Garantire la salute nel rispetto della Legge 251/2000 sulle Professioni Sanitarie

cisl(umbriajournal.com) PERUGIA – Per il prossimo ventennio dovremo fare i conti con nuove necessità di salute, non potremo più soffermarci a gestire ed organizzare la sanità basandosi sulla sola prevenzione ma saremo costretti, nostro malgrado, a dover coordinare e condurre tutte le attività post-ospedaliere e territoriali. I professionisti della salute dovranno essere preparati ad aiutare gli individui e le famiglie a convivere con la disabilità e le malattie croniche, dovranno essere presenti durante i periodi di stress e di dolore spendendo la maggior parte del tempo nelle strutture per anziani o negli ambiti familiari, dovranno essere in grado di dare consigli sugli stili di vita e su come evitare i comportamenti a rischio così come assistere la famiglia, prendersene carico per quanto concerne la salute o assistere a casa le persone dimesse dagli ospedali.

Alla luce dei cambiamenti in ambito sanitario, attuati nella nostra Regione, ed alle continue e nuove richieste di bisogno di salute che coinvolgono non solo il nostro Paese ma tutta Europa, risulta indispensabile definire i diversi aspetti dell’assistenza sanitaria per poter dare delle risposte sicure, chiare e precise.
Il monito della CISL FP è quello coinvolgere l’opinione pubblica e le Istituzioni su quelli che saranno i bisogni dei prossimi venti/trenta anni, dove sarà importante e fondamentale ragionare in termini non solo di diritto ma di necessità della salute.

Ed infatti l’OMS nel programma salute 2021 precisa che:
1. La salute è un diritto fondamentale
2. Equità e solidarietà tra popoli, paesi e sessi
3. Partecipazione e responsabilità individuale, dei gruppi e della comunità nello sviluppo di politiche per la salute.
La CISL FP ritiene pertanto di aderire e promuovere tali principi sulla base dei quali appare evidente che non è solo il singolo individuo a doversi attivare, ma una “rete” di più figure e la collettività stessa.
Ci troviamo quindi ad un bivio, ad una scelta che comporterà serie ripercussioni per il futuro, infatti, se da un lato solo attraverso la ricerca si produce conoscenza e si teorizza quel sapere che viene utilizzato nella pratica, dall’altro, solo la capacità di leggere e monitorare quanto è avvenuto finora risulterà supporto indispensabile per le ricerche future.
E’ quindi necessario un “patto” tra Professione Medica e le altre Professioni Sanitarie per uscire positivamente dall’attuale crisi del SSN, per dare risposte veloci e concrete, dove la valorizzazione delle Professioni Sanitarie non è in contraddizione con la restituzione al Medico del suo ruolo, anzi è funzionale ad esso, in quanto potrà meglio organizzare il suo tempo di lavoro impegnandolo maggiormente nella clinica, nella ricerca e quindi nell’essenza propria della sua professione.
E’ evidente che in questo quadro sarà necessario, in futuro, ripensare e discutere come adeguare l’impianto contrattuale e la stessa carriera della Dirigenza Medica e Sanitaria all’interno del SSN.

Una così profonda riorganizzazione del lavoro in sanità presuppone come indispensabile e strategica l’attuazione delle potenzialità contenute nella legge 251/00, ad iniziare dalla forte affermazione concreta che le aree di competenza delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione nonché delle funzioni ad esse connesse.
Per la CISL FP è attualmente indispensabile la valorizzazione delle Professioni Sanitarie, non in contrapposizione con le altre Professioni, ad iniziare da quella Medica, ma in stretta integrazione funzionale nel rispetto reciproco delle diverse competenze e dei diversi ambiti operativi tra loro interdipendenti dove, alle Professioni stesse, sono affidate la diretta gestione e l’istituzione di specifici servizi configurati quali unità organizzative autonome dirigenziali sotto la responsabilità di Dirigenti espressione di tali Professioni, così come previsto anche dal vigente Contratto Nazionale della Dirigenza Sanitaria.

La CISL FP ritiene che solo tramite la concreta ed effettiva attuazione della Legge 251/2000 sia possibile il rilancio del SSN, adeguando l’organizzazione sanitaria ai modelli più avanzati degli altri Stati dell’Unione Europea.
Dobbiamo però constatare che, a tredici anni dalla sua approvazione, tale normativa applicata in modo diversificato sul territorio nazionale; in particolare, in Umbria, risultano istituite figure dirigenziali solo per l’area Infermieristica e meno o per nulla nelle aree Tecnico-sanitaria, di Ostetricia, della Riabilitazione, della Prevenzione e del Servizio Sociale Professionale.

Con la riorganizzazione delle USL regionali la CISL FP chiede l’istituzione di tali figure, fulcro per valutare ed effettuare, con oggettività, non solo tagli agli inutili sprechi ma condizione necessaria per prendere decisioni mirate, tenendo ben presenti le specifiche necessità dei cittadini in base all’orografia ed agli studi epidemiologici regionali, fonti indispensabili supplementari per intervenire nel modo giusto nel punto giusto, il tutto in base a quanto previsto dalla Legge 251/2000.

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