Perugia: celebrata in cattedrale la Veglia di Pasqua, “la madre di tutte le Veglie”

E’ sempre molto suggestivo e spiritualmente coinvolgete il rito della benedizione del fuoco che ha dato inizio, nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, alla Veglia di Pasqua presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti definita dallo stesso porporato, durante l’omelia, “la “madre di tutte le veglie”. Essa rinnova per i cristiani il mistero pasquale, che, attraverso la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, annuncia la salvezza del mondo, il prevalere della Luce del Risorto sulle Tenebre, la vittoria del Bene sul Male. «Notte di Luce, notte di Risurrezione, in cui i cristiani – ha evidenziato il cardinale – sono esortati ad essere loro stessi, sull’esempio di Cristo che si è immolato per tutti,  luce del mondo affinché le tenebre che ci avvolgono vengano disperse».

Dopo la benedizione del fuoco con l’accensione del cero pasquale portato in processione lungo la navata centrale fino al presbiterio, dove è stato collocato accanto al fonte battesimale, il cardinale ha intonato tre volte “lumen Christi” (Cristo, luce del mondo) e il diacono ha poi proclamato l’annuncio pasquale. Nel contempo i fedeli accendevano le candele che tenevano in mano e le volte affrescate della cattedrale si illuminavo facendo risaltare anche l’addobbo floreale con ortensie bianche dell’altare maggiore; addobbo realizzato dai giovani di un’opera segno-struttura di accoglienza della Caritas diocesana in segno di richiamo alla carità di Cristo, al servizio della Chiesa per i suoi figli più “piccoli” e “ultimi”, di esempio per i cristiani nel farsi prossimi ai fratelli più bisognosi.

La liturgia della “madre di tutte le veglie”, dopo le letture pasquali tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, è culminata con il rito della benedizione del fonte battesimale da parte del cardinale, che ha poi impartito i sacramenti dell’iniziazione cristiana ad otto catecumeni giovani-adulti, sei donne e due uomini, con età compresa tra il 23 e i 45 anni sia cittadini italiani che esteri (Albania, Camerun e Macedonia). Un neonato ha ricevuto il Battesimo, figlio di una delle sei donne catecumene. Il cardinale Bassetti ha messo in risalto questa forte esperienza di fede che accomuna la madre al suo bambino, che esprime bellezza e gioia nel ricevere il Battesimo, che «è un mistero talmente grande e profondo – ha ricordato il porporato – ed è il più grande dono che Dio ci ha fatto ed è l’evento più felice della nostra esistenza». Da non dimenticare che la Pasqua, la Risurrezione del Signore, è per i cristiani il giorno della nuova creazione: in Cristo fiorisce la vera vita e la speranza.

Al termine della Veglia pasquale, la Corale Laurenziana ha intonato il tradizionale canto dell’Alleluia dal “Messiah” di Handel.

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E’ sempre molto suggestivo e spiritualmente coinvolgete il rito della benedizione del fuoco che ha dato inizio, nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, alla Veglia di Pasqua presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti definita dallo stesso porporato, durante l’omelia, “la “madre di tutte le veglie”. Essa rinnova per i cristiani il mistero pasquale, che, attraverso la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, annuncia la salvezza del mondo, il prevalere della Luce del Risorto sulle Tenebre, la vittoria del Bene sul Male. «Notte di Luce, notte di Risurrezione, in cui i cristiani – ha evidenziato il cardinale – sono esortati ad essere loro stessi, sull’esempio di Cristo che si è immolato per tutti,  luce del mondo affinché le tenebre che ci avvolgono vengano disperse».

Dopo la benedizione del fuoco con l’accensione del cero pasquale portato in processione lungo la navata centrale fino al presbiterio, dove è stato collocato accanto al fonte battesimale, il cardinale ha intonato tre volte “lumen Christi” (Cristo, luce del mondo) e il diacono ha poi proclamato l’annuncio pasquale. Nel contempo i fedeli accendevano le candele che tenevano in mano e le volte affrescate della cattedrale si illuminavo facendo risaltare anche l’addobbo floreale con ortensie bianche dell’altare maggiore; addobbo realizzato dai giovani di un’opera segno-struttura di accoglienza della Caritas diocesana in segno di richiamo alla carità di Cristo, al servizio della Chiesa per i suoi figli più “piccoli” e “ultimi”, di esempio per i cristiani nel farsi prossimi ai fratelli più bisognosi.

La liturgia della “madre di tutte le veglie”, dopo le letture pasquali tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, è culminata con il rito della benedizione del fonte battesimale da parte del cardinale, che ha poi impartito i sacramenti dell’iniziazione cristiana ad otto catecumeni giovani-adulti, sei donne e due uomini, con età compresa tra il 23 e i 45 anni sia cittadini italiani che esteri (Albania, Camerun e Macedonia). Un neonato ha ricevuto il Battesimo, figlio di una delle sei donne catecumene. Il cardinale Bassetti ha messo in risalto questa forte esperienza di fede che accomuna la madre al suo bambino, che esprime bellezza e gioia nel ricevere il Battesimo, che «è un mistero talmente grande e profondo – ha ricordato il porporato – ed è il più grande dono che Dio ci ha fatto ed è l’evento più felice della nostra esistenza». Da non dimenticare che la Pasqua, la Risurrezione del Signore, è per i cristiani il giorno della nuova creazione: in Cristo fiorisce la vera vita e la speranza.

Al termine della Veglia pasquale, la Corale Laurenziana ha intonato il tradizionale canto dell’Alleluia dal “Messiah” di Handel.

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