Tg1 Dialogo – Le tre grandi religioni monoteiste

PADRE ENZO FORTUNATO
PADRE ENZO FORTUNATO

(UJ.com3.0) ROMA – Il processo di formazione comune alle religioni monoteistiche è consistito in un passaggio dal politeismo al monoteismo, configuratosi non come evoluzione dalla prima alla seconda forma, bensì come negazione del politeismo. Nell’ebraismo, Yahwèh non è inizialmente che un dio della stirpe ebraica, la cui esistenza non esclude in linea di principio quella delle altre divinità semitiche: il problema del rapporto tra Yahwèh e queste altre divinità si pone in modo particolare dal momento in cui il popolo d’Israele si costituisce in Stato e viene risolto in senso monoteistico soprattutto per opera del movimento profetico, che porta a una rigorosa esclusione del politeismo. Nel Deuteroisaia si ritrova la prima e più chiara espressione del monoteismo d’Israele: “Prima di me non è esistito alcun dio, e dopo di me non esisterà alcun altro: io solo sono Dio, e all’infuori di me non vi è salvatore” (Isaia 43,10/11). Il cristianesimo, che trae la propria forma monoteistica dall’ebraismo, ha assunto all’origine dalla predicazione missionaria giudaica il tema del monoteismo per la propria predicazione tra i gentili e dunque per la polemica antipoliteistica: in sé, il cristianesimo può definirsi comunque una religione originariamente monoteistica.

Il monoteismo islamico, analogamente a quello ebraico (con il quale si trova in un rapporto di dipendenza culturale, mediato da infiltrazioni giudaiche e cristiane nella penisola Araba e quindi dall’opera personale di Maometto), si è affermato sulla base di una violenta polemica contro il politeismo e l’idolatria: tali erano le forme religiose diffuse fra le tribù arabe sino al sec. VII. Allāh aveva un posto di rilievo (insieme con la divinità femminile Allāt) fra le divinità locali e tribali degli Arabi, ma non un posto esclusivo: con la negazione del politeismo diviene “il Dio unico, il Dio eterno, che non genera e non viene generato, e non ha eguali” (Corano, sura 112). Con la negazione del politeismo diffuso nell’antica Persia prima della riforma religiosa di Zarathustra si è altresì affermato il monoteismo del mazdeismo, che costituisce d’altra parte un problema particolare nell’ambito della storia delle religioni monoteistiche per la sua struttura originariamente dualistica.

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