Prete di strada delle periferie

DonGINOrigoldi(UJ.com3.0) CITTA’ DI CASTELLO – “Persone, non problemi: questo è il mio metodo”. Un metodo non imparato sui libri ma stando sempre accanto agli ultimi e agli emarginati: è questa la straordinaria esperienza di vita raccontata da Gino Rigoldi, ospite di Altotevere senza frontiere nell’incontro “L’amore testardo. Storie di carcere e periferia”.  “Non bisogna mai avere paura degli esseri umani. Non solo la paura fisica, ma la paura di capire, di conoscere”: queste le parole di Rigoldi all’affollata platea di oltre 100 persone presenti all’iniziativa, che si è tenuta nei prestigiosi spazi del “Torrione” a Città di Castello grazia alla disponibilità dei proprietari. Prete di strada delle periferie milanesi Rigoldi è noto, oltre che per il suo impegno instancabile, per essere il padre spirituale del cantante Jovanotti.

 

Si tratta del secondo appuntamento di “ContAtti”, il ciclo organizzato da Altotevere senza frontiere per raccontare i temi dell’impegno sociale attraverso l’incontro con grandi personaggi del nostro tempo che possano essere uno stimolo per la riflessione e per l’azione. Fra i personaggi incontrati negli ultimi tempi Giacomo Panizza, il prete “antindrangheta” amico di Roberto Saviano e Silvana Arbia, magistrato della Corte penale internazionale de L’Aia.

 

 

Rigoldi (Milano, 1939) dal 1972 è cappellano dell’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano. Fondatore di “Comunità nuova Onlus”, associazione no profit che si occupa di tossicodipendenze e disagio giovanile, dal 1999 guida anche “Le case del sorriso” in Romania, che sostengono i bambini a rischio d’abbandono e i giovani vissuti negli istituti di reclusione. 

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