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Emergenze cardiologiche nel neonato e nel lattante, corso di aggiornamento all’ospedale di Città di Castello

La USL Umbria 1 propone una giornata dedicata alle manifestazioni cliniche delle cardiopatie congenite

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Il prossimo 26 ottobre a partire dalle ore 9 presso la Sala Coli dell’Ospedale di Città di Castello si terrà la seconda edizione di ”Emergenze cardiologiche nel neonato e nel lattante”, corso di aggiornamento aziendale organizzato dal dottor Guido Pennoni, primario di Pediatria e Neonatologia dei due presidi Alto Chiascio e Alto Tevere della USL Umbria 1. L’evento ha la finalità di percorrere, insieme ad un team di esperti, un excursus sulle emergenze cardiologiche pediatriche partendo dalle manifestazioni cliniche delle cardiopatie congenite,  quando sospettare una cardiopatia congenita nel neonato/lattante, quindi come gestire il neonato critico cardiopatico, considerando anche il ruolo infermieristico di fronte al neonato con cardiopatia per poi arrivare alla correzione chirurgica del difetto congenito cardiaco.

Relatori della giornata saranno la dr.ssa Silvia Norgiolini, Responsabile dell’ambulatorio di cardiologia pediatrica dell’Ospedale di Città di Castello, la dr.ssa Michela Panichi dell’UO di Pediatria dell’Ospedale di Città di Castello, l’infermiere professionale Giovanni Eraclei dell’UO di Pediatria dell’Ospedale di Città di Castello e ospiti d’onore della giornata il prof. Marco Pozzi direttore della SOD di Cardiochirurgia pediatrica e congenita degli Ospedali Riuniti di Ancona e la sua collaboratrice dr.ssa Alessandra Baldinelli, figure di spicco nella cardiologia e cardiochirurgia internazionale che operano in stretta collaborazione con la nostra piccola realtà periferica rappresentando un punto di rifermento sempre disponibile ad accogliere le emergenze cardiologiche locali.

«Capita eccezionalmente ma quando capita l’emergenza cardiologica neonatale – spiega la dottoressa Silvia Norgiolini – rappresenta un evento drammatico tenuto conto del piccolo paziente protagonista, dell’enturage familiare che lo circonda e del fatto che il neonato, una volta fatta la diagnosi precisa e stabilizzato clinicamente, deve essere trasferito in un centro cardiologico di terzo livello che provveda alla correzione definitiva del difetto cardiaco altrimenti incompatibile con la vita. A questo proposito una nota di merito per la nostra Azienda Ospedaliera che di fronte a tali eventi critici mette tutto ed immediatamente a disposizione: ambulanza, culla da trasporto e personale addestrato (rianimatore e pediatra) per offrire la migliore e più rapida assistenza, lasciando al team di esperti la scelta di dove inviare il neonato in base al centro più capace per risolvere la problematica presentata, senza dover tener conto delle logiche geografiche aziendali».

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