Il ginnasta Ticchi operato al ginocchio a Perugia

Lorenzo Ticchi: "Se alle Olimpiadi vinco una medaglia la dedico al Prof. Caraffa”

Il ginnasta Ticchi operato al ginocchio a Perugia

Il ginnasta Ticchi operato al ginocchio a Perugia

Il S. Maria della Misericordia è sempre più crocevia di campioni dello sport di ieri e di oggi, che si affidano alle competenze della struttura di Ortopedia diretta dal prof Auro Caraffa.

Gli ultimi in ordine di tempo sono Lorenzo Ticchi, campione di ginnastica artistica, lombardo di Meda, che punta a rappresentare l’Italia alle prossime olimpiadi di Rio de Janeiro ed Emidio Morganti, arbitro di calcio che ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi durante i suoi 14 anni di professionismo e da quattro anni è stato nominato vice designatore della Can.

Mentre l’equipe del professor Caraffa procedeva a medicare la ferita dopo l’intervento chirurgico al ginocchio sinistro del ginnasta, dando il via libera alla fase di riabilitazione, Morganti, due ore dopo un intervento in artroscopia al ginocchio destro, era già pronto per un amarcord dei suoi trascorsi arbitrali, della complessa attività di formazione degli arbitri del campionato di serie A.

“Sono già due volte che subisco gravi infortuni alle ginocchia, e per la seconda mi sono affidato alle mani del Prof. Caraffa, senza avere il minimo dubbio- dice Lorenzo Ticchi, all’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia- .

Ora che l’intervento è andato per il meglio, sono determinato a recuperare il tempo perduto.

La ginnastica artistica impone grandi sacrifici, ma sarò orgoglioso di dedicare la mia partecipazione alle olimpiadi e l’eventuale medaglia a chi mi ha permesso per ben due volte di riprendere l’attività, quando erano in molti a pensare che mi sarei ritirato.

Oltre al Prof. Caraffa ho voluto ringraziare anche le due anestesiste che mi hanno assistito, Barbara Bifarini e Flavia Falchetti.

Con il Prof. Caraffa non c’è solo un rapporto di fiducia, ma un’amicizia collaudata. Lui nel mondo della ginnastica viene considerato un mito; siamo in tanti ad aver avuto bisogno di lui, e figurarsi se ci spaventa la distanza per arrivare dalle nostre sedi a Perugia. Se a Rio de Janeiro riesco nella impresa di salire sul podio, dedicherò a lui la medaglia”.

La clinica ortopedica di Perugia ha una lunga tradizione di assistenza agli atleti dello sport dilettantistico e professionistico. “La più grande soddisfazione è quella di vedere che un atleta tornare all’attività agonistica- dice il Prof Caraffa- .La ginnastica artistica è disciplina che richiede sacrifici enormi, e conoscendo Lorenzo Ticchi da quando muoveva i primi passi, farò il tifo per lui perché conosco la sua straordinaria tenacia e passione per lo sport”.

A Perugia non ha diretto molte partite di serie A, ma Emidio Morganti ha ricordi nitidi dello stadio Curi e di personaggi che hanno scritto la storia del club: “Ho bei ricordi di Luciano Gaucci e di Ilvano Ercoli; ogni volta che li ho incontrati, mi sono trovato a mio agio.

Gaucci aveva una fama di contestatore, ma io lo ricordo come un personaggio appassionato. Per il suo passato con i tanti campionati in serie A, auguro al Perugia di tornare in serie A.

Le componenti del calcio debbono sempre più e sempre meglio comunicare tra loro; da parte degli arbitri c’è sempre la volontà di lavorare silenzio e di migliorarsi magari con il supporto della tecnologia più avanzata: la vera moviola è quella che utilizziamo nei raduni di Coverciano.

Sono orgoglioso della carriera che ho realizzato come arbitro, e attribuisco dei meriti al Prof. Caraffa se sono arrivato ai massimi livelli.

Ci conosciamo da una vita e quando ero in attività mi affidai a lui dopo un infortunio ad un ginocchio. Questa è il secondo intervento chirurgico, e mi è stato assicurato che presto tornerò al lavoro. Non è soltanto l’essere corregionali e la condivisione dei valori dello sport ad unirci.

C’è un rapporto di amicizia e di fiducia. Ad Ascoli dove vivo, e nelle Marche in generale, molti sanno che quando si hanno problemi ortopedici, il primo professionista da interpellare è proprio il mio amico professor Caraffa”.

Ticchi

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