Seconda fase di uno “Studio ecumenico della Bibbia”

centro ecumenico ed umniversitario san martino in perugia(UJ.com3.0) PERUGIA – Tre incontri serali aperti a tutti e gratuiti dedicati allo “Studio ecumenico della Bibbia” in programma il 18 aprile, il 2 e il 16 maggio, alle ore 21, presso la sede del Centro ecumenico ed universitario “San Martino” in Perugia (via del Verzaro, 23), sono il frutto della collaborazione tra la Chiesa cattolica e la Chiesa valdese del capoluogo umbro giunta alla sua seconda fase dedicata allo studio di alcuni testi del Libro dell’Apocalisse. «Si tratta di una proficua iniziativa – commenta mons. Elio Bromuri, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e coordinatore del Centro “San Martino” – che si inquadra molto bene nel periodo liturgico pasquale che prevede nella Liturgia delle Ore, dall’inizio della Seconda settimana alla fine della Quinta settimana, la lettura dell’Apocalisse».

L’iniziativa delle due Chiese ha visto una prima fase nei mesi di novembre e dicembre 2012 guidata dal pastore valdese Ermanno Genre; mentre la seconda fase (aprile-maggio 2013) sarà guidata dalla cattolica Annarita Caponera, docente di ecumenismo e dialogo interreligioso presso l’Istituto Teologico di Assisi (ITA).

«Si vuole così continuare un’esperienza fruttuosa di dialogo interconfessionale – spiega la prof.ssa Caponera – in cui la Bibbia resta il “luogo” più efficace per l’incontro tra i cristiani per sperimentare concretamente quanto dice il n. 21 del decreto del Concilio Vaticano II sull’ecumenismo Unitatis Redintegratio, in cui la Sacra Scrittura è definita come “un eccellente strumento nella potente mano di Dio per il raggiungimento di quella unità che il Salvatore offre a tutti gli uomini”. L’ascolto sincronico e diacronico della Bibbia, in un contesto ecumenico, rivela la ricchezza del patrimonio spirituale delle diverse tradizioni. La ricchezza di questo ascolto comune giova alla crescita spirituale di tutti, rende più audaci nel far maturare la comunione già esistente, allontana dalla tentazione di vivere la propria identità in maniera autosufficiente e spinge quindi a non ripiegarsi su se stessi».

«Essendo la Bibbia la base comune della regola della fede – prosegue la docente –, si comprende facilmente come mai l’incontro con la Bibbia ha un’importanza decisiva nel dialogo ecumenico, quale punto d’incontro tra le Chiese e comunità ecclesiali. Ciò comporta, per tutti i cristiani, un pressante appello a rileggere i testi ispirati, nella docilità allo Spirito Santo, nella carità, nella sincerità e nell’umiltà, a meditare questi testi e a viverli, in modo da giungere alla conversione del cuore e alla santità di vita, che, insieme alla preghiera per l’unità dei cristiani, sono l’anima di tutto il movimento ecumenico».

«La collaborazione ecumenica per favorire la conoscenza del testo sacro e la preghiera con esso, oltre a rafforzare il legame di unità già esistente – conclude Annarita Caponera –, costituisce una forma importante di servizio comune e di comune testimonianza nella Chiesa e per il mondo». Ai partecipanti ai tre incontri è chiesto di portare con sé la propria Bibbia e al termine dell’esposizione dei singoli testi neotestamentari (che non supererà i 45 minuti), vi sarà uno spazio adeguato per la discussione.

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