ALI DI VELA CONTRO IL CANCRO, PRESENTATO IL LIBRO DI SIMONETTA REGNI

fotoAUCC(UJ.com3.0) PERUGIA – E’ stato presentato questa mattina, nella sede dell’Associazione Umbra per la lotta contro il cancro (AUCC), il libro “Ali di Vela” della psiconcologa Simonetta Regni. Primo numero della collana “Quaderni del Volontariato 2013”, edita dal Cesvol Perugia, il testo afferma il valore terapeutico della barca a vela per i malati oncologici e fornisce il resoconto dell’omonimo progetto, realizzato lo scorso anno dall’AUCC in collaborazione con il Centro Velico Caprera. L’iniziativa, che ha dato risultati terapeutici superiori alle aspettative, sarà replicata dall’11 al 18 maggio e coinvolgerà 18 persone fra malati, volontari e istruttori di vela.

“Mi è bastato guardare i visi dei partecipanti alla partenza e al ritorno per capire che l’esperienza a Caprera è stata vincente”, ha detto il Presidente dell’AUCC Giuseppe Caforio. “Proporre e fare – ha ricordato – è il motto della nostra Associazione. Siamo, infatti, convinti che il cancro vada affrontato su più campi (a partire da quello scientifico) e combattuto insieme”. L’importanza di “navigare insieme sul mare della vita” è stata ribadita dal Presidente del Cesvol Perugia Luigi Lanna. “L’attenzione, l’accompagnamento, la concreta solidarietà dei Volontari – ha detto – nascono sempre dalla passione e dalla compassione, cioè dalla capacità di partecipare emotivamente alle vicissitudini dell’altro”.

Il peso dello stile di vita e del modo di reagire alla malattia sono stati confermati da Lucio Crinò, Primario S.C OncologiaMedica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. “Le caratteristiche individuali giocano un ruolo fondamentale”, ha affermato. “Il termine cancro – ha spiegato – indica 280 malattie diverse fra loro e ogni singolo tumore presenta una diversa biologia molecolare”.

La valenza terapeutica del progetto è stata sottolineata dall’autrice, la psiconcologa Simonetta Regni. “Agli indiscutibili benefici del contatto con la natura ed in particolare con l’acqua (elemento primordiale di vita e di rinascita), si è aggiunto il valore simbolico della navigazione”, ha sottolineato. “Imparare a navigare, a governare una barca simbolicamente significa riprendere in mano la gestione della propria vita,gestire il timone della propria esistenza”.

“L’idea di proporre un’esperienza in barca a vela ai malati oncologici – ha detto Beatrice Ravazzoni del Centro Velico Caprera, mi è venuta dopo un’analoga esperienza fatta con persone con disabilità”. “L’equipaggio – ha precisato – è un unico organo composto da tante membra, la vittoria di uno è la vittoria di tutti e, a bordo, non c’è spazio per discriminazioni”.

Quest’anno, per misurare i positivi effetti del senso di comunanza che nasce dallo stare “tutti sulla stessa barca”, verranno somministrati degli appositi test ai pazientioncologici che parteciperanno al progetto.

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