Venerdì Santo, monsignor Piemontese: “Gesù sulla croce…ha pagato per tutti noi”

Tanta gente, famiglie, giovani, gruppi parrocchiali e di stranieri, hanno partecipato venerdì sera alla processione del Cristo morto guidata dal vescovo Giuseppe Piemontese. La processione aux flambeaux con la statua del Cristo morto e della Madonna addolorata, partita dalla chiesa di San Francesco, si è snodata lungo le vie centrali della città, passando per piazza della Repubblica dove c’è stata la sosta con la lettura del vangelo e la meditazione del vescovo, per proseguire poi fino alla Cattedrale.

«Gesù morto e la vergine Maria hanno attraversato le vie della nostra città fino a giungere nel luogo sede e simbolo della res pubblica, della politica quale promozione del bene comune dei cittadini da parte di altri cittadini, pubblici amministratori – ha detto il vescovo Piemontese -.

In questo luogo non possiamo non collegare la passione di Cristo con la passione degli abitanti della nostra città: la malattia, la sofferenza e la solitudine di tanti uomini e donne, le tante ingiustizie che accomunano la nostra città a tante città dell’Italia e del mondo, in una triste solidarietà globalizzata. La crisi economica, l’umiliazione della disoccupazione, i giovani senza futuro di ideali e di speranze, le tante vite spezzate dalla cultura della morte, la droga, la spericolatezza degli incidenti d’auto, l’usura, l’aborto, violenze varie; le ferite recenti che ci hanno colpito nel vivo: la morte violenta di David Raggi e della signora Gabriella Zilli.

Gesù sulla croce non ha imprecato, invocato o minacciato vendetta, si è addossato le nostre colpe e ha pagato per tutti noi, offrendoci il suo amore, perdono dei peccati, esempio di servizio totale condito dal perdono del suo amore fino alla fine. Una vita ordinata, attenta alla preminenza dei valori e soprattutto alla centralità dell’uomo, con lo stile della magnanimità e dell’amore cristiano per ogni nostro simile che in Cristo è fratello può essere la risposta feconda all’amore di Cristo. Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile perché il signor e illumini il loro cuore e la loro mente a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace».

La conclusione nella Cattedrale di Terni dove è stato letto il brano evangelico della passione di Cristo e una preghiera di san Francesco sulla morte e resurrezione di Gesù.

«A volte pensando agli eventi della passione del Signore siano tentati di riconoscere in questo o quello i responsabili della morte di Gesù – ha detto il vescovo nella sua riflessione -. Ma sono stati i nostri peccati, i nostri comportamenti sbagliati a volte fatti con cattiveria altre volte con superficialità a provocare la morte di Gesù. Ma nel sangue versato di Gesù c’è anche la nostra vita, il perdono, la misericordia. Vogliamo volgere lo sguardo a Maria addolorata colei che nel silenzio, nella contemplazione e nell’adorazione ha atteso la resurrezione di Gesù. Vogliamo avere questa sera un pensiero per le madri che hanno perso i figli o che non vedono i figli ancora realizzati, o dagli ideali smorzati o a volte lontani dalla fede. Affidiamo a Maria quelle madri che hanno rifiutato i figli concepiti, perché ritrovino conforto e perdono nel sangue di Cristo, accompagnate da Maria santissima addolorata».

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