L’immunoterapia, nuova arma che aumenta la sopravvivenza

Presentati al Congresso degli oncologi in Usa i dati di una ricerca per cancro polmone del Prof. Crinò dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. A Chicago dove è in corso il convegno di oncologia più importante al mondo è stato presentato un progetto di ricerca,che ha riscosso grande consenso tra gli studiosi dei principali centri di oncologia,firmato dal Prof.Lucio Crinò, direttore della struttura complessa di Oncologia medica del S.Maria della Misericordia.

Le nuove molecole utilizzate,anche in presenza di un tumore polmonare in stadio avanzato e con metastasi, offrono un aumento significativo della sopravvivenza a molti pazienti per i quali le cure a disposizione erano fino a poco tempo fa ridotte. Lo studio al quale ha partecipato lo staff di ricerca del laboratorio di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia ha permesso di stabilire che il 51% dei pazienti con cancro del polmone non a piccole cellule, la forma piu’ diffusa, in stadio avanzato, trattato col farmaco cosiddetto intelligente e’ vivo ad un anno, contro il 39% trattato con chemioterapia.

In particolare, anche al convegno di Chicago è stato confermato che l’immuno-oncologia sta cambiando la storia naturale del tumore del polmone, una delle neoplasie piu’ frequenti: ”Con lo studio CheckMate -057 presentato a Chicago, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione in uno dei tumori piu’ difficili da trattare – ha spiegato il prof Lucio Crino’ all’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera di Perugia-.

I risultati, in termini di aumento di sopravvivenza, ottenuti in questi pazienti non erano mai stati registrati in precedenza e Leonardo Cenci, il giovane perugino che si sta impegnando in maniera straordinaria anche volontariato, ne è la testimonianza più evidente. Cito Leonardo Cenci perché la storia della sua malattia e del suo coraggio è conosciuta anche all’estero ed è di esempio per tanti pazienti affetti da tumore al polmone. Nel nostro centro di Perugia siamo impegnati da dieci anni in una collaborazione con l’America”.

I risultati dello studio CheckMate dimostrano l’efficacia dell’immuno-oncologia nel tumore del polmone. “Il farmaco -aggiunge Crinò- utilizza il principio attivo nivolumab approvato dall’ente regolatorio statunitense FDA lo scorso marzo. Lo studio alla base della sua approvazione ha mostrato un vantaggio cosi’ rilevante in termini di sopravvivenza che le Agenzie del farmaco lo hanno approvato rapidamente”.

Gli studi di immuno-oncologia indicano chiaramente come la immunoterapia venga considerata una delle più’ promettenti nella lotta al cancro: i risultati ottenuti nel tumore al polmone – principale causa di morte per cancro al mondo, con 1,5 mln di decessi l’anno – lo hanno già evidenziato. In ogni caso l’immunoterapia ha gia’ evidenziato risultati significativi sia nel melanoma,che in altri tipi di neoplasie come il carcinoma renale, epatico ed il glioblastoma del cervello.

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