Asma bronchiale, un convegno il 3 e il 4 giugno

asma1I medici della S.C. di Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, in unione con l’Associazione Italiana Pneumologi ospedalieri (AIPO), sezione regionale dell’Umbria, organizzano un incontro formativo nei giorni 3 e 4 giugno (accreditato ECM per la figura del medico chirurgo, specialista e MMG) dal titolo “Asma bronchiale: nuove frontiere della diagnosi e terapia”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del congresso regionale AIPO Umbria, che si svolgerà nelle Aule della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università di Perugia.

“L’argomento- asma bronchiale, è estremamente attuale oltre che patologia importante per la sanità pubblica: le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano a tutt’oggi la terza causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori- sottolinea il Dr Stefano Baglioni- L’asma bronchiale e le broncopneumopatie croniche in generale , rappresentano una delle cause più frequenti di visite presso l’ambulatorio del medico di famiglia, di visite specialistiche, ma anche di accessi al Pronto Soccorso e, di conseguenza, di ricoveri ospedalieri. La prevalenza della BPCO e dell’asma in Umbria è tra le più alte in Italia: dai dati ISTAT 2008 le persone che dichiarano di essere affette da BPCO e asma in Umbria, sono rispettivamente 7 e 4,8 su 100 (tassi standardizzati) contro una media italiana di 6 e 4 rispettivamente.

In particolare, per l’asma bronchiale i costi sanitari diretti ed indiretti si mantengono alti sia in Italia che nei Paesi occidentali; ciò sembra essere imputabile a due fattori: l’uso improprio dei mezzi diagnostici e il mancato controllo della malattia. Solo una minoranza dei pazienti asmatici, infatti, viene cogestita da MMG e specialista pneumologo, con rigoroso monitoraggio, applicazione delle linee guida, controllo della le complicanze, adeguata educazione del paziente. Un sottogruppo di pazienti con asma, inoltre, presenta una malattia scarsamente controllata, nonostante utilizzo della terapia antiasmatica in modo appropriato e massimale, con frequente necessità di impiego di steroidi per os. Questi pazienti, per definizione, risultano affetti da asma grave o refrattario.

Pur essendo una minoranza rispetto al totale dei pazienti con asma (5-10%), richiedono un grosso impegno di risorse e sono ad alto rischio di crisi asmatiche fatali. Negli ultimi anni sono a disposizione nuove terapie per l’asma, in particolare per i pazienti più gravi, che includono le terapie biologiche, come l’anti IgE Omalizumab, già disponibile per l’utilizzo clinico o gli anti IL-5 (es. Mepolizumab) in fase avanzata di sperimentazione; un altro trattamento emergente, che interessa i pazienti più gravi, è la termoplastica bronchiale, una recente applicazione della broncoscopia. Il congresso si pone l’obiettivo di un inquadramento aggiornato sulla diagnosi dell’asma e di mostrare le novità nel trattamento, oltre che verificare la possibilità di migliorare l’integrazione tra specialista e medico di medicina generale, in collaborazione con il paziente, e tra strutture territoriali ed ospedaliere, con la finalità di una maggiore appropriatezza diagnostico-terapeutica e, in definitiva, di un miglior controllo della malattia asmatica.

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