Proseguono gli eventi in ricordo del Servo di Dio Vittorio Trancanelli

TRANCANELLI LIBRO(UJ.com3.0) PERUGIA – In attesa della conclusione ufficiale (in programma il 23 giugno 2013) del processo diocesano super vita et virtutibus ac fama sanctitatis del medico chirurgo Vittorio Trancanelli (1944-1998), l’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve ha promosso alcuni importanti eventi in suo ricordo. Il prossimo in calendario è la presentazione della biografia di Trancanelli dal titolo “L’amore di Dio in sala operatoria e nella vita” (editore Velar-Elledici, Bergamo 2013, pp. 95, euro 10,00) scritta dal dott. Enrico Solinas, postulatore della causa di canonizzazione, insieme alla signora Rosalia Sabatini Trancanelli.

La presentazione si terrà venerdì 3 maggio, alle ore 16, nella Cappella dell’Ospedale regionale “Santa Maria della Misericordia” in Perugia. La scelta del luogo dove presentare questa biografia non è casuale, come spiega lo stesso autore: «l’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” è dove vi ha lavorato prima e poi vi è stato degente il Servo di Dio e ciò per dare modo soprattutto agli ammalati di parteciparvi, ai quali Vittorio ha dedicato la sua vita insieme alla famiglia e ai più bisognosi». Ma la particolarità di questa biografia, rileva Solinas nel definirla «un caso unico», è quella di avere in se il “cuore di Vittorio” testimoniato dalle parole della moglie. Questo è assai raro nelle cause di canonizzazione che vedono mogli o marito spesso già deceduti (un altro caso simile può essere quello di santa Gianna Beretta Molla)».

Saranno presenti numerosi operatori sanitari ed interverranno l’autore, la moglie di Trancanelli e l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti. Quest’ultimo ha scritto nella postfazione che «dopo aver letto queste pagine continuo a domandarmi: perché, oggi, ci sono pochi santi? Più si parla della santità come meta e più la strada che porta ad essa è sempre meno frequentata. E’ la strada della spiritualità evangelica, che trasuda di Vangelo, è la strada del “come ho fatto io, fate anche voi”. Il cammino di canonizzazione che la nostra Chiesa diocesana ha avviato, invita a domandarci: ci stiamo prodigando perché Vittorio sia riconosciuto santo; e per la nostra santità che cosa facciamo? Vittorio vive nella gloria del Padre perché ha respirato l’ossigeno delle Beatitudini. A questo polmone, dunque, ritorniamo ogni giorno a ossigenare anima, cuore, mente. E’ il suo mandato per noi: vivere le Beatitudini… La lettura di queste pagine (anche più volte) può aiutarci a guardare alle nostre realtà quotidiane (famiglia, lavoro, scuola, parrocchia, ecc.) come luoghi dove Dio ha sempre abitato, dimora oggi e domani, ripetendoci come un ritornello affettuoso: “Oggi voglio fermarmi a casa tua”. Nella casa del cuore di Vittorio e della sua famiglia il Signore non aveva bisogno di farsi annunciare, perché era uno di loro, in mezzo a loro, per loro. La fede di quest’uomo, di sua moglie e della sua famiglia ha contagiato – e continua a farlo – tante persone a noi sconosciute, e forse, poco inclini alla vita della Chiesa come istituzione, ma aperte e sensibili alle opere che Dio sa compiere per mezzo dei suoi figli che scelgono il Vangelo come alfabeto vivente. Se è vero che le opere arrivano prima delle parole, ciò vale particolarmente per la professione di medico che Vittorio ha esercitato in modo esemplare ed eroico. E’ stata una vita, la sua, che ha convertito senza far prediche. E’ un augurio che vorrei si trasformasse in missione per ciascuno di noi, per la nostra Archidiocesi, la Chiesa tutta».

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