Per il Santo Padre Assisi “prepara un gesto irripetibile”

papaBACIA(UJ.com3.0) ASSISI – In queste settimane, dopo l’elezione di Papa Francesco (il cui nome è ispirato ai valori del Santo di Assisi Patrono d’Italia) molte sono state le iniziative e le proposte ma, forse, la cosa più importante é essere consapevoli “del valore storico”, di ciò che é avvenuto, cercando, ad Assisi, di offrire una “sempre migliore accoglienza” (con le infrastrutture e i servizi, realizzati o in corso) e ampliando lo spirito, “sacro”, di saper “attendere” e ospitare, pellegrini e ospiti, con atmosfere che si elevino a “culla dell’incontro e del dialogo”. Essere, sempre più, di esempio, di valori, spirituali e culturali, legati all’ascolto e all’accoglienza dell’altro (Foto, l’esempio di Papa Francesco) crediamo che sia l’impegno più importante (anche nel quadro della promozione).
Ovviamente poi ci sono anche le iniziative “esteriori” (in parte già realizzate e programmate): il manifesto di gratitudine, gli stendardi, il suono a festa delle campane e della campana delle Laudi, l’invito al Papa a visitare presto i luoghi di Assisi (rivolto, prima di tutto, dal Vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino), la dedicazione di piazze o vie (come ad Assisi é avvenuto per altri Papi, vista la presenza di 2 delle 6 Basiliche Papali del Mondo), iniziative culturali e istituzionali.
Il Consiglio Comunale, nella prossima seduta, approverà anche un testo (prima proposta: Assisi “Manifesta Gratitudine e Affetto a Papa Francesco” per aver orientato il servizio Petrino ai valori di ascolto e “carità” verso gli ultimi per la “dignità” di tutti, allo spirito del dialogo, e fratellanza, fra persone e comunità e alla “custodia” del creato in linea con gli insegnamenti francescani) che, come segno storico, verrà inciso in una “semplice ma originale pergamena” che sarà inviata (o consegnata se la visita avverrà in tempi previ) a Papa Francesco: sarà un gesto “unico di gratitudine”, storicamente irripetibile (una copia rimarrà esposta, per sempre, in Comune), che dovrà “includere e copiosamente ampliare” l’ipotesi di “cittadinanza onoraria”.

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