Perugia, le celebrazioni del Triduo pasquale

Con la Messa crismale, che a Perugia è tradizione celebrare il pomeriggio del Mercoledì Santo (1 aprile, ore 17) nella cattedrale di San Lorenzo, si entra nel vivo della Settimana Santa, il “cuore” della fede. A questa Messa, che avrà inizio con la processione di numerosi sacerdoti con il loro vescovo in piazza IV Novembre, attorno alla duecentesca Fontana Maggiore, sono chiamati a partecipare tutti i presbiteri, essendo la “festa della loro identità sacerdotale” in cui rinnoveranno le promesse formulate il giorno della loro ordinazione.

I celebranti indosseranno la veste liturgica giallo oro, colore-segno della Divinità, a indicare che nella celebrazione eucaristica avviene qualcosa di divino e solenne; tant’è che vengono consacrati il Crisma, utilizzato nei sacramenti del Battesimo e della Cresima e nelle ordinazioni presbiterali ed episcopali, e benedetti gli olii dei catecumeni e per l’unzione degli infermi.

Alla Messa prenderanno parte anche i diaconi, i seminaristi, i consacrati, i laici impegnati a vario titolo a livello diocesano e parrocchiale e i ragazzi che nell’arco dell’anno riceveranno il sacramento della Cresima.

La Messa crismale è definita dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti «l’incontro più bello e desiderato di tutto l’Anno liturgico», in «ricordo del giorno in cui Cristo comunicò agli Apostoli il suo sacerdozio».

[box type=”error” align=”alignleft” ]L’annuncio ufficiale dell’Assemblea diocesana Il cardinale, nel presiedere la Messa del Crisma davanti a tutte le componenti della Chiesa perugino-pievese, indirà ufficialmente l’Assemblea diocesana, in calendario l’11 e il 12 settembre prossimi. Si tratta, come lo stesso porporato evidenzia, di un «importante appuntamento ecclesiale grazie al quale desidero che ogni comunità cristiana si metta in discussione dinanzi alle esigenze di rinnovamento indicate nella Evangelii Gaudium, in vista dell’individuazione di concrete e innovative direzioni di impegno». [/box]

Il Triduo pasquale del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo

La Chiesa perugino-pievese si appresta a celebrare il Triduo del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo (2-3-4 aprile) dedicandolo alla Vita Consacrata nell’anno in cui viene celebrata dalla Chiesa. Come la carità di Cristo si è realizzata nel dare la vita fino alla fine, così Cristo chiama ancora oggi uomini e donne ad offrirsi completamente a Lui per la salvezza del mondo attraverso la via della consacrazione religiosa e del presbiterato.
Il Triduo ha inizio il Giovedì Santo (2 aprile), con la celebrazione della Coena Domini in ricordo dell’istituzione dell’Eucaristia, “sorgente” dove i cristiani attingono la forza per il loro impegno nella carità, che è il grande dono che il Signore fa loro rappresentato dal servizio più umile, quello della Lavanda dei piedi. Nella cattedrale di San Lorenzo questa celebrazione si terrà alle ore 18 e sarà presieduta dal cardinale Bassetti, che compirà il rito della Lavanda dei piedi ad un gruppo di religiosi e religiose. In serata (ore 22-23) si terrà l’Adorazione eucaristica all’altare della Riposizione. La preghiera sarà animata dai seminaristi della Diocesi.
La Coena Domini in San Lorenzo sarà preceduta, alle ore 9, dalla celebrazione capitolare dell’Ufficio delle Letture e delle Lodi mattutine presieduta dal cardinale con i canonici ed animata dal gruppo corale “Armonioso Incanto”. Questa celebrazione si ripeterà alla stessa ora anche il Venerdì Santo ed il Sabato Santo.
Venerdì Santo (3 aprile) è la giornata in cui la Chiesa e tutti i fedeli si raccolgono in preghiera dinanzi alla Croce spes unica e celebrano la Passione e Morte del Signore con il digiuno e la penitenza. In cattedrale, alle ore 18, il cardinale celebrerà la liturgia della Passione con l’adorazione della Croce. In serata, alle ore 21, con ritrovo dei fedeli in cattedrale, si svolgerà la Via Crucis nel centro storico, presieduta dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti. I lunghi interessati sono la zona dell’antico quartiere ebraico (vie del Bartolo e Pozzo Campana), l’Arco Etrusco, via Battisti, piazza Cavallotti e vie Maestà delle Volte, Ritorta e dei Priori, corso Vannucci e piazza IV Novembre.
Sabato Santo (4 aprile) è la giornata del silenzio e dell’attesa, dove i credenti in Cristo sono chiamati a vivere la Notte Santa, in cui la Chiesa e lo Spirito generano alla vita i figli di Dio, che celebrano la loro “più vera identità”. Nella cattedrale di San Lorenzo, la celebrazione della Veglia pasquale inizierà alle ore 22 con il suggestivo rito della benedizione del fuoco e dell’accensione del cero pasquale nel chiostro. Durante la liturgia presieduta dal cardinale riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima, Eucaristia) otto catecumeni giovani-adulti con età compresa fra 23 e 45 anni, di nazionalità italiana ed estera (Albania, Camerun e Macedonia), che hanno fatto un percorso di fede, chiamato Catecumenato, nelle loro comunità parrocchiali.
Domenica di Pasqua (5 aprile) è la Giornata dell’Alleluia! La Risurrezione del Signore è per i cristiani il giorno della nuova creazione: in Cristo fiorisce la vera vita e la speranza. In cattedrale, alle ore 11.30, si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale insieme ai canonici. Al termine, la Corale Laurenziana eseguirà il tradizionale canto dell’Alleluia dal “Messiah” di Handel.

 

Perugia: il messaggio augurale pasquale del cardinale Gualtiero Bassetti
ai religiosi e alle religiose nell’Anno della Vita Consacrata.
«Siete lievito di santificazione e fermento di iniziative missionarie ispirate al Vangelo…, costruttori di speranza per chi brancola “nel buio e nell’ombra della morte”».

Carissimi fratelli e sorelle,
in occasione della Pasqua e nell’Anno della Vita Consacrata, è mio vivo desiderio rivolgervi un breve messaggio per esprimere gratitudine e riconoscenza, per il grande dono di Dio che è la vostra presenza nella nostra Chiesa Diocesana.
Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che il dono della vostra vocazione, porta voi, uomini e donne che l’avete accolto “a quel genere di vita verginale e povero, che il Signore scelse per sé e la Vergine Madre abbracciò” (L. G. 46).
La Chiesa nel corso dei secoli è sempre stata vivificata e confortata da tanti religiosi e religiose, testimoni senza limiti dell’amore per il Signore Gesù, mentre nei tempi a noi più vicini, ha trovato valido aiuto in tante persone consacrate che, vivendo nel mondo hanno voluto essere lievito di santificazione e fermento di iniziative missionarie ispirate al Vangelo.
Carissimi e carissime, oggi particolarmente c’è bisogno di tutti voi, perché l’uomo non dimentichi mai che la sua dimensione vera è l’eterno. L’uomo è stato destinato ad abitare “cieli nuovi e terra nuova”, a proclamare che la felicità definitiva è data solo dall’infinito amore di Dio.
Quanto sarebbe più povera la società se si indebolisse la presenza di esistenze consacrate a questo Amore; e come sarebbero più poveri gli uomini e le donne di oggi se non fossero indotti ad alzare lo sguardo là dove sono le vere gioie!
E come sarebbe più povera la Chiesa se venisse meno chi manifesta concretamente e con forza la perenne attualità del dono della propria vita per il Regno dei cieli!
Carissimi e carissime, la nostra Archidiocesi vi è grata, vi vuole bene, vi stima ed ha bisogno di voi; ha bisogno di uomini e donne che, nell’offerta di sé al Signore, trovano la piena giustificazione della propria esistenza e si assumono così il compito di essere “luce delle genti” e “sale della terra”.
Consacrati e consacrate, siate costruttori di speranza per chi brancola “nel buio e nell’ombra della morte”. Su tutti voi invoco copiosa la benedizione del Signore!
uona Pasqua dal vostro Arcivescovo!

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