Asino chi non legge? Riconoscere e gestire i disturbi specifici di apprendimento

Copertina(umbriajournal) PERUGIA – Asino chi non legge? Riconoscere e gestire i disturbi specifici di apprendimento è il volume ̶ edito da Pearson, nella Collana Eklectica ̶ che tratta il tema della dislessia e dei disturbi specifici dell’apprendimento, DSA. Il libro è stato realizzato da Stefano Federici, professore associato di Psicologia Generale all’Università degli Studi di Perugia, Valerio Corsi, psicologo, neuropsicologo dello sviluppo e Marina Locatelli, direttore del Centro FARE, Centro specialistico per l’apprendimento di Perugia accreditato con il SSN. Asino chi non legge? si rivolge in primis ai genitori e agli insegnanti ma ha al suo interno anche dei capitoli per il personale clinico (psicologi, neuropsicologi, logopedisti, neuropsichiatri infantili). Realizzato a più mani e con la preziosa collaborazione di Cristina Gaggioli, pedagogista; Moreno Marazzi, neuropsicologo e Davide Filippi, psicologo clinico, tutti dello staff del Centro FARE, il libro vuole essere una guida pratica con utili indicazioni, casi concreti, suggerimenti, presentazione di strategie di intervento, opportunità e azioni da intraprendere. Con un linguaggio semplice e alla portata di tutti Asino chi non legge? vuole sfatare i pregiudizi sulla dislessia guidando genitori, insegnanti e chiunque sia coinvolto o interessato a capire meglio la dislessia e, in genere, i disturbi specifici dell’apprendimento. Il libro ̶ in otto capitoli, ognuno dedicato ad un tema e ad un aspetto specifico ̶ intende documentare la situazione attuale, le opportunità e le azioni possibili nei vari territori nazionali e nei diversi tempi di vita percorsi e vissuti dalle persone dislessiche o, più appropriatamente, da quelle con disturbi specifici di apprendimento. Il volume descrive l’approccio integrato e il metodo inclusivo rispetto ai diversi soggetti coinvolti (la rete: famiglia, scuola, servizi, associazionismo e centri privati) e prende ad esempio, descrivendone il modello virtuoso, il Centro FARE, centro specialistico sull’apprendimento e sulla dislessia. Tra i centri d’eccellenza in Italia, il Centro Fare, nel corso della sua pluriennale esperienza, ha elaborato e continua a progettare, metodi e approcci multidisciplinari e integrati con la presa in carico totale dei ragazzi in un approccio il più possibile partecipato, dove la famiglia e la scuola sono al centro del sistema di lavoro. Un lavoro portato avanti dal 2008 con una equipe multidisciplinare e con dei risultati molto positivi. Quante volte abbiamo sentito ripetere il proverbio “Chi non legge la sua scrittura è un asino di natura”? Questo proverbio coglie a fondo un pregiudizio diffuso nei confronti di una persona dislessica che, siccome non legge bene o, addirittura, non legge ciò che scrive, allora è uno stupido. I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) costituiscono, oggi, una realtà difficilmente ignorabile. La loro diffusione, riscontrata in ambito scolastico, ha richiamato l’attenzione di genitori, insegnanti, psicologi, neuropsicologi e logopedisti sempre più impegnati nella ricerca di strategie educative e terapeutiche volte al contenimento del disagio personale e sociale che la presenza di un DSA comporta nella qualità di vita di una persona. Nei capitoli dedicati ai genitori vengono presentati alcuni di questi comportamenti “inadeguati tipici”, facendo riferimento anche a casi clinici. Si guida il genitore a osservare in modo partecipato e competente il comportamento del proprio figlio e ad attivare tutti quei supporti necessari per il recupero delle competenze attese per ogni fase di crescita. Il fine è di favorire, qualora necessario, un intervento preventivo che possa minimizzare l’impatto che un disturbo dello sviluppo avrebbe sull’apprendimento scolastico. Vengono fornite indicazioni sia su come il genitore possa rapportarsi al bambino non colpevolizzandolo per le difficoltà, confondendole con una mancanza di impegno scolastico, disobbedienza, sciatteria, ecc., sia su dove e a chi rivolgersi. Un capitolo è, invece, dedicato ai genitori di bambini che hanno già ricevuto una diagnosi di DSA, e ad aiutali a capire quando dovranno affidarsi alla terapia e quanto e cosa potranno richiedere dalla scuola. Tra i più piccoli è fondamentale un intervento terapeutico mirato, specifico e il più precoce possibile per approfittare del periodo sensibile di apprendimento del bambino stesso. Ciò consentirà una maggiore efficacia della terapia per un recupero delle capacità di letto-scrittura. Il capitolo quarto è rivolto agli insegnanti (della scuola d’infanzia e dei successivi ordini e gradi) e fornisce sia indicazioni per riconoscere comportamenti e difficoltà di apprendimento indicativi di un possibile disturbo, che strumenti per riconoscere disturbi specifici e suggerimenti per interventi didattico-educativi personalizzati. Viene sottolineato il ruolo di stretta collaborazione dell’insegnante e della scuola con l’intervento terapeutico specifico per favorire quel dialogo tra i diversi operatori di supporto al bambino. Nel capitolo quarto vengono anche indicate le tecniche e gli strumenti compensativi adatti allo studio degli alunni più grandi. Asino chi non legge? si sofferma, inoltre, sui disturbi specifici di apprendimento negli adulti, fornendo indicazioni per riconoscere la dislessia. Ripercorrendo i fallimenti che spesso hanno accompagnato la carriera scolastica di una persona vengono indicati i modi in cui è possibile arrivare ad una diagnosi di dislessia in età adulta e gli eventuali strumenti compensativi per gestire e far emergere al meglio le proprie competenze. Il libro presenta anche le strutture a cui rivolgersi per una valutazione dei DSA, spiega il funzionamento di un Centro accreditato per DSA, il processo di valutazione del disturbo, i tipi di intervento, il sostegno all’ambiente familiare, il rapporto con l’istituzione scolastica e la valutazione di tecnologie assistive e compensative, di ausili, giochi e supporti per facilitare l’apprendimento e la compensazione del disturbo. Nel volume, infine, si parla anche delle possibilità di arricchimento delle conoscenze che si aprono una volta che ci si avvale della tecnologia compensativa, superando le penalizzazioni legate alla DSA.

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