PAPA FRANCESCO LA RIFLESSIONE DI MONS. CROCIATA

papaBaciaDISABILE(UJ.com3.0) perugia – “Con questo Papa tutto il mondo è arrivato a casa nostra; il mondo intero, con le sue periferie, irrompe e ci dice che non è più tempo di tardare, di crogiolarsi. È tempo di svegliarsi”. Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, legge l’invito del Papa a raggiungere le “periferie”, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali. “Le periferie sono luogo di povertà: dovunque c’è povertà, c’è marginalità. In questo, c’è una dimensione strettamente sociale ed economica da considerare, per non evadere verso un facile spiritualismo – spiega mons. Crociata -. E d’altra parte, il binomio periferia-povertà non si esaurisce nemmeno in una dimensione puramente materiale. Perché qui si evidenzia anche la necessità di andare alle radici dei problemi, si vede come la proposta cristiana abbia la capacità di raggiungere tutto l’uomo, di farsi carico dell’uomo in tutta la sua interezza.

 

Quando si è in una condizione di miseria e di lontananza da un’esistenza dignitosa, l’appello della dimensione culturale e spirituale viene più difficilmente avvertito e anche l’annuncio cristiano non può essere accolto adeguatamente. È doveroso, dunque, portare a soluzione i problemi di sopravvivenza, di prima necessità”. “La perifericità non ha solo un carattere economico – aggiunge mons. Crociata – c’è una perifericità spirituale, una perifericità morale, una perifericità appunto esistenziale nel senso della perdita del senso, dell’orientamento, della capacità di relazione. La perifericità di chi si chiude in se stesso. Questa è un’attenzione specifica che noi non dobbiamo perdere di vista, sempre con quello spirito di fede vivo che si apre agli altri, che non si chiude in se stesso, ma che tende a condividere, a portare agli altri quel tesoro che possediamo e che possiamo trasmettere solo se è vivo dentro di noi. Si deve prestare attenzione alla persona e agli ambiti di vita, che comprendono anche la domanda sul senso dell’esistenza, il bisogno di Dio che vive nel fondo del cuore dell’uomo, la capacità o il bisogno di aprirsi agli altri. Pensiamo alla vita di tante famiglie prese dalle preoccupazioni di ogni giorno che non trovano tempo per fermarsi a parlare, a condividere la quotidianità, i progetti: così la famiglia finisce per perdere l’anima”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*