Terremoto in Nepal: anche la Caritas perugino-pievese aderisce alla colletta nazionale

«Siamo fiduciosi di poter contare ancora una volta sulla solidarietà-generosità di tanti fedeli e uomini e donne di buona volontà della nostra comunità diocesana dinanzi ad una sconvolgente calamità naturale, quale è stato il gravissimo terremoto in Nepal dello scorso 25 aprile, che ha causato la morte di oltre 7.000 persone. Un sisma che non dà tregua, facendo tremare a lungo la terra come è accaduto nella nostra Umbria tra il 1997 e il 1998, anche se le due calamità non sono paragonabili». Così la direttrice della Caritas di Perugia-Città della Pieve Daniela Monni nell’annunciare l’adesione dell’organismo pastorale diocesano da lei diretto all’iniziativa della Colletta nazionale a favore della popolazione del Nepal promossa dalla Presidenza della Cei, a nome dei vescovi italiani, in calendario, in tutte le Chiese italiane, domenica 17 maggio, Ascensione di Nostro Signore. «Non è la prima volta che ci mobilitiamo per non fare mancare la nostra vicinanza spirituale e materiale a quanti sono messi a dura prova, sconvolti per la perdita dei loro cari e delle loro abitazioni – commenta Daniela Monni –. Dinanzi a tanto dolore e sofferenza non possiamo restare inermi, pur nella consapevolezza che viviamo a casa nostra difficili situazioni, soprattutto a livello familiare, a causa della crisi in atto. L’aiuto che giungerà dalla nostra comunità diocesana, in particolare da coloro che sono in difficoltà, sarà “doppio” per chi lo riceverà, perché è di gente che conosce la sofferenza umana e materiale e le relative privazioni. La solidarietà-generosità della nostra comunità diocesana l’abbiamo sperimentata lo scorso anno con un significativo incremento di offerte di privati cittadini e di parrocchie per gli interventi della Caritas diocesana a favore di singoli e interi nuclei familiari in serie necessità economiche».
La Caritas perugino-pievese, che accoglie l’invito della Caritas italiana a preparare la Colletta di domenica prossima, trasferirà integralmente il “frutto” della raccolta di offerte, entro un mese alla stessa Caritas italiana impegnata a sostenere gli aiuti attivati dalla rete internazionale Caritas.
Da evidenziare che la Caritas italiana è presente in Nepal ed è sostenuta negli interventi da Caritas India e da tutta la rete internazionale. Dopo essersi concentrati sugli aiuti agli sfollati nella capitale, da giorni dei team Caritas hanno raggiunto le zone più periferiche. Le priorità restano cibo, acqua e riparo. Si sta cercando di fornire anche un sostegno psicosociale. Finora sono state raggiunte circa 4.000 famiglie. Sono state già distribuite 10.000 tende e 3.000 teloni cerati. Caritas Nepal ha lanciato un piano di intervento organico in favore di 20.000 famiglie (circa 100.000 persone) per i prossimi due mesi, con un costo di oltre 2,5 milioni di euro. Il piano prevede la distribuzione di kit sia per alloggi temporanei (teloni, corde, materassini, coperte) che di materiale igienico-sanitario e di generi non alimentari di prima necessità (lampade a energia solare, pentole e utensili da cucina; pastiglie per la potabilizzazione dell‘acqua). L‘intervento è rivolto alle famiglie le cui abitazioni sono crollate o gravemente danneggiate, con priorità per i soggetti più vulnerabili: donne capofamiglia, minori non accompagnati e disabili. Caritas Nepal prevede un accompagnamento e attività di formazione nell‘utilizzo dei materiali forniti, oltre che un monitoraggio successivo, anche al fine di prevenire abusi e sfruttamento soprattutto nei casi di maggiore vulnerabilità. Si sta predisponendo la raccolta dei bisogni per la fornitura di sostegno psicosociale e per l‘impostazione di un successivo piano di ricostruzione e riattivazione socio-economica.
«Mentre continua a salire il numero dei morti – ha detto mons. Luigi Bressan, presidente di Caritas italiana – vogliamo come Chiesa italiana far sentire la nostra vicinanza alla popolazione del Nepal, nella preghiera e nella solidarietà concreta. Come in ogni emergenza è altrettanto importante una pianificazione degli aiuti per rispondere in modo mirato alle esigenze delle famiglie colpite. Sono certo che anche questa volta ci sarà una risposta generosa del popolo italiano».

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