Angiografia, OCT: una tecnica diagnostica rivoluzionaria

La Clinica Oculistica dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, è dotata di uno dei più moderni e performanti angiografia-OCT, l’OCT2 di Heidelberg Engineering

Angiografia, OCT: una tecnica diagnostica rivoluzionaria

La Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Perugia organizza il prossimo 23 Aprile 2016 il primo Macular Imaging and Therapies Symposium, che si terrà a Perugia, presso la Scuola Interdipartimentale di Medicina.

Questo corso comprenderà un giorno intero di relazioni tenute da esperti nazionali ed internazionali, incentrate sui recenti progressi nell’ambito diagnostico e terapeutico delle malattie maculare retinico.

Il Panel di fama mondiale avrà lo scopo di familiarizzare i partecipanti con le più recenti tecnologie e istruire gli stessi nella applicazione di questi sistemi avanzati nell’ambito della comune pratica clinica.

Il congresso si incentrerà su alcune fra le più importanti malattie della retina: la degenerazione maculare legata all’età, la maculopatia diabetica e gli esiti maculari delle patologie occlusive retiniche che sono causa di severa compromissione visiva in larga parte della popolazione generale. Una pronta diagnosi strumentale e un tempestivo trattamento permettono non soltanto di limitarne l’evoluzione, ma anche un sostanziale mantenimento funzionale, che si traduce nella conservazione della funzionalità visiva, indicatore fondamentale di qualità di vita.

La settimana scorsa è stato installata, e visitato il primo paziente, una rivoluzionaria apparecchiatura: angiografia-OCT di Heidelberg Engineering. Questa strumentazione è la prima in Italia installata da questa azienda che è leader mondiale nella produzione di tali apparecchiature.

Il congresso è l’occasione per presentare questa nuova strumentazione: l’angiografia-OCT è una rivoluzionaria tecnica angiografica, che utilizza OCT di ultima generazione per mostrare il circolo vascolare retinico e coroideale.

Essa utilizza come “mezzo di contrasto” il fisiologico flusso del sangue all’interno dei vasi, evitando pertanto l’infusione endovenosa di colorante o mezzo di contrasto. Si tratta pertanto di una metodica assolutamente non invasiva, che può essere utilizzata anche in caso di gravi patologie cardiache, renali o epatiche e persino in gravidanza, senza alcun pericolo per la gestante o per il nascituro.

La risoluzione dell’Angiografia-OCT è inoltre molto maggiore rispetto all’angiografia convenzionale: permette infatti di distinguere in maniera estremamente dettagliata non solo il complesso vascolare retinico o coroideale, ma anche le loro anomalie e l’eventuale presenza di tessuto vascolare, dove normalmente assente, come in caso di degenerazione maculare senile di tipo essudativo.

Quindi la metodica può essere impiegata nella gran parte delle malattie degenerative della macula, che sono nei paesi industrializzata responsabili di gran parte dei problemi visivi nelle persone anziane. Per avere una idea della importanza di questo gruppo di malattie si deve considerare che nella Clinica Oculistica di Perugia, diretta dal Professor.

Carlo Cagini, ogni anno vengono eseguiti oltre 4500 tomografie a coerenza ottica (OCT) e circa 1600 trattamenti iniettivi intravitreali. Questa nuova strumentazione potrà permettere una diagnosi più precoce, un più attento follow-up e una terapia più adeguata e tempestiva.

Malattie che si potranno gestire in maniera più adeguata. L’Angiografia-OCT è utile soprattutto nelle malattie vascolari maculari e retiniche quali degenerazioni maculari essudative e atrofiche, trombosi venose ed occlusioni arteriose retiniche, retinopatie diabetiche, corioretinopatie sierose centrali e maculopatie miopiche.

La degenerazione maculare legata all’età (AMD o DMLE) è attualmente considerata la prima causa di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza in assoluto. Indicativamente il 5% della cecità mondiale è dovuto all’AMD, una percentuale che sale al 41% nei Paesi ocidentali.

Si prevede che nel 2020 circa 196 milioni di persone saranno colpite da degenerazione maculare legata all’età, una cifra che probabilmente è destinata a crescere all’aumentare dell’invecchiamento demografico mondiale (soprattutto nei Paesi di maggior benessere). In Italia si calcola che siano affette da AMD circa un milione di persone.

In un recente studio epidemiologico, condotto sul territorio italiano è risultato che segni di degenerazione maculare legata all’età sono riscontrabili in oltre il 50% della popolazione al di sopra dei 60 anni ed i dati in Umbria sono in linea con la media nazionale.

Dagli anni sessanta in poi la fluorangiografia e l’angiografia al verde d’indocianina hanno permesso di studiare le differenti patologie retiniche e coroideali grazie all’iniezione endovena di una sostanza fluorescente: queste metodiche, seppur invasive, rappresentano ancor oggi un momento imprescindibile al momento della diagnosi di una data condizione patologica retinica.

L’introduzione della tomografia a coerenza ottica (OCT), nei primi anni duemila, ha letteralmente rivoluzionato l’approccio diagnostico e la decisione terapeutica relative a un elevato numero di malattie retiniche e maculari.

L’OCT mediante una ricostruzione tomografica permette l’identificazione dei diversi strati retinici, dei loro rapporti anatomici e dell’eventuale disorganizzazione in caso di patologia, in maniera non troppo dissimile dai tipici reperti istologici.

Tutto ciò, negli anni è divenuto il “gold-standard” nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica, specie in era di terapie iniettive intravitreali.

Tutto ciò si traduce in un ulteriore incremento delle potenzialità diagnostiche, in una riduzione dell’invasività delle procedure ed in un abbattimento dei costi relativi a mezzi di contrasto e ad assistenza infermieristica o anestesiologica.

La Clinica Oculistica dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, è dotata di uno dei più moderni e performanti angiografia-OCT, l’OCT2 di Heidelberg Engineering, che permette l’esecuzione, con un solo apparato, di nuovi esami tomografici e angiografici, con e senza l’infusione di colorante, mantenendo contemporaneamente accessibili e confrontabili, tutte le precedenti valutazioni di ciascun paziente, ottenute in anni di monitoraggio clinico e terapeutico.

Angiografia

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