Emergenza caldo, ancora quattro giorni d’inferno, cosa NON FARE

BASTIA UMBRA, PERUGIA, NARNI, TUTTE CITTA’ ATTORNO E OLTRE AI 40 GRADI

Emergenza caldo, ancora quattro giorni d’inferno, cosa NON FARE

Emergenza caldo, ancora quattro giorni d’inferno, cosa NON FARE

PERUGIA – Bastia Umbra è stata tra le città più calde ieri pomeriggio, a seguire, però, il capoluogo Perugia che non si è fatto mancare proprio niente, con i 41 gradi di Ponte Felcino. Tutte attorno ai 40 gradi se non di più. Due giorni, dunque, di massima allerta e di grande pericolo per le persone debilitate, anziane o malate. Il problema, però, non p solo il loro, la vasodilatazione interessa tutti e gli effetti li può vedere e verificare chiunque. Ripararsi quindi e seguire le regole che oramai si sanno benissimo, basta applicarle, ma a volte puo’ anche non essere sufficiente.

Sarà quindi, qualora accada questo, rivolgersi tempestivamente al proprio medico. “Lucifero” ha mandato in alto la colonnina di mercurio, ondata di caldo africano che ha spinto i gradi a 40,7.

A riferire di dati è il Messaggero che riporta quelli ufficiali del centro funzionale della Regione dell’Umbria. Il caldo non allenterà la sua morsa, almeno queste sono le previsioni per oggi. Il siste ma di prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute è al terzo livello per due giorni di fila, con l’allerta dei servizi sanitari e sociali. Perugia, tra le città capoluogo, è tra le26 più calde d’Italia. Qua è là per l’Umbria i gradi potrebbero anche arrivare a 41 – 42 (ieri erano roventi anche Narni Scalo con 42,2, Città di Castello 41,3 e Gubbio 40,7).

E a soffrire il caldo non sono solo gli essere umani, ma anche i loro amici pelosi. Cani e gatti e animali da cortile compresi quelli negli ellevamenti, magari in stalle non climatizzate. Si andrà avanti così almeno fino al 6 o il 7 di agosto. E con il caldo torrido c’è da tener sotto controllo i dati che riguardano l’Ossigeno triatomico “Ozono” presente nell’aria. Non molto lavoro, per questo – almeno stando ai colleghi di Perugia – il lavoro per il pronto soccorso.

Le 5 cose da NON fare se state morendo di caldo
Piccoli gesti che sembrano dare un po’ di sollievo, in realtà, ci precipitano in un “inferno ben peggiore.

1) Bagno o doccia gelata – Inutile e, soprattutto, pericoloso: lo schock termico dato dall’immergersi nella vasca da bagno piena di acqua fresca è pericoloso. Idem la doccia “gelata”. La sensazione di “freddo”, infatti, durerebbe l’arco di pochi minuti. Poi si finirebbe per sentire ancora più caldo. Consigliato, invece, un pediluvio freddo: in questo caso un “piccolo” schock termino contribuisce ad abbassare gradualmente la temperatura del corpo.

2) Una bella birra fresca – Questo consiglio è ovviamente inutile e controproducente. L’alcol è un vasodilattatore,  crea instabilità circolatoria e quindi peggiora lo stato di benessere generale, abbassando la pressione.

3) Gelato e granite – “No” ai gelati cremosi e calorici, “sì” a una bella granita di frutta. Anche qui il motivo è chiaro: un gelato cioccolato e fiordilatte, per quanto fresco, è calorico. E le calorie producono energia, quindi calore. Allora meglio una bella granita di frutta, fresca, dissetante e poco calorica.

4) Abbracciare il ventilatore – Mettersi davanti al ventilatore, inseguendo magari la pala rotante, è quanto di più sbagliato possa farsi per stare “al fresco”. Il ventilatore è utile ma messo in stanza per far circolare aria che, più circola, più si raffredda. Sconsigliato, invece, spararselo addosso per asciugare il sudore.

5) Condizionatore “a palla” – Sconsigliato impostare a 22° il condizionatore e salutare il mondo, chiudendosi in stanza. Il problema, infatti, sarebbe ampliato non appena fuori da casa, dove invece ci sono ad attenderci 40°. Consiglio: tenere l’aria condizionata a 6-8 gradi di differenza (in meno) rispetto all’esterno. In questo caso il sollievo sarebbe comunque assicurato e lo schock “dell’uscita” sarebbe minore.

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