elevati livelli di integrazione fra strutture e servizi istituzionali, associazioni di volontariato ed ogni altro attore sociale coinvolto a vario titolo nella gestione del fenomeno demenze”.

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