Aprile, mese prevenzione Ictus Cerebrale

ICTUS(UJ.com3.0) PERUGIA – Aprile è il mese della Prevenzione dell’Ictus Cerebrale. In questo mese le quasi 70 Associazioni che fanno riferimento alla Federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus(Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) organizzano in diverse piazze ed ospedali italianiiniziative di prevenzione, di sensibilizzazione e di informazione su questa patologia, grave e disabilitante. L’evento umbro per la giornata di prevenzione dell’ictus cerebrale promosso da A.L.I.Ce. Umbria prevede due appuntamenti a Città della Pievesabato 20 Aprile.

·         Piazza Gramsci, dalle ore 10;00 alle ore 12;30. Medici neurologi e volontari incontrano i cittadini per promuovere una cultura dell’informazione e della prevenzione. E’ infatti previsto uno screening per la valutazione del rischio ictus attraverso gli esami di colesterolo e glicemiamisurazione della pressione ed esame ecodoppler carotideo.

·         La Rocca – Piazza Matteotti, ore 16;30. Indetta l’assemblea annuale con la presenza del Presidente Nazionale di A.L.I.Ce., l’Ingegnere Paolo Binelli.

“Nel nostro Paese si verificano oltre 200.000 casi di Ictus ogni anno e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze invalidanti. Nonostante ciò, secondo la recente indagine realizzata da A.L.I.Ce. Italia Onlus in collaborazione con il Censis e con l’Università degli Studi di Firenze, ben oltre il 50% degli italiani afferma di non conoscerlo e di ignorarne le possibilità di cura disponibili – sottolinea Paolo Binelli, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus.

L’Ictus non solo si può curarema si può prevenire nell’80% dei casi seguendo adeguati stili di vita: un’alimentazione sana come prevede la dieta mediterranea, il controllo della pressione arteriosa e della fibrillazione atriale e l’astensione dal fumo.

“L’Ictus non è però soltanto una malattia dell’anziano (negli anziani di 85 anni ed oltre l’incidenza dell’Ictus è di oltre il 30%) come comunemente si crede – aggiunge il Prof. Carlo Gandolfo, Professore Ordinario di Neurologia all’Università degli Studi di Genova. Circa 10.000 casi, ogni anno, riguardano infatti soggetti di età inferiore ai 54 anni. L’incidenza dell’Ictus nei giovani cresce di anno in anno”. Lo dimostra uno studio pubblicato da Neurologynegli ultimi 20 anni, la percentuale di persone tra i 20 ed i 54 anni, colpite da questa patologia, ha subito un incremento dal 13% al 19%.

L’ictus giovanile è la malattia neurologica più frequente dopo il trauma cranico; ad alcuni fattori di rischio “tradizionali” come ipertensione, fumo ed aumento del colesterolo, ne va aggiunto uno nuovo,l’uso di droghe, dalle anfetamine alla cocaina, aumentato di 10 volte dal 1994 al 2005.

In diverse migliaia di casi si potrebbero azzerare o ridurre drasticamente gli effetti invalidanti dell’ictus con delle cure adeguate prestate nelle primissime ore dall’inizio dei sintomi. “Fondamentale a questo scopo – sottolinea il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze –  è il trattamento trombolitico, che, se effettuato entro le 4/5 ore dall’inizio dei sintomi in un’Unità Emergenza Ictus (Stroke Unit), permette a circa un terzo delle persone, colpite da Ictus ischemico, di rientrare, nel giro di pochi giorni, alle proprie abitazioni, completamente guarite, mentre un altro  50% è in grado di tornare a casa in buone condizioni funzionali”. Lo stesso vale per i pazienti colpiti da ictus emorragico per i quali il trattamento presso strutture dedicate e da personale specificamente addestrato può fare la differenza fra la vita e la morte.

 

“Purtroppo le Stroke Unit nel nostro Paese non sono ancora diffuse in maniera capillare, come dovrebbero. Su un totale stimato di oltre 350, ne risultano operative meno di 160, concentrate principalmente nel Nord Italia: nel Meridione si muore più di Ictus Cerebrale che di infarto del miocardio proprio perché le Unità di Emergenza Ictus sono quasi assenti” denuncia Paolo Binelli.

 

Una delle cause principali dell’ictus è la Fibrillazione Atriale, anomalia del ritmo cardiaco più comune al mondo, che colpisce oltre il 20% di persone ultrasessantacinquenni.  “La Fibrillazione Atriale – sottolinea la Professoressa Maria Luisa Sacchetti, Presidente Onorario di A.L.I.Ce. Italia Onlus– è causa di circa 40.000 Ictus l’anno nel nostro Paese, ma con una diagnosi precoce ed una cura appropriata si potrebbero evitare ben 3 Ictus su 4, pari a 30.000 casi.” Nel mondo sono oggi disponibili farmaci innovativi per la cura della Fibrillazione Atriale che, per motivi soprattutto burocratici, non sono però ancora disponibili in Italia.

 

A.L.I.Ce. Italia Onlus è una Federazione di 20 Associazioni regionali di volontariato che ha tra i propri obiettivi statutari: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitarel’informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza uniformi ed omogenei.

 

A.L.I.Ce. Italia Onlus è, inoltre, membro della World Stroke Organization (WSO) e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus di 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione.

L’elenco delle iniziative previste sarà inserito sul sito www.aliceitalia.org

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