CANCRO AL SENO, PER LE DONNE È LA PRIMA CAUSA DI MORTE ONCOLOGICA

Lotta tumore al seno

tumore al seno(umbriajournal.com) ROMA – Il tumore al seno è la prima causa di morte oncologica per le donne. In Italia sono circa 46 mila i nuovi casi annui di carcinoma mammario, secondo gli ultimi dati forniti dall’Associazione italiana registro tumori (Airtum). Oggi, però, il cancro alla mammella fa meno paura se diagnosticato in tempo, “quello che bisogna rafforzare è quindi l’attività di screening”. Ad esserne convinto è Luca Marino, medico e direttore sanitario dei centri diagnostici Marilab di Roma.
“Ogni donna sopra i 35 anni dovrebbe fare una mammografia – prosegue l’esperto – ma siccome esiste un numero discreto di tumori che insorgono prima dei 35 anni si comincia a dire che insieme alla visita ginecologica, e all’autopalpazione del seno, sarebbe bene effettuare anche un’ecografia. La mammografia interviene successivamente, e in questo ambito Marilab è tra i pochi centri a Roma a svolgere questa indagine con un’alta professionalità. L’esame, infatti, è realizzato da specialisti che si occupano di senologia e che visitano il paziente prendendolo in carico globalmente. La mammografia- precisa Marino- diventa quindi uno strumento inserito all’interno di una visita specialista che consente al paziente di uscire dal nostro centro con una diagnosi. Se dalla visita poi risulti necessario effettuare ulteriori controlli attraverso la risonanza e l’ecografia, noi li eseguiamo nella stessa sede”.
La Risonanza Magnetica Mammaria (RMM), invece, è un esame di secondo livello. “Una metodica messa a punto di recente – chiarisce il direttore sanitario – che ha preso piede laddove la mammografia non è dirimente, perché non ci dà le informazioni necessarie per realizzare una diagnosi definitiva. Insomma, la RMM interviene quando è presente un problema legato alla composizione della ghiandola mammaria oppure con le donne che hanno le protesi”. Inoltre, “conviene fare direttamente una RMM se in famiglia ci sia già un caso di tumore al seno, così da evidenziare in maniera più precoce l’insorgenza del cancro rispetto a quanto, ad esempio, possa essere accaduto alla madre. Infine, un altra situazione da citare – precisa Marino – riguarda le pazienti già operate al seno, che eseguono i follow-up più con la risonanza che con la mammografia”
Fortunatamente, l’amministratore del Gruppo Marilab fa sapere che “l’attenzione dell’utenza sulla prevenzione sta aumentando sempre di più, proprio perché è accresciuta la consapevolezza che la medicina preventiva sia l’approccio migliore per il mantenimento dello stato di salute”. Purtroppo, “a causa della crisi – prosegue – molte persone rimandano i controlli. Così il Gruppo Marilab, per andare incontro alle esigenze della popolazione, propone dei ‘mini check-up’ suddivisi per patologie, organi e funzioni, con particolare attenzione sulle aree a maggiore rischio mortalità (ginecologia, urologia, cardiologia). Si tratta di un esperimento pilota – conclude Marino – che è partito quest’anno presso il centro di Ostia in via Zambrini, dove in soli due mesi sono stati effettuati già 40 mini check-up”.

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