Perugia: i Salesiani lanciano la loro ‘sfida’ nell’ambito dell’“Istruzione

La sede regionale umbra dell’associazione “Centro nazionale opere salesiane formazione aggiornamento professionale” (Cnosfap) ha promosso il convegno dal titolo “Istruzione e formazione professionale iniziale”, in programma mercoledì 29 aprile (ore 9.30-13.00), presso la Sala dei Notari del palazzo dei Priori in Perugia, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, il cui obiettivo è quello di formulare e dibattere proposte da offrire alla nuova legislatura della Regione Umbria che sarà avviata con le elezioni del prossimo 31 maggio.

All’importante iniziativa interverranno, oltre ad esperti e ricercatori del settore, giovani imprenditori, ex allievi dei Centri di formazione professionale degli Istituti Salesiani “Don Bosco” presenti in Umbria (Perugia, Foligno e Marsciano), gli amministratori di questi tre comuni, i rettori delle due Università del capoluogo umbro Franco Moriconi e Giovanni Paciullo, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti (in video conferenza), il rettor maggiore emerito dei Salesiani don Pascual Chavez e i candidati alla Presidenza della Regione. Modererà i lavori il psicologo Filippo Pergola, che termineranno con un buffet nel chiostro della cattedrale di San Lorenzo a cura del Corso Ristoratori dei tre Centri di formazione professionale “Don Bosco” dell’Umbria.

«L’Ufficio diocesano per la pastorale della scuola – commenta il suo direttore, il prof. Luca Oliveti – plaude a questa significativa iniziativa dei Salesiani, sostenendola convintamente nella consapevolezza che la formazione professionale non è e non deve essere considerata l’anello debole del sistema educativo e formativo della Scuola italiana, ma costituisce a pieno titolo un canale importante per la formazione dei giovani ed anche un’opportunità molto valida per combattere la grave piaga della dispersione scolastica».

Ad illustrare le finalità principali di questo convegno, che è una vera e propria ‘sfida’ nell’ambito dell’“Istruzione e formazione professionale iniziale”, sono il delegato regionale del Cnosfap don Giorgio Colajacomo, direttore dell’Istituto Salesiano “Don Bosco” in Perugia, e il direttore generale Cnosfap Elvisio Regni. «I Salesiani proseguono la missione di Don Bosco nel territorio di Perugia da oltre 90 anni – ricordano don Colajacomo e Regni –, accogliendo ed educando i giovani, soprattutto quelli più bisognosi, disagiati e a rischio di esclusione sociale, prevenendo la devianza, la droga e l’emarginazione, offrendo loro la possibilità di essere inseriti o reinseriti nella vita sociale e nel mondo del lavoro attraverso un percorso formativo, educativo ed individuale attuato con il Sistema Preventivo di Don Bosco che fa emergere la forza del bene presente in ogni giovane… Al centro dell’attività non c’è né la produzione né il guadagno, ma il bene della persona, di ogni persona coinvolta “nella formazione professionale”. Salesiani e laici educano e formano i giovani, offrendo loro una proposta capace di far loro cogliere la propria identità e far emergere quei bisogni e desideri profondi che abitano il cuore di ogni uomo, ma che spesso restano sconosciuti: la sete di autenticità e di onestà, di amore e di fedeltà, di verità e di coerenza, di felicità e di pienezza di vita.

La missione salesiana nel mondo del lavoro è quella di offrire, in un ambiente educativo e formativo, un’educazione globale, in particolare agli adolescenti e ai giovani, considerati nella loro singolarità e nella loro qualità di persone, di cittadini e di lavoratori. Da più di cent’anni il sistema educativo di Don Bosco funziona in tutte le case salesiane sparse nel mondo. Il dialogo, l’accoglienza, la condivisione, l’ambiente positivo, lo stile di animazione, le relazioni personali, il protagonismo dei giovani sono i cardini della proposta salesiana, che accoglie i giovani di ogni nazionalità, religione, cultura e provenienza, vedendo in loro una ricchezza indissolubile».

Don Giorgio Colajacomo e Elvisio Regni presentano anche il «quadro normativo regionale umbro», che, in estrema sintesi, «impone che per iscriversi ad un percorso di formazione professionale Iniziale per la qualifica bisogna avere almeno 16 anni e quindi di fatto essere un drop-out, un disperso. Si possono iscrivere anche 15enni che abbiano assolto all’obbligo d’istruzione; di fatto sono allievi che devono avere frequentato almeno 10 anni di scuola, che sono decisamente una quota irrilevante. Il percorso che si può frequentare è un percorso biennale che porta ad una qualifica secondo la L.845/78 valida ai fini del collocamento e non come titolo di studio». Mentre «il quadro legislativo nazionale prevede il doppio canale che si realizza nei percorsi scolastici e nei percorsi di istruzione e formazione professionale», che «può essere attuato nei Centri di Formazione Professionali accreditati ed in sussidiarietà negli Istituti Professionali laddove non esistano Centri di Formazione Professionale.

La Regione Umbria ha scelto la sussidiarietà anche in presenza di una qualificata rete di Centri di Formazione Professionale».
A tal proposito cosa chiedono i Salesiani a coloro che verranno eletti il prossimo 31 maggio nel massimo consesso democratico umbro? «La nostra associazione – spiegano sempre don Colajacomo e Regni – chiede ai futuri Amministratori se intendono inserire nei loro programmi elettorali lo sviluppo della formazione professionale iniziale superando l’attuale impostazione fortemente penalizzante per i minori umbri e per le loro famiglie. La scelta della Formazione Professionale è oggi in Umbria una scelta di ripiego dopo mortificanti insuccessi scolastici.

Consentire agli allievi ed alle loro famiglie una libera scelta di percorso, al termine del primo ciclo scolastico, vorrebbe dire ridare loro la pari dignità che meritano e che sancisce anche la legge. Ovunque sono stati realizzati i percorsi di “IeFP” in autonomia nei Centri di Formazione Professionale (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio, Sicilia) sono stati un grande successo, contribuendo inoltre in maniera significativa alla riduzione della dispersione scolastica». Insomma, l’“appello-sfida” è anche quello di riuscire in Umbria a legiferare al riguardo, facendo propria l’esperienza positiva di altre regioni.

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