Papa: «La politica si occupa di finanza e banche, non di chi muore di fame»

papa(UJ.com3.0) CdV – Non interessa se la gente muore di fame, se non ha niente. Ci si preoccupa delle banche o della finanza…». Papa Francesco parla davanti ai 200 mila fedeli (un record) appartenenti ai movimenti ecclesiali arrivati in piazza San Pietro per la veglia di Pentecoste. Bergoglio – che nella mattina ha avuto un lungo colloquio con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha toccato anche il tema della crisi economica – ha più volte sottolineato il suo messaggio alla politica: «Nella vita pubblica se non c’è l’etica tutto è possibile. Lo leggiamo i giornali quanto la mancanza di etica fa tanto male all’umanità intera». E ancora, parlando sempre a braccio :«Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente… Questa è la nostra crisi».

IL LAVORO: LAMA TAGLIENTE – Parole, quelle del Papa, che ricordano il discorso pronunciato poche ore prima dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Il lavoro è la lama più penetrante e tagliente nella carne della gente ed è il criterio per giudicare qualunque urgenza» da parte della politica. I casi di suicidio che si sono verificati negli ultimi mesi – da ultimo quello di un ceramista cassintegrato del Viterbese -«sono tutti segnali tragici da recepire» ha concluso Bagnasco parlando a Genova al convegno per il 75° anniversario dell’istituto Gaslini.

(sanfrancesco.org)

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